Storia di Ana Mendoza de La Cerda, principessa di Eboli

Ana Mendoza de La Cerda, principessa di Eboli

di Paolo Sgroia


Nel chiostro dello splendido Complesso Monumentale di San Francesco di Eboli, è stato presentato il libro “La Principessa di Eboli - Eboli e Pastrana nel 1500” di Giuseppe Barra e Antonella Cestaro, in una cornice di pubblico interessato a conoscere gli ultimi studi sulla principessa spagnola.

Ana Mendoza de la Cerda, divenne famosa in tutte le corti d’Europa per i suoi intrighi e per le sue trame contro Filippo II, che la portarono a vivere gli ultimi anni della sua vita segregata nel palazzo ducale di Pastrana.

Ruy Gomez de Silva, marito della principessa, consigliere di Filippo II, per i suoi alti meriti ricevette in dono il principato di Eboli nel 1556, ed anche il titolo di principe.

Molto probabilmente la principessa non ha mai conosciuto Eboli, ma il principe de Silva, come si attesta da documenti, fu di sicuro ad Eboli nel 1559.

La principessa che era una donna affascinante portava una benda all’occhio destro, ed ancora oggi gli studiosi non hanno capito se la portasse per vanità femminile o se effettivamente nascondesse qualche deturpazione causata da un incidente.

Dopo la morte del marito, la principessa entrò nel monastero di Pastrana delle carmelitane di S. Teresa d’Avila, e quando si rese conto che la vita claustrale non era adatta a lei, abbandonò il monastero e sospese anche i contributi elargiti dal marito.

Si sostiene che la stessa principessa divulgò il diario spirituale di S. Teresa, mettendola in grosse difficoltà con l’inquisizione spagnola.

Le suore furono costrette ad abbandonare Pastrana con grande dispiacere della santa spagnola.
Intorno alla principessa sono nate tante “storie”.

Ella fu rinchiusa a vita nel suo palazzo ducale, dopo essere stata arrestata insieme ad Antonio Perez segretario di Filippo II, accusati dell’omicidio di Jaun Escobedo, segretario di don Giovanni d’Austria, governatore delle Fiandre.

I due autori Barra e Cestaro hanno fatto chiarezza su quest’evento che divenne una “storia” di salotto decantata da scrittori, musicisti e registi, che hanno fatto nascere una bega d’amore tra i due con un Filippo II geloso di quest’immaginario rapporto.

La verità è che la principessa, donna molto influente ed ambiziosa stava cercando di impossessarsi del trono del Portogallo, combinando con l’aiuto del Perez il matrimonio di sua figlia con il figlio del discendente dei duchi di Braganza, i contendenti più accreditati insieme a Filippo II del trono portoghese.

Quindi un affare di stato e non una squallida bega d’amore portò all’esilio di Antonio Perez, e alla segregazione nel suo palazzo di Pastrana della principessa di Eboli.

Il libro che si presenta in una veste accattivante, edito dal Centro Culturale Studi Storici, è stato presentato da Geremia Paraggio, direttore del mensile “Il Saggio” e dal professore Giuseppe Cirillo dell’Università di Salerno. Sono intervenuti per i saluti l’assessore del Comune di Eboli, Massimo Cariello, l’assessore della Provincia di Salerno, Giovanni Tarantino, il sindaco di Eboli, Gerardo Rosania, ed il senatore Juan Pablo Sanchez Sanchez-Seco, sindaco di Pastrana, che si è complimentato con gli autori per aver saputo omettere determinate circostanze aneddotiche per esaminare con rigore storico la vita complicata e l’importanza che la principessa ebbe nella corte di Filippo II.