Trattorie e ristoranti tipici a Milano ce ne sono eccome, bisogna saperli scovare, per poter assaggiare la cucina tipica milanese e Lombarda.

La Lombardia è una regione vasta dell’Italia e la cucina lombarda presenta numerose ricette che possono essere gustate secondo la tradizione in tutte le trattorie e i ristoranti tipici della regione.

Quando si pensa a Milano, più che a mangiare il pensiero ricorre allo slogan della pubblicità degli anni ’80 della Milano da bere, ed invece la capitale meneghina vanta una lunga tradizione in fatto di gastronomia e di ricette tipiche.

Cosa mangiare nei ristoranti e nelle trattorie di Milano

Anche la cotoletta alla milanese ed il risotto alla milanese, le ricette più inflazionate, per certi versi, sono ben altro da quello che propongono i locali turistici.

Cotoletta e risotto a Milano sono un must, ma bisogna conoscere ristoranti e trattorie tipiche dove ancora vengono preparati secondo il canone tradizionale della ricetta originale.

Dove mangiare tipico a Milano

La selezione delle trattorie e dei ristoranti tipici a Milano non è semplice.

Proviamo a suggerirvi le più accorsate e le più antiche.

Vicino Porta Romana, in viale Umbria, alla Trattoria Masuelli, si può assaggiare il miglior risotto alla milanese di tutta Milano.

Il menù della tradizione di Masuelli propone Cervella di vitello fritta, peperoni friggitelli, senape e limone, pasta e fagioli “con il cucchiaio in piedi”, Risotto alla milanese Riserva “Meracinque”e pistilli di zafferano, costoletta alla milanese (quella vera… cotta nel burro chiarificato).

In via Camperio, 12 nel cuore del centro storico milanese a quattro passi dalla palazzo della Borsa, si trova l’Antica Osteria Milanese, in origine anche latteria, attività poi dismessa sul far degli anni ’70. Cucina tipica milanese e lombarda. A partire dall’autunno e fino alla primavera non mancano ovviamente i piatti tipici della cucina milanese, partendo dai Nervetti, Ossobuco con risotto, Brasato con polenta, Caseola, Trippa.

Non più antica, se non nel nome, l’Antica Osteria Cavallini, in via Macchi, zona Porta Nuova. Carne, pesce, cruditeè, elaborazioni e nuove proposte per i palati più fini. Menù sconfinato e vastissima scelta.

Da scegliere all’Osteria Cavallini le numerose portate. Noi abbiamo selezionato tra le tante, tagliolini “cavallini” tartufo nero e profumo di acciughe, risotto alla milanese con ossobuco di vitello in gremolada, filetto di branzino cotto in padella con la sua salsa, asparagi e patate, ossobuco di vitello in gremolada e purè di patate, cotoletta con osso di vitello alla milanese, rucola e pomodorini.

L’osteria Conchetta, che prende il nome dalla strada dove è ubicato, al civico 8 è un locale, semplice ma elegante, a pochi metri dal Naviglio Pavese.

Tra i numerosi risotti proposti dall’Osteria Conchetta, segnaliamo il riso al salto, il risotto pavese, la portata denominata Gianni Brera (riso carnaroli “riserva san massimo” al vino rosso, borlotti e salsiccia luganega saltato in padella con burro) e lo spaghetto pavese. per il secondo ossobuco alla milanese, costoletta orecchia d’elefante e l’antica di vitello.

Claudio, Paola e Giovanni raccontano la Trattoria del Nuovo Macello in via Cesare Lombroso, apena fuori Milano. “Nella nostra trattoria ci sono ancora la vecchia radio, le brocche di ferro smaltato e anche lo spirito con cui facciamo il nostro lavoro è lo stesso” prepariamo piatti sinceri che nascono dalla selezione accurata delle materie prime e dal desiderio di esprimere l’essenza della tradizione culinaria italiana con creatività e passione”.

Il menù della Trattoria del Nuovo Macello ne è testimone:

Risotto con gli stimmi di zafferano burro superiore e Lodigiano riserva, Ravioli di ortiche, borragine e alici, rabarbaro, cetriolo marinato, noci e kefir, Spaghetti, estratto di carote, pickled di rapanello, aringa affumicata, lime e aneto, La “Cotoletta” del Nuovo Macello, Spalla glassata ai peperoni cotta nel latte di avena, Pancia fritta e fondo di coniglio alle d’albicocche, Bavetta di manzo, salsa al tamarindo, capperi fritti cipolla marinata, rucola e tarassaco.

Un giusto mix tra tradizione e modernità come nello spirito della Trattoria del Nuovo Macello.

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Boris Ambrosone

Sono nato sul finire del 1974. Ad Avellino. Qui ho vissuto fino al 2003, e poi ad Atripalda (Av). Ho frequantato il Liceo Scientifico Mancini di Avellino, e mi sono laureato in Sceinze della Comunicazione a Salerno nel 2001. Dopo la laurea ho portato a termine un corso di perfezionamento sugli strumenti e professione della comunicazione della pubblica amministrazione presso l’università di Salerno. Dal 2002 sono giornalista pubblicista. Ho lavorato in Radio (Studio Elle e Radio Punto Nuovo), in TV (Irpinia TV) e per la carta stampata (Economia 2000, il Mattino, Il Denaro). Dal 2011 sono addetto stampa e responsabile delle comunicazioni, presso Irpiniambiente, (dal 2004 ho ricoperto analogo ruolo per ASA S.p.A.) la società provinciale che opera nel ciclo integrato dei rifiuti. Ho curato numerose campagne elettorali come addetto stampa di diversi candidati al consiglio comunale di Avellino e regionale della Campania. Per molti anni sono stato addetto stampa della CGIL di Avellino. Con l’avvento dei nuovi media e grazie alla conoscenza di Lino Sorrentini, direttore di Agendaonline, nei primi anni del nuovo millennio mi sono appassionato alle forme di comunicazione on line, diventando collaboratore di Agendaonline, prima blogger e poi internauta di Facebook. Occasionalmente curo le pagine social di aziende italiane. Con Agendaonline ho trovato la dimensione più confacente tra lavoro e hobby, essendo appassionato di gastronomia e più che discreto cuoco, di viaggi e di musica rock, specialmente se live. Ho curato per Agendaonline numerose rubriche e redatto numerosi articoli su viaggi, gastronomia, cultura e tempo libero. Collaboro anche al sito Prodotti Tipici Campani. Amo il vino buono, preferendo quello rosso, ma non sapendolo fare, mi limito a berlo. L’unica passione estrema è la ROMA, almeno fino a quando non mi sono sposato e sono diventato papà di Ginevra e Zaira.

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