Compie trent’anni un action movie poliziesco italiano che ha fatto epoca, conquistando pubblico e premi. L’antesignano di tante fiction italiane incentrate sulla lotta alla malavita organizzata che trae spunto da quella che viene considerata la prima serie poliziesca a tema mafia della Rai: la Piovra.
Il periodo storico – siamo nella metà degli anni ’90 del secolo scorso – e il clima che si viveva in Italia negli anni appena successivi alla stagione delle stragi di mafia contribuì a generare attenzione e pathos intorno a questo film drammatico che oggi puoi rivedere su Raiplay.
Palermo‑Milano – Solo andata è il titolo della pellicola che trasforma un trasferimento giudiziario in un’odissea al cardiopalma, mostrando come anche le strade italiane possano diventare campi minati di paura, coraggio e sacrificio.
Diretto nel 1995 da Claudio Fragasso, il film ha debuttato alla Mostra del cinema di Venezia nella sezione Panorama italiano e ha vinto importanti premi con due David di Donatello e il Globo d’Oro per la miglior musica, firmata da Pino Donaggio.
raLa trama si sviluppa sotto un cielo di sirene e tensione: un pentito di mafia rivela il nome di Turi Arcangelo Leofonte (interpretato da un intenso Giancarlo Giannini), il “ragioniere della mafia”, che deve essere scortato da Palermo a Milano per testimoniare contro un boss della Sacra Corona Unita. A guidare l’operazione, chiamata “Ulisse”, è il giovane e determinato commissario Nino Di Venanzio interpretato da un giovane Raoul Bova (“La fiamma sul ghiaccio, “La nostra vita”, “Baaria”), affiancato da una scorta inesperta. Solo che, tra agguati sanguinosi e perdite dolorose — periranno agenti, la moglie e il figlio di Leofonte —, il viaggio si trasforma in una prova esistenziale e fisica. La tensione si snoda tra strade isolate, un treno vendicativo, drammi quotidiani e un finale nella Milano del Duomo che assume quasi il senso di un miraggio di salvezza.
Il cast è un caleidoscopico affresco di volti: insieme a Giannini e Bova, troviamo Stefania Sandrelli, Ricky Memphis, Valerio Mastandrea, Romina Mondello, Rosalinda Celentano, tra gli altri. In una narrazione drammatica, loro portano l’umanità in mezzo alla violenza, con caratterizzazioni che restano vive, anche grazie a dialoghi popolari intrisi di ironia in dialetto, per quella che appare una sorta di cinema di genere che riesce a sorprendere.
Ancora oggi, a distanza di trent’anni dall’uscita al cinema e quasi venti dal sequel Palermo-Milano il ritorno, il pubblico mostra grande apprezzamento per la pellicola, come testimonia l’89% di parreri positivi raccolti su Google, e il 6,2/10 di valutazione sul portale IMDb.
Palermo-Milano – Solo andata è un poliziesco all’italiana che non si vergogna delle sue sparatorie né della sua teatralità, ma le innerva con un senso del sacrificio vero, radicato nella cultura di quell’Italia fragile. È un action-road movie che forse oscilla tra fiction e cinema, ma lo fa con il cuore, con un ritmo che incolla alla sedia e con uno sguardo cinematografico, tra ralenti, sparatorie teatrali e panoramiche, che anticipa le fiction della Rai e di altre reti, come ha avuto modo di evidenziare il quotidiano Libero.
La critica lo ha definito un thriller che mantiene una sincerità di intenti rara, un mafia-action-road in piena regola, con un cast giovane (all’epoca) che tira fuori personalità uniche.
Roberto Nepoti su Repubblica scrisse all’uscita in sala: “Di buono c’è il ritmo, è rapido e non ci si annoia. Basta non prendere (il film, del resto, non ne fa richiesta) per una storia impegnata sulla mafia quello che è, con ogni evidenza, un altro episodio della Piovra”. Alberto Castellano sul Mattino sottolineò che “Palermo Milano solo andata’ appartiene a quel collaudato cinema impegnato per il grande pubblico”.
Insomma, una pellicola da vedere anche per comprendere il clima di quegli anni.
