Un’auto scura che avanza lenta nel traffico di Catania. Un uomo solo al volante. Una città che guarda e tace. Basterebbe questa scena per capire che quello che hai appena selezionato su Raiplay non è un semplice film sulla mafia ma l’atto finale di una guerra combattuta con le parole.

Il film per la tv “Prima che la notte”, diretto da Daniele Vicari e prodotto da Rai Fiction insieme a Italian International Film, racconta gli ultimi anni di Giuseppe “Pippo” Fava, giornalista, scrittore, drammaturgo, uomo libero in un territorio che la libertà la puniva. Rientrato a Catania da Roma, Fava fondò il mensile I Siciliani, un giornale che voleva rompere il muro di omertà intorno ai rapporti tra mafia, potere economico e politica. Quando iniziò a scriverne, non con mezze frasi ma facendo nomi e cognomi, il conto alla rovescia si mise in moto.

Vicari sceglie un taglio asciutto, quasi documentaristico, e costruisce la narrazione come un mosaico di momenti decisivi: le riunioni in redazione, le prime pagine coraggiose, gli articoli “scomodi” che gli costarono l’isolamento. Non c’è nessuna beatificazione cinematografica: vediamo Fava come uomo inquieto, padre imperfetto, maestro severo con i suoi giovani collaboratori, combattuto tra la speranza di un cambiamento possibile e la stanchezza di chi conosce troppo bene i nemici che ha di fronte.

Il cuore del film è la relazione tra il “direttore” e i ragazzi de I Siciliani: giovanissimi, appassionati, determinati a seguire il suo esempio malgrado la paura. Vicari ricostruisce la redazione con cura quasi archeologica, ispirandosi alle testimonianze reali di chi lavorò davvero con Fava. La scena in cui il mensile viene stampato per la prima volta, con le rotative che vibrano come un motore che si accende, è una delle più coinvolgenti dell’intera pellicola.

Il cast è trainato da Fabrizio Gifuni, vincitore del David di Donatello per la recitazione nella serie Esterno notte, che interpreta Giuseppe Fava con una misura straordinaria: voce bassa, sguardo ostinato, presenza che riempie ogni inquadratura senza mai sfociare nel caricaturale. Accanto a lui, Selene Caramazza e Lorenza Indovina danno corpo alle figure femminili che accompagnarono il giornalista, mentre Dario Aita interpreta Claudio Fava, il figlio di Pippo che sarà poi parlamentare.

Alla sua uscita nel 2018, Prima che la notte ha ottenuto recensioni positive da testate autorevoli. La Repubblica scrisse: “Il film è come Fava, rigoroso ma anche scanzonato”. In una intervista al Giornale, il protagonista Gifuni disse rispetto a Fava: “Uomo verissimo. Anche se anomalo, particolare; tanto diverso da risultare seduttivo. E proprio per questo anche personaggio: il più bello, anzi, che un attore possa desiderare”.

Il film disponibile oggi su Raiplay, trasmesso per la prima volta su Raiuno il 23 maggio 2018,  ha registrato ottimi ascolti — come segnalato dalla Fondazione Fava — ed è stato uno dei prodotti più commentati nel suo genere. Su piattaforme e aggregatori le valutazioni sono alte: su IMDb vanta un 6,7/10mentre gli utenti Google lo premiano con l’85% dei consensi.

Prima che la notte è uno di quei lavori che non cerca effetti speciali per alzare il livello di pathos si limita a raccontare il giornalismo d’inchiesta, in un contesto difficile, non come mestiere ma come responsabilità civile.

E riesce a mostrare il mondo esattamente come Pippo Fava lo raccontò: complesso, ambiguo, intricato, ma sempre con la possibilità di resistere.

Insomma, uno di quei film che resta impresso perché parla di un uomo che non ha lasciato un monumento, ma un metodo: guardare, capire, raccontare prima che sia troppo tardi.

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