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Angelo Mazzeo in consolle al kiwi Club di Avellino
Angelo Mazzeo in consolle al kiwi Club di Avellino
Storia di Avellino

Quelli del Kiwi Club: Angelo Mazzeo, una vita da DJ.

Angelo Mazzeo, storico dj resident del Kiwi Club, ha legato il suo nome a tutti i locali avellinesi dalla fine degli anni'80 ad oggi.

Premessa. In una città come Avellino è inevitabile che la cerchia di conoscenze finisca per l’essere inversamente proporzionale alla dimensione della città.

In altre parole: ci si conosce un po’ tutti.

Di alcune persone si può non conoscere il volto, ma il nome almeno una volta lo si è sentito, specie quando questi è associato a un evento, ad un’attività, ad una specificità.

Il Kiwi Club di Avellino negli anni 90
Il Kiwi Club di Avellino negli anni 90

E’ il caso di Angelo Mazzeo, dj per passione, che alla soglia dei 50 anni non solo continua a far ballare con la sua musica i figli di coloro che ha fatto divertire agli albori della sua carriera ma è senza dubbio una di quelle figure che, complici esperienze fortunate, si è indissolubilmente legato al mondo del divertimento e al tempo libero ad Avellino.

Il suo rapporto con mixer e piatti cominciò nel 1986. A raccontarlo è lo stesso protagonista.

“Avevo 19 anni e avevo appena conseguito la maturità. Come regalo chiesi ai miei genitori due piatti ed un mixer. Mio padre mi chiese a cosa servissero, forse si aspettava, vista la mia passione per la musica, che gli chiedessi una chitarra. Nemmeno un anno dopo facevo già le prime serate ad Avellino”.

Prima il Cristal a Mirabella Eclano, poi il Willys a Chiusano San Domenico, quindi lo Sciarada a Mercogliano, prima di incrociare il Kiwi Club.

E qui comincia una nuova storia. Di musica, cultura, costume.

“Il Kiwi, di cui sono stato dj resident per anni,  è stato tra i primi locali, in Campania, a portare la moda, lo spettacolo, il cabaret in discoteca. Il Kiwi fu il perfetto mix tra domanda ed offerta e non a caso sia il sabato sera che la domenica pomeriggio avevamo persone che arrivavano anche dalle altre province, non solo da Avellino”.

A proposito di domenica pomeriggio, si trattò di un vero e proprio colpo a effetto. Con i pomeriggi danzanti dedicati ai giovani, il Kiwi anticipò le tendenze nazionali.

“Avevamo fatto un test durante l’estate, in un piccolo locale, un circolo in cui ascoltavamo musica e ballavamo. Alla riapertura della stagione lanciammo la discoteca alle tre del pomeriggio della domenica.

E c’era la fila per entrare che iniziava a via Colombo! Avere la possibilità di andare a ballare a 15 anni, in un locale che aveva una storia ed una autorevolezza era il massimo.

Trend Discoteque, una rivista di settore, ci pose ai vertici del panorama regionale.

Angelo Mazzeo con Luca Aurigemma ed Antonio Salomone
Angelo Mazzeo con Luca Aurigemma ed Antonio Salomone.

Divenne talmente un fenomeno, che ospitammo grandi nomi della musica e dello spettacolo, da Claudio Coccoluto alle ragazze di Non è la Rai ed ai ragazzi della trasmisisone “Amici ” di Maria De Filippi, che per i ragazzini dell’epoca era come avere oggi Fiorello!”

Angelo, cosa chiedeva il pubblico avellinese che facevi ballare tra gli anni’80 e gli anni’90?

“Chiedeva divertimento: era questo il liet motiv, sia il sabato che la domenica.

La discoteca era un vero luogo di aggregazione, con la musica che non era assordante e consentiva di intrattenere rapporti, di conoscere gente, di parlare.

Oggi si va in direzione diametralmente opposta. Il paradosso? La silent disco, dove si balla ascoltando la musica in cuffia, con buona pace della socializzazione”.

Come è cambiato il mondo delle discoteche negli anni secondo Angelo Mazzeo?

Angelo Mazzeo e Lino Sorrentini
Angelo Mazzeo e Lino Sorrentini

Il primo vero cambiamento c’è stato a metà degli anni ’90, con le discoteche settorializzate, dove trovavi solo house, solo techno, solo commerciale. Prima, invece, si andava a ballare e stava alla sensibilità del dj trovare il dosaggio giusto tra i generi.

Oggi, invece, prima scegli il genere e poi il locale. Tornando al Kiwi, era famoso il break anni ’80, che era molto richiesto, con il quale si faceva un tuffo nel passato.



Poi, sul finire degli anni ’90 si è passati dal boom delle piccole discoteche da 500/600 persone, che lavoravano tutte, alla moda dei grandi locali da 2000/3000 persone, come l’East Side, il Big Ben a Montemiletto o il Pala 3 B a Summonte.

Il problema, però, è che non c’erano più le serate che attraversavano vari generi ma tanti mondi paralleli. La logica conclusione è stata quella di ritornare a locali di dimensioni più piccole”.

Alla luce della tua esperienza, un locale come il Kiwi potrebbe tornare di moda oggi ad Avellino?

“Non penso. Sono cambiate troppe cose. Sicuramente è piacevole ritrovarsi per un revival, un po’ come per le rimpatriate tra compagni di scuola, ma penso che quella esperienza così come fu allora difficilmente potrà ritornare. Sarebbe complicato ricreare quell’atmosfera perchè sono cambiati i tempi. Allora chi andava a ballare il sabato sera era maggiorenne, il pubblico aveva un’età compresa tra i 22 ed i 40 anni. Oggi un 40enne in discoteca incontra i 14enni. E’ cambiato il mondo!”

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