Aquara

di Nadia Parlante

Questa volta andiamo ad Aquara, la terra di San Lucido e del famoso Ettore Fieramosca!

Del natìo borgo, situato su un dolce declivio che domina la Valle del Calore, a 500 metri sul livello del mare, lo scrittore Lucido di Stefano esaltava soprattutto l’aria, che nei suoi Discorsi definì, “la più perfetta che possa desiderarsi per essere amena, temperata ed oltremodo salubre, e per tale in varie occasioni raccomandata a personaggi celebri dai signori medici napoletani. Fu prescritta specialmente al vicer?Signor Cardinal d'Altan, in tempo di sua infermità, a cui per lo ristabilimento di sua salute fu preferita a quella di Ottaviano,... e anzi da tempo in tempo frequentata da nobili personaggi".

Il toponimo “Aquaro” di chiara derivazione idrografica, è legato all’abbondanza delle sorgenti che nascono in questo territorio e alimentano copiosi torrenti e fontane.

Non a caso l’antico emblema di Aquara  raffigura  un'amazzone che tiene nelle mani due idre: con una mesce l'acqua, con l’altra regge l'iscrizione.

Le origini del paese sono antichissime, probabilmente greche. Durante il Medioevo fu fortificata con muri e torri, distrutte da Federico II nel 1246.

La tradizione vuole che nello spazio antistante la Rocca i soldati e i giovani del paese si allenassero con giostre ed esercizi militari a cavallo.

Ovunque nel centro storico si respira un’atmosfera da Medioevo e la presenza misteriosa di antichi cavalieri in armatura sembra far capolino tra i vetusti edifici.

Aquara appartenne al ducato longobardo di Benevento e poi di Salerno. Tra i suoi feudatari più famosi ricordiamo Ettore Fieramosca da Capua, il capo della disfida di Barletta, conte di Alessano, che dal 1504 al 1512 ne fu Signore.

Ma Aquara è soprattutto la patria di padre Mattia Ivone, filosofo neoplatonico e fondatore del Convento domenicano della SS. Annunziata e di San Lucido frate dell'ordine benedettino e santo patrono che qui nacque intorno all'anno 960. Egli ricevette la sua prima educazione religiosa nel monastero di San Pietro, fondato dal re longobardo Desiderio.

Dal monastero aquarese passò in quello di San Magno, in provincia di Latina, e successivamente all'abbazia benedettina di Montecassino. Si ritirò poi in meditazione nella grotta Arsicia, proprio dove oggi sorge la Badia della Santissima Trinità di Cava de' Tirreni, che divenne ben presto meta di devoti e pellegrini.

Lo stesso principe di Salerno Guaimario IV lo scelse come suo padre spirituale e ne divenne fervido devoto.

I fedeli di Aquara riuscirono ad ottenere le sue reliquie che, nel 1458, furono trasferite nel monastero di San Pietro e poi nella parrocchiale di San Nicola, dove tuttora si trovano. Grandiosa è la festa patronale dedicata al santo che si svolge il 28 luglio.

Il 12 di settembre ha invece luogo la festa della Madonna del Piano, caratterizzata da una singolare processione che parte dalla parrocchiale e raggiunge la chiesetta del Piano. Le tre statue più venerate dagli aquaresi: San Lucido, San Rocco e la Madonna del Rosario vengono portate a spalle e dopo le funzioni, al tramonto, ritornano in paese attraverso un suggestivo percorso illuminato da centinaia di fiaccole.

Da questa terra proveniva inoltre la famiglia di artisti più famosa del sec. XVI, quella dei Consulmagno che abbellirono con le loro sculture lignee e i loro dipinti gran parte delle chiese del salernitano.

Tra le emergenze architettoniche da visitare segnalo il Monastero benedettino di San Pietro, la citata chiesa di San Nicola di Bari, quella di Santa Maria del Carmine e quella di San Rocco.

A circa quattro chilometri dall’abitato sorge il sito archeologico di “Madonna del Piano” così detto perch?situato vicino alla chiesetta della Madonna del Piano voluta e costruita dallo stesso San Lucido tra il 1020 e il 1030.

Caratteristici anche i resti del mulino ad acqua in località Pantano, sormontati da un’imponente torre.

Lo storico Scipione Mazzella nel Seicento definì Aquara “buona terra” per l’amenità del suolo, dell’aria, l’abbondanza e la genuinità dei suoi prodotti, che tuttora alimentano un fiorente commercio oleario e vinicolo.

Per sapere se aveva ragione non dovete far altro che andare a visitarla!

 

 

 

 







Articoli Correlati