La Chiesa della SS. Trinità di Eboli

Eboli - foto EPT Salerno

di Paolo Sgroia

La Chiesa della SS. Trinità di Eboli, comunemente detta di S. Antonio, si erge nella sua bellezza e grandiosità sull'omonima collina dedicata al Santo di Padova, in direzione della Basilica di S. Pietro alli Marmi, al di l?del fiume Tufara, ad oriente della città
Il 1487 viene fondato l'Ordine degli Osservanti e, il 10 luglio 1490, fra' Damiano Del Godio, Vicario Provinciale, fa richiesta al Papa Innocenzo VIII, con istanza della Contessa Caterina Della Ratta e con il beneplacito dell'Arcivescovo di Salerno Ottaviano, di poter usufruire della Chiesa della SS. Trinit?"de Turello".
La Chiesa risulta gi?esistente nel 1309, e nei documenti del 1327 e del 1340 risulta essere parrocchia; nel momento della cessione, che avviene con Breve Apostolico, del 7 gennaio 1491, ?rettoria curata da due sacerdoti.
I Padri Osservanti iniziarono subito la trasformazione della Chiesa, ampliandola a tre navate, costruendo una cappella dedicata a S. Antonio di Padova, con la "graziosa, bella e miracolosa" statua del Santo, di data imprecisata. che porta la specifica denominazione "S. Antonio di penitenza". Questa statua non ?stata mai portata in processione, quella che noi vediamo nelle vie di Eboli ?una copia denominata "S, Antonio di gloria". Tra il 1556 e il 1600, il patronato sulle cappelle esistenti nella Chiesa fu ceduto dai frati a nobili famiglie ebolitane. Nel 1620 come si evince da un'epigrafe in marmo murato sulla parete alla destra dell'ingresso, la Chiesa insieme al meraviglioso altare maggiore ?consacrata dal Vescovo di Acerno, Mons. Giovanni Serrano, frate minore osservante di nazionalità spagnola.
Chiesa e convento furono occupati dalle truppe francesi nel 1806 e soppressi dalle leggi napoleoniche nel 1808; solo dopo insistenti pressioni da parte dei cittadini di Eboli la Chiesa ?riaperta al culto, con approvazione dell'intendente della Provincia di Salerno, il 2 settembre 1811, e il convento nel marzo 1818.
I Padri Osservanti restano nel complesso conventuale tino al 1866, anno della definitiva soppressione da parte delle leggi eversive; ceduto al Comune di Eboli il complesso conventuale diviene prima sede dell'Istituto Tecnico Agrario e poi sede del Liceo Artistico.
La Chiesa della SS. Trinit??affidata ad alcuni Padri Osservanti che rimangono in un'ala del convento soppresso, fino al 1908, anno in cui il Ministro Generale dell'Ordine ritira per sempre i frati da Eboli.
Nello stesso anno, l'Arcivescovo di Salerno Valerio Laspro, affida la cura della Chiesa al Rettore Can. Pasquale Bonavoglia di Eboli che restaura dalle fondamenta la Chiesa arricchendola, il 13 giugno 1931, di un organo polifonico della Ditta Rotelli di Cremona e di una balaustra marmorea.
La Chiesa oltre a essere tra le pi?grandi di Eboli, ?sicuramente la pi?bella da visitare, sia per la struttura che per le opere d'arte che vi erano fino a qualche anno fa: le bellissime tele sono state tutte trafugate. Attualmente la Chiesa ?chiusa al culto in attesa di lavori di ristrutturazione. Il verbale dell'inventario del 2 luglio 1811, redatto dal parroco di S. Eustachio don Gaetano Sparano, ed un altro dell'8 ottobre 1811 redatto dall'incaricato governativo ci aiutano a capire la ricchezza delle opere conservate nella Chiesa della SS. Trinit? "Altare a mano sinistra: un quadro della Divina Pastorella. Al secondo altare vi ?la statua di S. Pasquale Baylon. Al terzo altare vi ?un quadro della Madonna delle Tre Corone, fatto da Antonio Bracco di Polla, sotto di esso un quadro piccolo di S. Antonio. Al quarto altare vi ?un quadro della Porziuncola opera di Paris. Al quinto altare: S. Raffaele, quadro grande, opera di Antonio Bracco sotto di esso un quadretto rappresentante la Vergine. Al sesto altare: un grande quadro di S. Anna del Pasabi; al settimo altare: un grande quadro di S. Francesco di Sales, opera di Emanuele Pasabi. All'ottavo altare pittura sopra intonaco di S. Maria della Libera e sotto di esso altare vi ?un quadro dell'Ecce Homo a mezzo busto. A fianco all'altare maggiore vi ?un quadro grande di S. Margherita da Cortona, di Antonio Sarnelli. All'altro lato quadro di Maria SS. con S. Giovanni Battista e S. Antonio. Sopra l'altare maggiore due Angeli con il lume in mano e sopra il Coro, quadro grande di Maria Assunta, opera di Sarnelli. A due vacui del Coro due quadri uno di Maria SS. Miracolosa e l'altro di Maria SS. delle Grazie. Nell'altro fianco della Chiesa a destra: statua di S. Michele Arcangelo. Al secondo altare vi ?un grande quadro del Crocifisso, opera del Sarnelli. Al terzo altare vi ?la statua di S. Rosa da Viterbo. Al quarto altare vi ?un quadro che rappresenta Maria SS. e la strage degli Innocenti di Emanuele Pasabi. Al quinto altare vi ?la statua di S. Francesco e come sotto quadro vi ?la Madonna delle Grazie, opera di Sarnelli. Al sesto altare vi ?la statua di S. Antonio Patavino senza autore. Al settimo altare un quadro della Nativit?di N.S. Ges?Cristo, opera di Sarnelli e dietro la porta della Chiesa vi ?un quadro di Maria SS., sopra tavole, opera di Luca Luce di Eboli. In detta Chiesa per ogni colonna vi sono quattordici quadretti che rappresentano la Via Crucis. Vi ?un organo grande con orchestra indorato, opera di Diego Forte di Sicignano. In sagrestia si conserva la statua di S. Antonio Patavino a mezzo busto che si porta in processione ogni anno; non si sa l'autore. Nel refettorio vi ?un altro quadro dell'Immacolata Concezione del Pasabi".

 







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