Montesano sulla Marcellana

Montesano sulla Marcellana - Panorama

di Pasquale Perrupato

Montesano sulla Marcellana è situato sulla cima del monte omonimo ed al suo originario insediamento rispondono due leggende.

Una attribuisce la fondazione e il nome al fatto che un ammalato, portato su quest?altura in gravissime condizioni, avrebbe recuperato la salute in breve tempo.

L?altra narra che da una grotta della vicinissima valle di Magorno ? cratere di un antico vulcano spento ? venissero evocati gli spiriti in modo arcano e Sacro; per questo carattere ?sacro?, al divino monte sarebbe stato dato il nome di ?Monte Santo?, cambiato poi in ?Montesano?, quando esso per la salutare aria cominci?ad attirare i malati dei dintorni in cerca di guarigione.

Sicuramente la fondazione di Montesano va collegata alle varie vicende storiche ? succedutesi a ritmo serrato particolarmente dopo la caduta dell?Impero Romano d?Occidente (476 d.c.) ? che trasformarono l?Italia in un teatro di continue guerre e travolsero anche le campagne ed i centri urbani del Vallo con la loro millenaria civilt?(Cosillinum, Tegianum, Caesariana, Marcellianum?), nonch?alle condizioni soggettive ed oggettive causate dalle vicende storiche.

L?importanza del vallo si era affermata man mano nel tempo. Abitato gi?dagli Osci, Montesano al tempo della Magna Grecia diviene il naturale collegamento tra la colonia di Metaponto sul Mar Ionio con quella di Paestum sul Mar Tirreno e vede nascere diversi agglomerati urbani, particolarmente attivi e fiorenti.

Con l?estendersi e l?intensificarsi della romanizzazione - che gi?aveva fondato Grumentum intorno al 280 a.C. ? il Vallo ?munito della militare via Popilia e dell?omonimo Forum costruito nei pressi di Polla. Sappiamo che i Romani non costruivano i fori se non sulle vie militari passanti per zone particolarmente fertili, onde poter adeguatamente approvvigionare l?esercito delle necessarie vettovaglie. Il vallo assurge anche al ruolo di Crocevia: sulla sua direttrice per le Calabrie si innesta la via che, passando per Grumentum, porta a Taranto.

Per le vie del Vallo passarono i Visigoti, che, dopo aver saccheggiato Roma nel 410, guidati da Alarico lo attraversarono per scendere in Sicilia e poi raggiungere l?Africa settentrionale.

Non ?improbabile che nel Vallo abbiano fatto qualche comparsa anche i vandali, che dal 429 ? dopo esser sbarcati in Africa ed avervi costituito il primo ?regno romano-germanico? con capitale Cartagine ? partivano dalle coste africane e facevano incursioni in tutto il Mediterraneo, occupando isole e zone litoranee dell?Italia, fino a saccheggiare Roma nel 455.

?ipotizzabile anche che Odoacre ? dopo aver deposto nel 476 l?ultimo imperatore d?Occidente ? abbia esteso pure al Vallo il sistema di confiscare le terre per assegnarle ai suoi barbari. Quasi certamente Teodorico -  penetrato in Italia nal 488 con i suoi Ostrogoti ? conosceva il Vallo dal preciso punto di vista economico-commerciale. Infatti Aurelio Cassiodoro di Squillace (507) ? segretario, consigliere e capo della diplomazia di Teodorico ? riporta notizie precise sulla fiera, che si teneva nella zona di S. Giovanni in Fonti, ed afferma che era una delle tre fiere pi? importanti dell?Italia meridionale.

Quando la dominazione gotica in Italia appare degenerata agli occhi di Giustignano, questi nel 535 affida la cacciata dei Goti ai due generali Narsete e Belisario, che adottano la strategia di stringere i Goti come in una morsa. Cos?Narsete penetra in Italia da Nord-Est, dopo aver attraversato la Dalmazia, mentre Belisario sbarca in Sicilia e, attraverso il Vallo di Diano, marcia alla volta di Napoli e di Roma, come per una passeggiata militare.  La vittoria arrise agli imperiali e Belisario, avendo compiuto la sua missione, venne richiamato a Costantinopoli. Allora i Goti tentano la riscossa e sotto la guida di Totila occupano l?Italia centrale, Napoli, Roma, e quasi distruggono nel 542 Marcellianum.

Tra l?827 e l?878 i Saraceni occupano la Sicilia, compiono scorrerie nelle zone costiere dell?Italia meridionale costituiscono basi operative nei porti di Bari e di Taranto. Nel 915 essi giungono nel Vallo e distruggono Polla, Athena, Cosilinum e Caesariana.

L?incalzante susseguirsi delle invasioni barbariche e delle incursioni saracene provoc? ovunque nel Vallo una notevole diminuzione demografica, si ebbe quindi lo spopolamento delle citt?e delle campagne. Conseguentemente si ebbe anche l?abbandono del controllo delle acque, che comport?l?impaludamento di vaste zone e la diffusione della malaria.

I superstiti ? per sfuggire all?ambiente malsano e mettersi al riparo da eventuali incursioni ? vengono ad insediarsi su quest?altura e sul suo declivio occidentale, perch?il sito offriva quanto essi desideravano.

Non va trascurato un altro elemento importante: l?insediarsi dei monaci Basiliani nel Vallo e nell?Agro Montesanese. Erano venuti o al seguito degli eserciti bizantini o per sfuggire alla persecuzione iconoclasta (proibizione di venerare le immagini) iniziata ad opera dell?imperatore Leone III nel 726 o come missionari per cristianizzare l?Occidente imbarbarito.

A Montesano essi crearono un centro multiplo di attivit?e di rinascita sia materiale che morale: la cappella di S. Sofia (i cui resti si trovano nella parte seminterrata della Chiesa S.Anna) ed il cenobio di S.Pietro (a Prato Comune), collegati tra loro dalla grotta di S.Angelo: camminamento sotterraneo di natura carsica, il cui ingresso ?poco distante da S.Pietro. La grotta presenta ampi vani, resti di cappelle e di altari, nicchie per poggiarvi lucerne, graffiti, ossario. ?quindi un luogo di notevole interesse archeologico, ma andrebbe dotato di illuminazione per essere debitamente valorizzato. Non ?da escludere che proprio questa grotta sia stato il primo ospizio dei Basiliani, una sorta di cripta-cenobio, che li teneva al riparo da ogni pericolo. Durante la tregua essi potevano uscire all?aperto ed attendere ai lavori dei campi ? molto fertili nella zona adiacente ? ed alla costruzione d?imponenti edifici: quali il monastero di Cadossa ed il cenobio di S. Pietro. Come si approssimava il pericolo, essi trovavano facile scampo nella grotta.

Le testimonianze bizantino-basiliane a Montesano sono numerose: cappelle di S.Vito e di S.Barbara, devozione popolare a S.Antonio Abate (ancora oggi molto sentita) la denominazione monte S.Nicola (attuale Piazza Castello), la devozione a S.Nicola (patrono del paese), resti di linee architettoniche.

Nel 1086 a Montesano esistevano gi?il castello ed il monastero di Cadossa, perch?in tale data Cadossa fu donata dal conte Ugo D?Avena all?abate benedettino di Cava dei Tirreni. Perci?comunemente si fa risalire la fondazione di Montesano all?anno Mille. Si pu? tuttavia, ritenere che essa avvenne molto prima. Il castello in cima al cocuzzolo, il cenobio di S.Pietro, l?imponente monastero di Cadossa erano opere colossali che nelle particolari circostanze del tempo non potevano essere costruite nel giro di qualche decennio.

La venuta dei Basiliani ?di molto anteriore al Mille e la loro presenza esercit? certamente un particolare richiamo ad insediarsi nei pressi delle loro dimore che, non erano isolate, ma collegate con altre del Vallo.

 

Da questo momento in poi per Montesano abbiamo, in luogo delle testimonianze indirette che ci hanno accompagnato finora nell?indagine storica, vari documenti che ne testimoniano le vicende.

 

?del 1294 l?atto attraverso il quale gli abitanti, duramente provati dal periodo di recessione che caratterizz?il Vallo durante e dopo la dominazione sveva ed angioina, chiedevano al re Carlo II d?Angi?ed ottenevano l?esenzione fiscale per tre anni allo scopo di ricostruire le proprie case.

Nel 1636 il feudo passava poi alla Certosa di Padula che gi?nel secolo precedente aveva acquistato il monastero di Cadossa. La Popolazione che contava circa 500 fuochi nel 1595, passava ad appena 108 sul finire del secolo Diciassettesimo, a causa della grave pestilenza che sconvolse i Comuni del Vallo.

Il 700 segn?la ripresa demografica anche per Montesano, dove la ventata rivoluzionaria che attravers?tutto il meridione fece sentire i suoi rilevanti effetti.

Intanto il sorgere di edifici patrizi o religiosi fuori della vecchia cinta medioevale favoriva l?espansione di nuovi insediamenti; destinato ad assumere maggiore consistenza fu quella di Arenabianca, nel comune di Montesano, in direzione di Padula e prossimo alla chiesa di Santa Maria di Loreto. Il centro traeva probabilmente origine dall?antico insediamento di ?Cauli?, indicato nelle mappe storiche fin dal ?500.

Gli anni del nostro secolo si aprono con le vicende collegate all?insorgere dei due conflitti mondiali, con il loro carico di lutti, ed alle conseguenze dell?emigrazione, che anche in queste terre pretese il suo tributo.

 

Studi pi?approfonditi sulla filologia, sull?archeologia del Vallo permetteranno di avere notizi pi?dettagliate su quanto qui ?stato detto in linee generali per soddisfare le pi?semplici esigenze.

Il paese

La parte pi?alta del paese, via S. Barbara e piazza Castello, offre in un colpo d?occhio l?incantevole spettacolo d?una veduta panoramica del Vallo veramente unica: tutti i paesi, disposti l?uno di fronte all?altro come in un anfiteatro, con la piacevole sensazione di essere affacciati ad un balcone o di trovarsi in uno splendido belvedere.

Montesano ?un Comune della provincia di Salerno con circa 10.000 abitanti.

?situato a Sud-Est del capoluogo di Provincia e da esso dista circa 120 Km. ?uno dei 14 comuni facenti parte della Comunit?Montana ?Vallo di Diano? e dista pochi chilometri da Teggiano, centro medioevale di notevole interesse culturale, da Pertosa sede delle splendide grotte e da Padula, che, con la sua magnifica ed imponente Certosa di S. Lorenzo ?meta di un gran numero di turisti.  

Confina con Padula, Buonabitacolo, Sanza e Casalbuono (nella provincia di Salerno), con Lagonegro, Moliterno e Tramutola (nella provincia di Potenza). Il comune ? posto su un monte della catena della Maddalena (Appennino meridionale) a circa 850 m. s.l.m.

L?altitudine massima in tutto il comune ?di 1447 m., mentre la minima di 480.

Ha una superficie di circa 10.936 Kmq, compresa fra la piana del Calore ad occidente e la piana della Maddalena ad oriente. Il suo territorio si presenta montuoso interrotto dalle pianure di Magorno, Tardiano e Spigno.

La morfologia ed i caratteri geofisici sono complessi e vari: dopo la fascia pedemontana occidentale, caratterizzata da depositi sedimentari e detritici, che scivola dolcemente verso la piana del Calore, si incontra un?estesa formazione di rilievi calcarei che contengono intercalazioni di arenarie e depositi alluvionali.

Di particolare interesse le grotte di S.Angelo in localit?Lucito, da visitare per l?incontaminata bellezza.  

Al confine con Sanza e Casalbuono si estende la ricca poresta Cerreta-Cognole, luogo protetto per talune forme di flora e fauna in via di estinzione: ma sull?intero territorio ?molto sviluppata la superficie boschiva (con un?estensione superiore ai 4000 ettari, tra le pi?consistenti del Vallo di Diano).

Il paese consta del centro storico e di alcune frazioni, che negli ultimi tempi si sono sempre pi?sviluppate: Tardiano-Magorno, luoghi rinomati per la produzione di formaggi e salumi vari, Prato Comune, sede di uno stabilimento termale e di un imbottigliamento delle acque oligominerali, Arenabianca dove si ? verificato un incremento residenziale notevole e Montesano Scalo in continua espansione urbanistico, economico e commerciale.  

Il clima ?tipico delle zone interne dell?Appennino meridionale, con inverni rigidi e con estati calde rese piacevoli dal fresco della sera.

Il paese ?collegato con il capoluogo di provincia e con tutte le altre regioni da un efficiente servizio di autobus e dall?autostrada A3 ?SA-RC?.

Continua ad essere utilizzata l?antica statale 19, detta ?delle Calabrie?, che nel passato costituiva un importante collegamento tra Nord e Sud, e la SS. 103 della Val d?Agri.

L?attivit?prevalente ?quella agricola, agevolata dalla considerevole ricchezza idrica, esistente sul territorio; si riscontra infatti una consistente presenza di sorgenti, di cui una ?utilizzata dallo stabilimento ?S.Stefano? per l?imbottigliamento delle acque oligominerali e da un complesso alberghiero  termale per la cura delle malattie delle vie respiratorie, dell?apparato gastro-intestinale, del fegato e delle vie biliari, dei reni e delle vie urinarie, nonch?di cistiti.

Tale complesso, molto frequentato anche per la magnifica posizione di cui gode, ?attrezzato per le cure idropiniche, bagni, fanghi, inalazioni, fisioterapie e saune.

Un cenno particolare merita il patrimonio zootecnico per la produzione di formaggi e salumi rinomati. In continua espansione ?l?attivit?commerciale con numerosi ed attrezzati punti vendita. 

 L?artigianato conserva intatte alcune tradizioni relative alla produzione di un?oggettistica collegata alla civilt?contadina. ?possibile vedere all?opera abili artigiani, che lavorano il legno, e soprattutto il salice ed i vimini per ricavare cesti dalle forme pi?svariate ed eleganti.

Di recente, in localit??Pantanelle? sono state recuperate vecchie attrezzature di un?antica filanda per la lavorazione della lana: nella zona infatti si passa dal lavaggio della lana, alla filatura, tessitura e confezione dell?indumento. Si ?affermato, inoltre, un laboratorio di giovani artigiani, che utilizzano una nuova tecnica per la lavorazione artistica del vetro e degli specchi. Molto attive risultano essere alcune aziende, tecnologicamente all?avanguardia, per la lavorazione e la scultura dei marmi.

Continua la tradizione degli impagliatori di sedie e di rinomati zampognari che, nel periodo natalizio, vanno ad allietare con le loro nenie i presepi delle famiglie dei grandi centri del Salernitano e del Napoletano.

Le bellezze del paesaggio e l?amenit?dei luoghi ben si prestano all?agriturismo, che qui trova condizioni particolarmente favorevoli, dato lo spirito d?ospitalit? che da sempre caratterizza il popolo Montesanese.

A tal proposito ?in corso una dettagliata rilevazione degli antichi cascinali sparsi sul territorio, per sottrarli all?incuria del tempo e destinarli agli amanti delle attivit? connesse con l?agriturismo.

In diminuzione ?il fenomeno dell?emigrazione, che nel passato si ?diretta verso alcuni paesi europei (Svizzera, Germania) e Sud America, dove cittadini montesanesi, particolarmente intraprendenti, si sono affermati, conquistando condizioni economiche di grande prestigio.

 







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