Eboli - foto EPT Salerno

Museo Archeologico Nazionale di Eboli e della Media Valle del Sele

di Paolo Sgroia

Il 27 marzo 2000 sara ricordata come una data storica per Eboli, finalmente dopo una lunga controversia l'Amministrazione Comunale ?riuscita a far aprire nel Complesso Monumentale di S. Francesco e, precisamente nella parte occidentale, il "Museo Archeologico Nazionale di Eboli e della Media Valle del Sele", curato dalla Soprintendenza Archeologica di Salerno, Avellino e Benevento.
Il Museo per il momento raccoglie corredi tombali provenienti dal centro antico di Eboli, per il futuro le sale dovranno raccogliere reperti provenienti anche dalla Media Valle del Sele. Visitando il Museo possiamo ammirare reperti che testimoniano civilt? ultramillenarie insediatosi sul nostro territorio: partendo dalla preistoria e finendo con la ricca documentazione del IV sec. a. C.
Inoltrandoci nel Museo di Eboli che ?nato per raccontare la storia di un comprensorio antico culturalmente non omogeneo, troviamo subito nell'atrio la famosa Lapide Eburina (183 d.C.) che attesta che Eboli aveva lo statuto di Municipium.
Il percorso inizia dalla Sala 1 dove vi sono i reperti pi?antichi risalenti al Neolitico Superiore (3500-3000 a.C.) e al Neolitico Finale (3000-2500 a.C.) provenienti dalla loc. S. Cataldo. Al periodo eneolitico risalgono le tombe della necropoli di Madonna della Catena, della "Civilt?del Gaudo". All'et?del Bronzo Finale (XII-XI sec. a.C.) sono riconducibili i materiali provenienti da una delle capanne che formavano l'insediamento di Montedoro.
Nella Sala 2 sono esposti i corredi provenienti dalle "Tombe a Fossa" della necropoli di S. Cataldo; fra le tombe femminili spiccano due deposizioni con corredi e parures di particolare bellezza.
La Sala 3 ?allestita da corredi tombali delle necropoli attestate lunghe le rive del torrente Tiranna: Via Gonzaga, Via Vignola e loc. Annunziata (VII-VI sec. a. C.). Tra i materiali v'?una rilevante presenza di ceramica campana; molto rara quella greca trovata insieme a vasi con iscrizioni onomastiche in lingua etrusca.
Nella Sala 4 troviamo le sepolture del V e IV sec. a. C. Il corredo ceramico di quest'epoca ?incentrato su vasi da vino: preziosa la coppa a figure rosse di produzione attica con una processione di danzatori. I nuclei di sepolture sono aggregati in gruppi familiari in cui i maschi sono sepolti con l'armatura; le donne di rango sono individuate dai gioielli in bronzo o in argento e da vasi come l'Hidria. Questa ?la comunit?che ha eretto le mura massicce di poligonia costruzione della collina di Montedoro.
Il percorso termina qui, ma altre sale sono in allestimento, non ci resta che visitarlo e farlo visitare, sicuri che il rilancio turistico ed economico di questa Citt? inizi proprio dal Museo Nazionale.

 







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