Tra decine di monumenti patrimonio dell’UNESCO, vicoli, chiese e panorami mozzafiato, Ragusa Ibla è uno dei borghi più affascinanti d’Italia.
Nota anche come fiore in pietra, Ragusa Ibla, comune a sé fino al 1927, viene considerata come un’opera d’arte in cui immergersi ed è la parte antica di Ragusa. Le città erano considerate realtà differenti a causa del terremoto del 1693 che divise il sito in due: una parte superiore più nuova e una inferiore antica. All’interno di Ibla (o, in dialetto Iusu) ci sono ben diciotto monumenti Patrimonio dell’Unesco.
Ma cosa significa Ibla in siciliano? Ibla in dialetto siculo significa altura oppure luogo collocato in alto. Perciò Ibla è il quartiere in collina, Iusu la Ragusa bassa. In particolare, Ibla deriva da Hybla la città antica.
Per giungere al borgo è necessario scendere 340 gradini. Mano a mano che si scende un magnifico scenario si dispiega davanti agli occhi del turista: una città scolpita nella roccia con vicoli stretti, palazzi e piazzette ricchi di decorazioni.
Una moltitudine di elementi barocchi, forse anche troppi, racchiusa in uno spazio apparentemente troppo ridotto ma regale e raccolto. A rendere magnifico lo spettacolo proprio quell’equilibrio grazie al quale diversi stili coesistono alla perfezione.
Perché Ragusa Ibla ti resterà nel cuore
Tra pietra dorata e silenzi d’altri tempi, Ragusa Ibla incanta chiunque vi metta piede. È un intreccio di vicoli in salita, scorci mozzafiato e balconi fioriti che raccontano storie antiche senza bisogno di parole.
Qui il tempo sembra scorrere con una lentezza gentile, tra il profumo del pane appena sfornato e il suono distante delle campane. Il barocco siciliano risplende sulle facciate delle chiese e nei palazzi scolpiti nella pietra color miele, mentre il calore della gente ti accoglie come se fossi di casa. È un luogo che non si dimentica, perché non è solo bello: è profondamente vivo, autentico, emozionante.
Come abbiamo scritto poco più su ci sono due Ragusa: quella più nuova, moderna e commerciale, la seconda Ibla è più caratteristica e affascinante, ricostruita dopo il terremoto del 1693 da Gagliardi, architetto già famoso per l’architettura sperimentale di Noto.
Sembra quasi che i monumenti e gli edifici della cittadina, abbarbicati sulla roccia, anche se appaiono ben saldi, possano pendere giù. Chi ha seguito la fiction de Il Commissario Montalbano si ritroverà dinanzi a quei luoghi che sono stati teatro di misteri e gialli.
Ragusa Ibla, il borgo che sembra un presepe:

La visita del borgo non può che partire dal centro più scenografico ovvero Piazza del Duomo. Proprio da qui inizia la scalinata realizzata in ferro battuto che sembra uscita da un’illustrazione di un libro di fiabe d’altri tempi. La scala costeggia la chiesa di San Giorgio dedicata al Santo patrono che viene celebrato durante la festa padronale (che nel 2025 è stata dal 23 al 25 maggio).
Altre chiese da non perdere sono la Cattedrale di San Giovanni, decorata con stucchi rococò e statue e la Chiesa di Santa Maria dell’Itra visibile da diversi punti grazie alla sua cupola blu cobalto.
Altri elementi riconoscibili nel paesaggio sono i palazzi che furono dei nobili: a reggere i balconi ci sono diverse statue che rappresentano figure allegoriche. Spiccano Palazzo Cosentini e Palazzo Bertini. Camminando verso ovest ci si imbatte nel Giardino Ibleo considerato, soprattutto durante le calde giornate estive, come un’oasi intima ed unica con palme e pini. Non lontano si trova anche gli scavi archeologici dell’antica Hybla Heraia.
La visita del borgo è possibile in un giorno ma per concedersi il giusto tempo per respirare l’aria ragusana, fermarsi a dormire potrebbe essere una buona idea. Del resto, di sera le stradine sono più animate e le luci le rendono ancora più suggestive.
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