Altavilla Silentina Salerno

di Nadia Parlante

“Raccolta buona parte intorno al suo antico castello, siede gaja e ridente sul sommo d’un ameno colle, Altavilla Silentina, in mezzo al verde e alla fragranza di una ricca vegetazione, sotto la volta smagliante del bel cielo meridionale d’Italia, di faccia alle onde azzurre del Mediterraneo che con le loro fresche brezze ne temperano i calori del clima”.

Così i baroni Ferrara, scrittori altavillesi di fine Ottocento descrivevano il paese natìo nei loro “Cenni storici”.

Situata in posizione invidiabile, a 275 mt. sul livello del mare e incorniciata dalle suggestive vette degli Alburni, sorge infatti Altavilla Silentina, che la tradizione vuole esser stata fondata da Roberto il Guiscardo e distrutta nel 1246 da Federico II che la punì per aver dato rifugio ai baroni ribelli.

Già feudo dei Sanseverino, il paese passò ai Colonna, agli Spinelli e successivamente ai nipoti del celebre pittore Francesco Solimena, che ne detennero il possesso fino al 1806.

Raggiungete l’abitato risalendo morbide colline di uliveti, e capirete subito di trovarvi in un luogo un po' “speciale”, ricco di storia ma anche di calorosa vitalità e di una creatività non comune.

Una breve sosta nella piazza celebrata dal romanziere Piero Chiara nel Balordo,una sbirciatina all’atrio dell’imponente castello normanno che fu di Isabella Villamarina, la bella e triste principessa che fece “perdere la testa” all’Imperatore Carlo V, e poi giù, verso il centro storico che si snoda interminabile, tra vicoli e strettoie labirintiche fino a Porta Carina.

Lungo via Municipio potrete ammirare le caratteristiche botteghe artigiane e udire gli arpeggi dei numerosissimi musicisti che vi abitano. In questa zona sorgono la chiesa di Sant’Egidio, la più antica del paese, chiusa al culto dopo il sisma del 1980e quella di Sant’Antonino costruita nel XV secolo, proprio di fronte all’antico Sedile, il luogo dove si tenevano gli antichi parlamenti comunali.

E’ qui vicino la casa natale di Saverio Mottola, artista del ‘700. Proseguendo, si raggiunge la chiesa di San Biagio, splendido edificio riedificato nel XVIII in stile tardo barocco. I suoi interni, decorati con preziosi stucchi e dorature, racchiudono le tele dell’artista di Polla Nicola Peccheneda, il coro dei Portanova, e l’organo a canne di Silverio Carrelli di Vallo, mentre nella cripta è possibile visitare la reliquia perfettamente conservata di San Germano.

Ma la caratteristica più spettacolare di questo complesso è il sagrato, che si affaccia sul panorama infinito della Valle del Sele.

Nella parte settentrionale del paese sorgono invece la chiesa del Carmine, gestita dall’omonima Confraternita e la settecentesca chiesa di Montevergine che custodisce, tra l’altro, i delicati affreschi dell’artista Andrea Capasso di Sicignano.

Fuori dall’abitato, ma perfettamente integrato con esso, è il convento di San Francesco dov’è conservata la veneratissima statua di Sant’Antonio da Padova che, in occasione della sua festa, il 13 di giugno, viene portata in processione in ogni singola casa!

Se volete conoscere un volto inedito di questo paese, visitatelo durante le feste natalizie, quando il centro storico, brulicante di presepi e luminarie, riprende vita in un’atmosfera magica di suoni e colori.

Potrete riconoscervi il giovane Manfredo, l’ultimo dei ciabattini, mast’ Alberto che ne rallegra i vicoli con la melodia del suo violino, o fermarvi ad ammirare le opere di accreditati artisti contemporanei quali Salvatore Damiano, Alfonso Mangone, Carmelo Di Feo e Gelsomino Casula.

Insomma, non avete che l’imbarazzo della scelta. Il resto, scopritelo da soli!

 







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