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Ralph Minichiello
Era il 31 ottobre 1969 quando Ralph Minichiello, marine italo-americano di vent'anni, decorato in Vietnam, sta dirottando un aereo decollato da Los Angeles.
La Storia della provincia di Avellino

La storia di Raffaele Minichiello, il marine irpino che dirottò un aereo.

Raffaele Minichiello è considerato il primo dirottatore di un aereo su rotta intercontinentale. Nel 1969 le sue gesta tennero per 24 ore il mondo con il fiato sospeso.

E’ il 1963, l’Italia si avvia a conoscere il boom economico ma al meridione la sofferenza è ancora tanta. Si fa fatica a sopravvivere e poi, di mezzo ci si mette anche la terra, che da un anno trema e fa paura.

Il ricorso all’emigrazione e al sogno americano è per tanti ancora una possibilità. Da Melito Irpino, alla ricerca di stabilità, parte la famiglia Minichiello, con tanti sogni e pochi soldi.

Da Melito Irpino a Seattle.

Raffaele è poco più di un bambino e non parla una sola parola di inglese. E’ soprattutto per lui che il padre ha scelto Seattle come luogo in cui provare a dargli una chance.

E la chance, per un giovane prestante fisicamente, in quegli anni significa arruolarsi.

Raffaele, il giovane italiano che tutti chiamano Ralph, si arruola nei marine ad appena 17 anni, forte soprattutto della sua abilità con i motori.

Da Seattle al Vietnam.

Ed appena diciottenne si ritrova a sporcarsi le mani su uno dei fronti più sporchi e drammatici della storia americana: il Vietnam.

Qui conosce la violenza e la sofferenza, impara a stanare i nemici ma soprattutto a guardarsi dai falsi amici.

Respira una terra che sa di sangue e di morte, ma la sua energia lo porta a non farsi sopraffare dalla paura.

Come la stragrande maggioranza dei giovani che hanno vissuto in prima linea il Vietnam, Ralph Minichiello rientra negli States provato ed incattivito.

Ne ha viste (e fatte) di ogni genere. E basta davvero poco per farlo infervorare e scaricare la rabbia accumulata durante gli appostamenti e gli agguati ai Vietcong.

A cambiare per sempre la sua vita un episodio apparentemente banale.

Dalla sua diaria spariscono 200 dollari. Ralph vive il fatto come un affronto: devasta lo spaccio della caserma per riprendersi ciò che gli spettava.

Il gesto gli costa una denuncia davanti alla corte marziale. Per Ralph si avvicina la fine del sogno americano.

Ma per uno che ha conosciuto la vera sofferenza non può finire così, non può darla vinta a chi lo ha sfruttato, mandato quasi a morire per poi considerarlo un nemico.

Il 28 ottobre del 1969, il giorno prima di finire davanti alla corte, Ralph decide che non può darla vinta a chi ormai considera un nemico.

Il Dirottamento Aereo

Sale a bordo di un Boeing 707 della compagnia Twa diretto a San Francisco. E qui comincia quello che è passato alla storia come il primo dirottamento di un volo intercontinentale.

Armato di fucile, l’ex marine irpino costringe i piloti a far rotta su Denver.

Un primo rifornimento, la liberazione di tutti i passeggeri e, poi, direzione New York. Qui, con le teste di cuoio già pronte a fare irruzione a bordo, Ralph chiede di avere a disposizione due piloti in grado di percorrere una rotta intercontinentale. Con la minaccia di far fuori l’equipaggio, riesce ad evitare l’intervento dei corpi speciali.

L’aereo decolla nuovamente, questa volta per far rotta su Roma anche se, in un primo momento, per sviare i controlli, fa dichiarare alla torre di controllo che sia Il Cairo il suo vero obiettivo.

Quello che accade durante il volo, che fa scalo prima nel Maine e poi in Irlanda, con il tempo si ammanta di leggenda. Il suo fascino fa colpo su una hostess,Tracey Coleman, con la quale nelle ore del volo instaura un rapporto platonico.

Ha un obiettivo Ralph: tornare in Irpinia, precisamente a Grottaminarda, dove vuol reincontrare Rosalia, il suo primo amore di gioventù.

L’atterraggio a Roma e la Fuga.

A Roma, ad attendere l’aereo con il dirottatore c’è una Giulietta, espressamente richiesta da Minichiello. Sempre sotto la minaccia delle armi, prende in ostaggio un funzionario di polizia e fugge.

Dopo pochi chilometri, però, decide che è giunto il momento di far perdere le tracce. E, così, abbandona l’auto in aperta campagna ed a piedi raggiunge la chiesa del Divino Amore, alle porte di Roma.

L’Arresto.

Qui, viene riconosciuto da un sacerdote, che allerta le forze dell’ordine, ponendo fine alla più lunga fuga della storia.

Ammanettato, Ralph Minichiello, in mondovisione, si limitò a dire poche parole: N’agg’ fatto niente!

Per la sua “impresa” fu condannato a sette anni (mai estradato nonostante la richiesta degli Usa) ma in carcere rimase solo 18 mesi. Era difeso dal principe del foro napoletano, Vincenzo Maria Siniscalchi che si appassionò al suo caso.

Un personaggio divenuto leggendario (i rotocalchi dell’epoca lo coprirono d’oro per avere interviste in esclusiva), che ha poi vissuto tra Roma e Napoli, e che secondo i più fu il vero ispiratore di David Morrell e del suo Rambo di First Blood.

In libreria arriva ” Il marine” il Libro di Pier Luigi Vercesi

La storia di Raffaele Minichiello è divenuta un bel libro di Pier Luigi Vercesi, giornalista del Corriere della Sera: Il Marine, edito da Mondadori, dal 21 marzo in libreria. In 252 pagine, Vercesi racconta le gesta del dirottatore venuto dall’Irpinia toccando diversi temi: dal fenomeno dell’emigrazione alla generazione americana figlia degli anni del Vietnam.

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