Battipaglia dal 1080 ad oggi

di Paolo Sgroia

Centro industriale, agricolo e commerciale in provincia di Salerno, a 21 km a SE del capoluogo, a 72 metri sul livello del mare, nella piana del Sele, alla sinistra del fiume Tusciano. Comune di 56,42 km2 con 44.436 abitanti nell'ultimo censimento.

La storia di Battipaglia incomincia con la costruzione di un Castello denominato "Castelluccio", nell'anno 1080, e donato alla Chiesa Salernitana dal Normanno Roberto il Guiscardo; in seguito il Castello passerà ai principi Pignatelli e sarà restaurato completamente, nel 1920, da P. P. Farinelli.Nel XIII secolo saranno costruiti tre casali: uno annesso al Castello, un altro nelle vicinanze del Ponte sul fiume Tusciano e il terzo a S. Maria.Ogni casale disponeva di un'aia per la trebbiatura del grano che avveniva battendo la messa delle spighe con delle pertiche: da qui nasce il toponimo di Battipaglia.

Verso il mare, sulla sinistra del fiume Tusciano, in località S. Mattia, sono visibili i resti di un antico monastero benedettino costruito con la chiesa da Guaimario, principe longobardo; non si conosce di preciso l'anno di costruzione, ma il primo documento che lo nomina è del 1053: "Mirando, abate di S. Mattia de loco Tusciano concede una terra a Concilio, diacono, figlio di Alechisio". Il monastero fu prima Abbazia, poi Priorato, indi Prepositura, dipendente sempre dalla Badia di Cava.

Attorno al monastero ed alla chiesa sorse anche un Castrum, donato dal duca Ruggiero a S. Pietro abate, nel 1089, insieme con la chiesa.Durante la guerra tra Ferdinando il Cattolico e Luigi XII di Francia (1501-1503) il Castrum di S. Mattia fu distrutto dai soldati; i coloni dovettero rifugiarsi in luoghi più sicuri.

Una volta ricostruito, il monastero divenne grancia della Badia di Cava, fino a quando i suoi beni furono incamerati dal governo, per le leggi eversive del 1866.

Il vero e proprio sviluppo di Battipaglia avvenne, nel 1857, quando re Ferdinando II trasferì, nel piccolo centro, gli abitanti superstiti del violentissimo terremoto che colpì la Basilicata, il Vallo di Diano e il retroterra salernitano.Nell'originario nucleo abitativo che doveva accogliere i terremotati era prevista anche la costruzione di una chiesa, progettata dall'Ingegner Domprè.

La notte del 14 settembre 1860, purtroppo, il Domprè fu assassinato da sconosciuti ed i lavori furono sospesi; con la venuta del nuovo governo unitario, i lavori furono abbandonati del tutto.Per le funzioni religiose, gli abitanti poterono usufruire, della già esistente Cappella gentilizia della famiglia Franchini, vicino al Ponte sul fiume Tusciano, che fu aperta al pubblico dall'arcivescovo di Salerno, Mons. Guadalupi, nel 1876.

La chiesa di S. Maria della Speranza, elevata a Santuario nel 1980, fu costruita dal 1907 al 1917 e prese questo titolo da un quadro della Madonna custodito nella Cappella Franchini, andato poi perduto, nel 1910, a seguito di un'inondazione.Battipaglia rimase frazione di Eboli fino al 28 marzo 1929, quando ebbe il riconoscimento ufficiale di Comune Autonomo, con Regio Decreto n. 623.

La superficie del nuovo Comune risultò di ha. 5671,85,52 dei quali ha. 4477,18,35 tolti al Comune di Eboli e ha. 1194,67,17 al Comune di Montecorvino Rovella.Il 16 aprile 1929 fu nominato Commissario Prefettizio, il Dott. Alfonso Menna, il quale subito si mise al lavoro per realizzare tutte quelle opere necessarie per il bene comune della comunità battipagliese. Il 21 aprile 1929, si pose la prima pietra dell'acquedotto civico. Il 23 marzo 1931, furono appaltati i lavori per la costruzione di un degno edificio scolastico, intitolato a "E. De Amicis".

Nel 1938, fu realizzato il Palazzo Comunale insieme con altre opere urbane che cambiarono aspetto al neo Comune della Piana del Sele.Ora, quel che necessitava, era un'assidua e capillare assistenza religiosa di tipo missionaria, in una zona in forte espansione demografica.Mons. Monterisi, arcivescovo di Salerno, intuito il problema, affidò il 10 agosto 1941, la parrocchia di S. Maria della Speranza ai PP. Stimmatini di S. Gaspare Bertoni.I primi religiosi s'interessarono subito della gioventù e, alla fine del 1941, avevano già iscritto nel campionato di calcio di II divisione, l'"A.S.C. Bertoni".

Durante la seconda guerra mondiale, la cittadina fu rasa al suolo dai continui bombardamenti degli alleati, incominciati il 21 giugno 1943 e terminati il 14 settembre dello stesso anno. La chiesa di S. Maria della Speranza, sotto i bombardamenti crollò in parte, e la statua della Madonna, rimasta intatta sotto le macerie (perse solo tre dita della mano destra) fu portata il 25 agosto 1943 nella grotta di S. Michele, ad Olevano sul Tusciano. Ritornò a Battipaglia, con gran gioia dei devoti, nella sua chiesa parzialmente riparata, l'8 aprile 1944. Per il continuo aumento della popolazione, la chiesa risultò insufficiente e, il 10 luglio 1955, l'arcivescovo Mons. Moscato dopo la processione annunciò che si sarebbe costruita una nuova chiesa, molto più ampia, capace di accogliere ben 5000/6000 fedeli.

Battipaglia continua a crescere e la Chiesa Salernitana sempre pronta ai bisogni spirituali e pastorali dei nuovi abitanti, ha istituito altre quattro parrocchie.La parrocchia di "S. Teresa del Bambin Gesù", eretta nel rione Taverna il 1? luglio 1970.La parrocchia di "S. Gregorio VII", eretta nella zona periferica della città rivolta verso Eboli, il 13 dicembre 1971.

La parrocchia di "S. Antonio di Padova", eretta nella zona di Battipaglia che comprende anche l'ospedale civile "S. Maria della Speranza", il 20 dicembre 1977.La parrocchia "Maria SS.ma del Carmine" al rione Stella, eretta il 13 ottobre 1980.Battipaglia è un centro in continua espansione grazie alla sua felice posizione geografica.

E' una città dinamica, moderna che deve tanto al suo sviluppo, a quel nodo ferroviario, rifiutato (s'ignora il motivo) dagli amministratori di Eboli nei pressi della cittadina e dirottato nell'allora piccola frazione di Battipaglia.

 







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