OTTAVIO PAPARO E LE STORIE DI SAN FRANCESCO NEL CHIOSTRO DEL CONVENTO DI SANT' ANTONIO A EBOLI

di Gerardo Pecci

Gli affreschi venuti alla luce nel chiostro dell'Ex Convento di Sant'Antonio, o della SS. Trinità in Eboli, probabilmente risalgono verso la fine del nono decennio del XVI secolo o i primissimi anni del secolo successivo.

Essi si riferiscono alla quinta, alla sesta, alla settima e all' ottava lunetta a partire dall?ingresso al chiostro. I restauratori Umberto Biancamano e Diana Naponiello li hanno liberati da uno strato di scialbo che li occultava.

Già da tempo, osservando gli affreschi ebolitani, man mano che venivano alla luce, li ho messi in relazione con analoghi affreschi nel chiostro del Convento di Sant?Antonio in Polla. Esistono somiglianze certe, stilistiche e iconografiche, tra gli affreschi di Polla e quelli di Eboli. Ma non va dimenticato che anche nel chiostro del Convento di San Francesco a Padula vi sono affreschi, firmati, del pittore Ottavio Paparo di Eboli, risalenti al 1594. Il che mi ha permesso immediatamente di mettere in relazione gli affreschi di Padula e Polla con quelli emersi a Eboli. E? certo che essi possono ascriversi ad una medesima personalit? a Ottavio Paparo, di cui finora ad Eboli non era conosciuta alcuna opera, pur essendo egli un Ebolitano. E? mia la prima ipotesi attributiva, del febbraio 2002. Altri dopo di me hanno riportato tale attribuzione, ma travisandone e distorcendone la verit?artistica e stilistica. Su Ottavio Paparo hanno scritto Domenico Marcigliano e Rosario Pinto, in rapporto agli affreschi di Padula e di Polla. Il Paparo ?citato in documenti d?archivio del 1576 e del 1594. E? figlio di Giovanni Nicola e nipote di Polidoro Paparo, importante impresario edile ebolitano, che era anche artista di un certo valore, sebbene di lui non ci siano pervenute testimonianze e documenti artistici. Polidoro Paparo risulta vivente nel 1528 e nel 1574, come ha potuto stabilire una ricerca archivistica dello storico Giuseppe Barra.

Le lunette del chiostro di Sant?Antonio in Polla e quelle dell?omonimo chiostro ebolitano, rimesse in luce dal restauro, presentano evidenti affinit?sia per i temi religiosi trattati (San Francesco in preghiera davanti al Crocefisso di San Damiano; San Francesco che vuole donare soldi al prete della Chiesa di San Damiano; San Francesco salvato dalle ire del padre dalla madre; San Francesco che rinuncia ai beni davanti a Guido, vescovo di Assisi, ecc.), sia per il linguaggio iconografico e stilistico dell?artista, sia per le soluzioni spaziali adottate quali, ad esempio, la bipartizione di alcune lunette che separano, come in una sequenza ?cinematografica?, alcuni episodi della Vita di San Francesco di Assisi. Non mancano evidenti affinit?nella presenza, sia negli affreschi di Polla che in quelli di Eboli, di deliziosi e ?veloci? paesaggi che ritroviamo ai margini laterali di alcune lunette, con piccole case e minuscoli borghi, con alberi e ruscelli. Un fregio continuo, con medaglioni in cui sono inseriti ritratti di Santi e Sante francescani, ?presente alla base delle lunette di Polla, come pure ad Eboli. Ci?mi induce a pensare, sempre pi? che ci troviamo di fronte allo stesso artista, anche se a Polla vi sono, in alcune lunette, evidenti ridipinture di epoca successiva che hanno in parte falsato e occultato i modi coloristici di Ottavio Paparo. Ma l?impianto iconografico generale ?comune agli affreschi dei due conventi, appartenenti all?Ordine dei Frati Minori Osservanti.

Le pitture murali dei chiostri francescani di Padula, Polla ed Eboli sono un tassello importantissimo per ricostruire correttamente la vicenda storico-artistica tra il Vallo di Diano e la Piana del Sele tra la fine del Cinquecento e la prima met?del Seicento, con evidenti rapporti sia con la Basilicata, attraverso la pittura di Pietro Antonio Ferro e Cesare Scerra, ma anche di Simone Papa, sia con la capitale del Regno, Napoli, con un occhio al cantiere degli affreschi della Certosa di San Martino. Ottavio Paparo, bench?sia un modesto pittore, ?comunque sufficientemente inserito nel contesto figurativo della propria epoca.

Le pitture murali di Ottavio Paparo sono ?devozionali? e s?inseriscono in quella complessa realt?politico-religiosa successiva agli eventi che soprattutto nel Vallo di Diano, a partire dal 1553, portarono alla confisca dei beni e dei feudi dei Sanseverino. Cos? nel ?vuoto di potere? creatosi fu la Chiesa, sulla scia del Concilio di Trento e delle sue disposizioni, riguardanti anche l?uso (didattico e devozionale) delle immagini, a prendere in mano la direzione della cultura e della religiosit? avvicinando con ogni mezzo disponibile il mondo rurale, contadino, alla corretta devozionalit? cattolica. La presenza sul territorio dei conventi francescani di Polla e Padula, cos?come quello di Eboli, si inserisce in un circuito politico-religioso sicuramente improntato alla spiritualit?tridentina. I cicli pittorici di Padula, Polla ed Eboli possono certamente riferirsi ad un?unica regia religiosa e ad un unico pittore di ?fiducia? dei frati francescani.

 

 





Articoli Correlati