Su Raiplay una commedia italiana che unisce umorismo e malinconia, tra Milano e Puglia, alla riscoperta delle proprie radici.

Sentirsi sospesi tra due mondi, in bilico tra ciò che si è diventati e ciò che si è stati, può essere una condizione tanto dolorosa quanto rivelatrice. È questa la sensazione che si prova avviando la riproduzione su Raiplay di una commedia che, tra risate e riflessioni, ci accompagna in un viaggio di ritorno alle radici. Non è solo una storia di riconciliazione, ma anche un piccolo promemoria sull’importanza di non perdere di vista chi siamo davvero.

Al centro della vicenda di Quasi orfano, film commedia del 2022, c’è Valentino Tarocco, un designer affermato che vive a Milano e che ha deciso di recidere ogni legame con il passato, cambiando persino cognome per sembrare meno provinciale. Ma il destino – con la complicità di un bizzarro incidente – lo costringe a fare i conti con la sua famiglia pugliese, con la quale i rapporti si erano interrotti da anni.

In due ore di pellicola, la Milano scintillante e algida del design si scontra con il calore chiassoso di una terra che Valentino aveva voluto dimenticare. Curioso notare come durante le riprese in Puglia Adriano Pappalardo, che interpreta il padre, si sia mosso con estrema naturalezza tra masserie e paesaggi, regalando un’energia quasi documentaristica alle scene ambientate al Sud.

Il film disponibile su Raiplay porta la firma di Umberto Carteni, già noto per altre commedie leggere ma dal cuore pulsante, e nasce come remake della pellicola francese La ch’tite famille di Dany Boon. Prodotto da RAI Cinema e Rodeo Drive, vede in scena un cast ben calibrato: Riccardo Scamarcio (“La meglio gioventù”, “Romanzo criminale”, “Euforia”), nel ruolo di Valentino, Vittoria Puccini (“18 regali”, “Magnifica presenza“) nei panni della moglie Costanza, Antonio Gerardi, Bebo Storti, Adriano Pappalardo e Grazia Schiavo, affiancati da volti noti come Nunzia Schiano e Paolo Sassanelli.

“Al centro c’è sempre il duello Nord-Sud, con il secondo che si prende un vantaggio sul primo in forza di due valori radicati e stimabili come famiglia e ambiente” scrive Paolo Baldini sul Corriere della Sera.

La Gazzetta dello Sport ricorda come “Nella società dell’immagine e dell’apparenza le origini povere sono un problema per un famoso stilista”.

La trama, seppur semplice, gioca su un equilibrio delicato. Dopo l’incidente che lo riporta mentalmente a vent’anni, Valentino si ritrova a parlare nuovamente in dialetto, a vestire come un ragazzo di campagna e, soprattutto, a provare una nostalgia incontrollabile per la sua terra e la sua famiglia. La commedia si nutre del contrasto tra due mondi: quello freddo e iper-razionale di Milano e quello caloroso, caotico e a tratti ingombrante della Puglia. Non mancano momenti di umorismo fisico, battute in dialetto e situazioni grottesche che si alternano a riflessioni più intime.

Quasi orfano è uno di quei titoli che vale la pena recuperare su Raiplay. La chimica tra Scamarcio e Puccini  regge bene l’intera narrazione: la loro coppia sullo schermo riesce a trasmettere credibilità anche nei passaggi sopra le righe. La scelta delle location, tra le atmosfere ovattate di Milano e i colori saturi della campagna pugliese, offre un contrasto visivo che accompagna e rafforza il tema centrale del film: il conflitto e la riconciliazione tra le proprie origini e la vita costruita altrove. C’è poi una leggerezza di fondo che, pur non risparmiando alcune cadute nello stereotipo, riesce a farsi perdonare grazie a momenti di comicità genuina.

Il gradimento del pubblico si mantiene sul fio dell’equilibrio: su IMDb il punteggio è di 5,5 su 10, che quasi pareggia il 54% di consensi conquistati su Google.

La commedia italiana è piacevole proprio per il modo in cui riesce a fondere toni leggeri con un sottotesto malinconico. È una pellicola che non si prende mai troppo sul serio e che, nella sua semplicità, sa toccare corde universali: il bisogno di appartenenza, il timore di essere giudicati per le proprie origini e, infine, la gioia di riconnettersi con ciò che si è stati.

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