Il rossetto può cambiare un viso in pochi secondi. Può dare colore, definire il sorriso e rendere più luminoso anche un trucco molto semplice. Dopo i 50 anni, però, scegliere la tonalità giusta può diventare meno immediato: alcuni colori molto scuri possono apparire severi, i nude troppo beige rischiano di spegnere l’incarnato e le texture eccessivamente opache possono mettere in evidenza la naturale secchezza delle labbra.
Questo significa rinunciare al rossetto intenso o limitarsi alle tonalità delicate? Assolutamente no. Significa piuttosto imparare a scegliere colore, sottotono e texture in funzione del proprio viso. Il principio più interessante è anche il più semplice: il rossetto non dovrebbe “indurire” i lineamenti, ma creare un punto luce capace di accompagnare il volto. E spesso bastano una tonalità leggermente più calda, una formula confortevole e un contorno meno rigido per ottenere un risultato molto più fresco.
Il rosa naturale è il punto di partenza più semplice
Quando si cerca un rossetto da tutti i giorni, le tonalità rosa naturale sono tra le più facili da indossare. Non devono però essere troppo pallide: un rosa appena più intenso rispetto al colore naturale delle labbra può ravvivare il viso senza creare un contrasto eccessivo. Le tonalità rosate con una componente calda o neutra sono particolarmente versatili. Possono accompagnare un trucco occhi discreto e funzionare sia durante il giorno sia per una cena. Il risultato migliore si ottiene quando il colore sembra quasi appartenere naturalmente al viso, ma con un’intensità sufficiente a dare definizione.
Il nude non deve essere beige

Il nude è uno dei colori più amati, ma dopo i 50 anni può diventare una scelta insidiosa. Un rossetto troppo vicino al beige, soprattutto se molto chiaro e opaco, può infatti spegnere l’incarnato. Meglio cercare nude rosati, pesca, caramello o malva, scegliendo la tonalità in relazione al proprio sottotono. Una regola utile è evitare di cercare necessariamente il colore più vicino alla pelle. Un buon nude dovrebbe piuttosto creare continuità con l’incarnato e il colore naturale delle labbra, mantenendo una differenza sufficiente per definire il sorriso.
Il malva illumina senza essere troppo romantico
Tra le tonalità più interessanti per un trucco elegante c’è il malva, soprattutto nelle versioni non troppo grigie. È un colore sofisticato, meno prevedibile del rosa e meno severo del prugna. Può funzionare particolarmente bene quando si desidera un rossetto discreto ma non banale. Le tonalità malva-rosate sono perfette con un trucco occhi essenziale: mascara, sopracciglia definite e un tocco di blush possono essere sufficienti per costruire un look curato.
Il corallo regala subito un effetto più luminoso
Se il viso appare spento, il corallo può essere un ottimo alleato. Le tonalità pesca e corallo, soprattutto quando hanno una componente rosata, possono dare immediatamente una sensazione più fresca. Non è necessario scegliere un arancio acceso. Dopo i 50 anni può essere più facile da portare un corallo morbido, leggermente trasparente o modulabile. È particolarmente bello in primavera e in estate questo è vero, ma può funzionare tutto l’anno quando viene abbinato a un incarnato luminoso e a un blush nella stessa famiglia cromatica.
Il rosso non è vietato: basta scegliere quello giusto

Pensare che dopo i 50 anni sia necessario abbandonare il rosso è un errore. Un rossetto rosso può essere elegantissimo e rendere il viso immediatamente più definito. La questione riguarda soprattutto la tonalità. Un rosso troppo scuro, freddo o tendente al nero può creare un contrasto molto forte. Al contrario, un rosso pomodoro, ciliegia, corallo o leggermente caldo può risultare più luminoso. Anche la texture cambia molto il risultato: un rosso satinato o leggermente luminoso tende a essere più morbido rispetto a un rosso completamente opaco e molto saturo.
Il berry è elegante, ma meglio non esagerare con la profondità
Le tonalità berry, lampone e frutti di bosco sono perfette quando si desidera un colore più deciso senza arrivare al classico rosso. Sono particolarmente interessanti in autunno e inverno e possono valorizzare un outfit semplice, soprattutto quando il resto del make-up rimane molto naturale. Dopo i 50 anni, però, è preferibile evitare tonalità eccessivamente scure se l’obiettivo è illuminare il viso. Un berry trasparente o modulabile può essere più facile da gestire rispetto a un colore molto pieno e opaco.
La texture conta quanto il colore
Scegliere la tonalità perfetta non basta. Con l’età le labbra possono diventare più secche e sottili e le linee del contorno possono risultare più evidenti. Per questo la texture del rossetto diventa importante quanto il colore. Le formule cremose, satin e idratanti possono dare un aspetto più morbido. I rossetti completamente opachi non devono essere esclusi, ma è importante che non risultino troppo secchi. Anche il gloss può essere utilizzato, ma non necessariamente su tutta la superficie delle labbra: una piccola quantità al centro può dare un effetto ottico di maggiore volume senza rendere il trucco troppo lucido.
La matita per le labbra può fare la differenza
Una matita ben scelta aiuta a definire il contorno senza creare quell’effetto molto marcato che può rendere il make-up più datato. L’ideale è una matita vicina al colore naturale delle labbra oppure leggermente coordinata con il rossetto. Il tratto può essere sfumato verso l’interno per evitare una linea netta. Se il contorno delle labbra è diventato meno definito, la matita può essere utilizzata con discrezione anche per correggere piccole asimmetrie, senza cercare di modificare radicalmente la forma naturale.
Dopo i 50 anni non esiste dunque un elenco di colori “consentiti” e altri vietati. Il modo più interessante di vivere il make-up con il passare degli anni è non cercare di sembrare più giovani attraverso il trucco, ma utilizzare il colore per illuminare ciò che già c’è.
