Prima o poi capita in tutte le cucine. La padella antiaderente comincia a perdere il rivestimento, il fondo della pentola è ormai deformato, il manico traballa e quella vecchia casseruola che ci accompagna da anni ha decisamente terminato la sua carriera. Puntuale, arriva il dubbio: dove si buttano pentole e padelle quando non possono più essere utilizzate? Sono fatte prevalentemente di metallo, quindi possiamo metterle insieme a lattine, scatolette e barattoli?
Non necessariamente. Pentole e padelle sono infatti oggetti durevoli e non imballaggi. E questa distinzione, ancora una volta, è fondamentale per capire come comportarsi nella raccolta differenziata. La soluzione più sicura, soprattutto per oggetti grandi, pesanti o antiaderenti, è generalmente il centro di raccolta comunale, nella sezione dedicata ai metalli. Alcuni Comuni consentono però di conferire piccoli oggetti metallici anche nella raccolta domestica: per questo è necessario verificare sempre le indicazioni del proprio gestore.
Alluminio e acciaio: materiali preziosi, ma la padella non è una lattina
Gran parte delle pentole che utilizziamo ogni giorno è realizzata in alluminio o acciaio inox. Materiali che possono essere recuperati e riciclati. Il CIAL, Consorzio Nazionale Imballaggi Alluminio, ricorda che l’alluminio è un materiale permanente e riciclabile ripetutamente, con un importante risparmio di materia ed energia. Il Consorzio si occupa però principalmente degli imballaggi in alluminio, come lattine, vaschette, scatolette, tubetti, fogli e tappi. Ed è proprio qui che nasce l’equivoco.
Una lattina è un imballaggio, una padella no. Questo non significa che il metallo della padella non possa essere recuperato, significa semplicemente che il percorso di raccolta può essere diverso.
La padella antiaderente dove va?
Qui il dubbio aumenta. La classica padella antiaderente non è composta soltanto dal metallo del corpo principale. La superficie interna presenta infatti un rivestimento progettato per impedire agli alimenti di aderire durante la cottura. Dobbiamo per questo buttarla nell’indifferenziato? Generalmente no. Diversi gestori indicano per le pentole e padelle antiaderenti il conferimento presso il centro di raccolta nel contenitore dei metalli, dove il materiale può essere avviato alle successive lavorazioni. Anche per le padelle con rivestimenti commercialmente indicati come ceramici o “effetto pietra” conta soprattutto la struttura principale dell’oggetto.
Diverso è il caso di recipienti realizzati interamente in ceramica, terracotta o materiali analoghi: non devono essere trattati automaticamente come pentole metalliche. Insomma, la scritta “antiaderente” non trasforma improvvisamente una padella in rifiuto indifferenziato.
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E ghisa, rame e altri metalli?
Anche le pentole in ghisa, rame o altri metalli possono essere avviate al recupero. La ghisa, però, è generalmente molto pesante e il centro di raccolta rappresenta spesso la soluzione più appropriata. Lo stesso principio vale per pentole molto grandi, tegami professionali o per diverse stoviglie metalliche da eliminare contemporaneamente. Più che cercare di far entrare a tutti i costi una casseruola da cinque litri nel contenitore domestico, meglio fare un viaggio al centro di raccolta. La raccolta differenziata richiede attenzione. Non necessariamente abilità nel Tetris.
Molte pentole, poi, hanno manici in plastica, legno o altri materiali. Se questi elementi possono essere rimossi facilmente, separarli può agevolare il recupero dei materiali. Alcuni gestori raccomandano infatti, quando possibile, di togliere le componenti in plastica prima di conferire la parte metallica. Ma attenzione a non complicarsi la vita inutilmente.
Non è necessario presentarsi al centro di raccolta con una pentola completamente smontata, viti comprese. Se il manico non è facilmente separabile, è meglio seguire le indicazioni del gestore piuttosto che improvvisare operazioni potenzialmente pericolose. E il coperchio? Se è completamente metallico può generalmente seguire la stessa destinazione della pentola.Se invece è in vetro, bisogna fare attenzione: il coperchio di una pentola non deve essere automaticamente gettato nella raccolta degli imballaggi in vetro. Anche in questo caso conviene verificare le indicazioni locali per i manufatti in vetro non destinati all’imballaggio.
Bisogna lavare pentole e padelle prima di buttarle?
Non serve lucidarle fino a farle tornare nuove. È però opportuno eliminare residui consistenti di cibo, olio o grasso prima del conferimento. La stessa logica vale per gli imballaggi metallici: CIAL ricorda che, ai fini del riciclo, non è necessario lavarli accuratamente, ma è sufficiente svuotarli dai residui.Nel caso di pentole e padelle fuori uso il buon senso suggerisce quindi di consegnarle prive di avanzi alimentari. Se dentro la vecchia casseruola è rimasto mezzo ragù, prima di preoccuparci del riciclo del metallo forse abbiamo un altro problema da risolvere.
C’è infine una domanda che viene ancora prima della raccolta differenziata. La pentola è realmente inutilizzabile? Un manico allentato può spesso essere sostituito. Un coperchio rotto non obbliga necessariamente a eliminare tutta la casseruola. Una vecchia pentola ancora integra può essere donata, destinata al riuso oppure trasformata in un oggetto diverso.
Una casseruola ormai inadatta alla cucina, ad esempio, può diventare una fioriera. Naturalmente il riutilizzo ha senso soltanto se l’oggetto è ancora sicuro e adatto alla nuova funzione. Perché la gerarchia dei rifiuti parte proprio dalla prevenzione: se possiamo evitare di produrre un rifiuto, abbiamo già fatto meglio della migliore raccolta differenziata possibile.
Le modalità di conferimento di pentole, padelle e altri manufatti metallici non sono uniformi su tutto il territorio nazionale. È sempre opportuno verificare le indicazioni del proprio Comune o del gestore del servizio.
Per altri dubbi su oggetti, imballaggi e materiali puoi consultare le nostre guide dedicate alla raccolta differenziata.
