Palinuro e il Golfo di Policastro

Palinuro in una foto di Antonio Luisi

Palinuro si trova nel Comune di Centola in provincia di Salerno

Il comune di Centola si trova a 103 km dall'autostrada A3 Salerno-Reggio Calabria, uscita al casello di Battipaglia, proseguendo sulla variante S.S. 18 fino a Futani e successivamente mediante la nazionale S.S. 447.

La stazione FS più vicina è quella di Pisciotta - Palinuro sulla linea Napoli-Reggio Calabria. Vi sono collegamenti giornalieri per Salerno (sono previste 19 corse giornaliere nell'orario estivo e 17 nell'orario invernale), per Sapri (sono previste 19 corse giornaliere nell'orario estivo e 19 nell'orario invernale).

Il comune è raggiungibile anche mediante autobus di autolinee private sulla linea Palinuro - Vallo della Lucania, con collegamenti per Vallo della Lucania (previste 1 corse giornaliere nel periodo estivo e 1 corse nel periodo invernale), per Scalo Pisciotta (previste 7 corse giornaliere nel periodo estivo e 7 corse nel periodo invernale) e sia mediante autolinee pubbliche sulla linea Palinuro-Vallo della Lucania con collegamenti per Vallo della Lucania (previste 1 corse giornaliere nel periodo estivo e 1 corse nel periodo invernale), per Scalo Centola (previste 6 corse giornaliere nel periodo estivo e 6 corse nel periodo invernale).

E' capoluogo del comune omonimo con 4 frazioni: Palinuro, S. Severino di Centola, Foria e S. Nicola di Centola. Ubicata su una collina si rispecchia nell'incantevole mare di Palinuro. Dei 5 paesi sotto il profilo storico ed artistico rivestono importanza interessante Centola, Palinuro e S. Severino.

Centola è figlia della Molpa, città posta alla foce di due fiumi storici, il Lambro e il Mingardo, a quota 130 metri sul livello del mare, che fu distrutta da Belisario, generale bizantino, nel 547. Prese nome, secondo i memoristi, ed in particolare il Mercurio, il primo abate della laura, da cento fuggiaschi molpesi: Centum Illuc, i Cento l e come si disse poi nel latino del basso medioevo, centulas. Nel 700-1000 il cenobio diventò ben presto badia Nullius e poi concistoriale fino al 1795, anno in cui fu incendiata dalla polizia borbonica.
Tra le più importanti frazioni:

La Frazione di Palinuro

La Spiaggia del buon dormire a Palinuro

 Raggiungibile mediante la strada nazionale S.S. 447, la strada provinciale 239 "S. Paolo", Palinuro è una celebre località balneare, splendidamente adagiata tra il verde degli ulivi che coprono le colline che degradano verso il mare sempre azzurro e pulito.

 Il promontorio, detto frontone, s'avanza nel mare ed è ricco di grotte marine tra le quali fanno spicco la famosa grotta azzurra e la grotta sulfurea.

La sua storia è legata alla storia della Molpa, già citata nella storia di Centola, che sorgeva su un altro promontorio. Della città di Molpa restano due ruderi: il castello e la chiesa parrocchiale di S. Giuliano. Il palazzo baronale Rinaldi faceva parte del feudo del principe di Centola e marchese di Pisciotta "Pappacoda" fino alla fine del 700 circa. Il feudo poi di proprietà della famiglia Rinaldi. Nel 1814 vi dimorò il re di Napoli (cognato di Napoleone) Gioacchino Murat che venne in zona per ispezionare i fortini della costa e potenziarli per eventuali attacchi di nemici.

Il sito archeologico di Palinuro ha restituito una copiosa documentazione archeologica scaglionata tra il paleolitico/neolitico fino ad epoca classica ed ellenistica. Purtroppo però difficile per il visitatore percepire sul luogo l'importanza del sito in quanto i resti archeologici non conservano un elevato visibile e per lo più sono interrati al suolo.

E' noto ormai che la collina di Tempa San Paolo era occupata da un insediamento indigeno sorto nella seconda metà del VI sec. a.C. Il nucleo di abitazioni, sorte senza un piano preordinato, era racchiuso da una cinta muraria scavata solo in minima parte. All'esterno di questa si sviluppava una vasta necropoli che ha fornito una ricca documentazione relativa al costume funerario delle genti qui stanziate verosimilmente provenienti dal Vallo di Diano.

L'evidenza documentaria ed in particolar modo la ceramica di tipo geometrico evidenzia, infatti, una analogia della cultura materiale tra Palinuro e Sala Consilina. Con la cessazione di vita del centro enotrio/indigeno, intorno alla fine del VI sec. a.C., si estese sul sito il controllo politico della vicina Elea/Velia. La copiosa documentazione sul sito arcaico di Palinuro può essere colta dal visitatore visitando il Museo Archeologico di S. Benedetto di Salerno, mentre la restante documentazione non è fruibile in quanto conservata nei depositi della Soprintendenza archeologica di Salerno.

Foria di Centola.
Raggiungibile mediante la strada nazionale S.S. 447, la strada provinciale S.P. 19;

S. Nicola di Centola.
Raggiungibile mediante la strada nazionale S.S. 447, la strada provinciale S.P. 64 per S. Mauro (da cui dista 3 km);

S. Severino di Centola.
Raggiungibile mediante la strada nazionale S.S. 447 (da cui dista 4 km), la strada provinciale S.S. 19. è una località la cui importanza storica non deve sfuggire. Di essa sopravvivono il borgo medioevale e il castello. località strategica non solo nell'antichità a cominciare dai Longobardi, ma anche ai nostri giorni. Infatti nell'ultimo conflitto mondiale vi fu dislocato il Battaglione 101 Alpino Difesa Costiera. Tutta la località è ricca di bellezze paesaggistiche.

 

 





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