L’aumento del prezzo dell’energia del 18,6% nell’ultimo trimestre dell’anno riguarda i circa 10 milioni di utenti che sono rimasti nel servizio di maggior tutela (fonte ARERA). Per quanto la fine di questo mercato, prevista per il gennaio 2024, sia ancora in discussione e rischi di subire l’ennesimo rinvio, il passaggio spontaneo al libero mercato consente di accedere a offerte interessanti, a prezzo indicizzato o bloccato fino a 36 mesi.
Se infatti si paragona l’attuale costo kWh dell’energia elettrica ai picchi dell’anno scorso, si può notare dalle rilevazioni dell’Osservatorio Segugio.it come si sia passati da una media di 0,46 €/kWh registrata nell’ultimo trimestre del 2022, a una media di 0,19 €/kWh nel secondo e terzo trimestre del 2023. Il prezzo unitario si è dunque ridotto del 60%, pur se rimangono lontanii prezzi di inizio 2021 quando il costo dell’energia elettrica era in media 0,07 €/kWh.
L’attuale spesa media per la famiglia (consumo annuo di 2.800-3.000 kWh di energia elettrica) è di 1.101 euro, quasi la metà rispetto a quanto registrato nel corso del terzo trimestre 2022, quando la spesa annuale stimata era di 1.982 euro.
Cambio fornitore: chi sfrutta di più il risparmio
In un clima di aumenti dell’energia elettrica, tenere una vecchia tariffa vuol dire affrontare una spesa più alta, perché le migliori condizioni sono offerte principalmente ai nuovi clienti acquisiti nel regime del libero mercato, dove il prezzo non è controllato dall’Autorità dello Stato come accade nel servizio di maggior tutela, ma si determina in autonomia, con le società che offrono diverse condizioni economiche.
Secondo le rilevazioni di Segugio.it le tariffe energetiche del libero mercato avrebbero garantito nel 2023 un risparmio di 445 euro, dato dalla differenza tra la spesa media di una tariffa nel regime di tutela (1.388 euro) e la spesa media di una tariffa energetica del libero mercato (943 euro).
Nel nostro Paese, nonostante le evidenze dei dati sulla convenienza del libero mercato, sono i più giovani la fascia di utenti con maggiore propensione al cambiamento. L’Osservatorio di Segugio.it fotografa, infatti, una progressiva crescita su base annuale dei contratti sottoscritti dalla fascia di utenti under 35.
Nel 2023 si è registrato un incremento dei contratti sottoscritti dai giovani del 12% rispetto al 2022, che diventa +24% se si effettua il confronto con il 2021. Nel 2022 il cambio di fornitura è stato spinto da una forte aumento del costo unitario dell’energia elettrica naturale, mentre nel 2023 il graduale calo dei prezzi e una maggiore varietà di offerte e di operatori hanno amplificato la propensione dei giovani, più abituati all’utilizzo del web e della comparazione, oltre che meno legati ai fornitori territoriali rispetto ad altre fasce di età.
Perché conviene passare al libero mercato
La fotografia del mercato indica che passare al mercato libero oggi è tendenzialmente vantaggioso. Nel cambio è però estremamente importante che il consumatore analizzi le bollette di luce e gas così da poter individuare le tariffe adatte ai propri consumi. Il pericolo è che una persona poco attenta a questi argomenti, perché abituata da sempre a essere in tutela, possa finire vittima di vendite aggressive e sottoscriva una tariffa non adatta.
Il consiglio è, prima di ogni cosa, mantenere un comportamento attivo nella gestione delle utenze. Informarsi, controllare, confrontare le offerte è un diritto del consumatore, necessario quando il mercato è governato dalle dinamiche della libera concorrenza.
