Scopri la storia di Salvatore Vilardi e la sua rivoluzione nella tintura dei capelli: un metodo naturale che valorizza la bellezza autentica.
La creatività è una dote che il parrucchiere Salvatore Vilardi ha coltivato sin da quando tirava calci ad un pallone per strada, nel quartiere della Sanità a Napoli. Cresciuto con il mito di Totò e di Maradona – due che all’acconciatura ci tenevano particolarmente – è stato un evento drammatico, il terremoto del 1980, a cambiare il suo punto di osservazione e di analisi della realtà.
«Vivevo a Napoli, ci trasferimmo a Chiaiano dopo il sisma. Lì ho scoperto la natura, gli alberi, gli spazi verdi, provando un senso di libertà assoluta che ha stimolato la mia fantasia di ragazzino» ricorda il coiffeur napoletano che oggi sta rivoluzionando l’approccio alla tintura dei capelli con il suo metodo naturale.
Quando ha capito che era tagliato per fare il parrucchiere?
«A 13 anni misi piede per la prima volta in un salone. Andavo bene a scuola ma a un certo punto ho vissuto come un momento di destabilizzazione. Mi si era spenta la creatività e avevo bisogno di riaccenderla. I primi giorni nel salone non sono stati dei migliori: li vivevo come una costrizione. Poi, è venuto il primo shampoo. E, dopo un po’ il primo taglio. Ed ho capito che era la mia strada».
Oggi gestisce il suo salone in via Posillipo, a Napoli, ma fino a qualche anno fa il suo marchio – SalonHair – era molto diffuso a Napoli, è così?
«Dopo aver aperto il mio primo negozio a Quarto, ho capito che non bisogna mai sentirsi arrivati. Che era il momento di studiare, di approfondire, di leggere. Mi sono appassionato al marketing, alla gestione aziendale. La mia famiglia, a cominciare da mia moglie, le mie figlie e mio padre, mi ha sempre supportato. E sono arrivato ad avere 12 negozi SalonHair, senza mai dimenticare il punto di partenza, che è stato decisivo».
In che senso?
«Lavorare in paese, rispetto alla città, è molto più impegnativo. Lì o sei bravo o sei bravo: non c’è alternativa. Sei sempre sotto esame e non puoi permetterti passi falsi. A un certo punto il paese, però, mi è andato stretto. E sono tornato a Napoli. Ho frequentato l’Accademia di Aldo Coppola e perfezionato la mia idea di bellezza».
Qual è la sua idea di bellezza?
«Ho una mia visione che parte da un concetto: la mano dell’uomo non si deve vedere. Un taglio fatto bene deve armonizzare il viso non evidenziare le forbici».
Primo salone aperto anche il lunedì, primo ad avere un approccio al colore naturale: è sempre stato uno di quelli che rompono gli schemi…
«E’ vero. E forse vengo apprezzato anche per questo. Sette anni fa ho iniziato il discorso del naturale. Non è stato facile, ma pian piano sono riuscito a costruirmi una mia nicchia importante ed oggi vengo riconosciuto per questo».
Qual è la differenza tra una tintura chimica e una naturale?
«E’ innanzitutto una questione di approccio. Diciamoci la verità: la colorazione chimica facilita la vita al parrucchiere. Il cliente, uomo o donna che sia, sceglie il colore che più gli aggrada per coprire il grigio e il bianco, si ritrova con un’acconciatura alla moda per qualche giorno ma c’è un “ma” che non ha considerato».
Quale?
«Che colorando i capelli con quella che io chiamo “tintaccia” non vanno via solo i grigi. Si toglie anche la base naturale che non è solo del capello ma della persona. Ogni mese, ad ogni tintura, si sovrappone uno strato. Si arriverà ad avere sette colorazioni una sull’altra, una ricrescita che renderà evidente lo stacco: e cosa resta del capello naturale e originale?».
Il suo metodo cosa prevede invece?
«Il mio metodo punta a valorizzare non a eliminare. I capelli bianchi li vedo come un assist. Utilizzando prodotti naturali si va a creare un colore che sia quanto più vicino a quello originale e senza provocare quell’antipatico effetto ricrescita. Il mio metodo, non avendo una sintesi chimica, non ossida».
Spesso lei ripete: «La bellezza non si fa aggiungendo ma a volte la si ottiene togliendo». Che significa?
«Che non c’è bisogno di eccedere per ottenere risultati straordinari. Prendiamo il caso dell’abbigliamento: una T-shirt e un paio di sandali possono essere sufficienti a dare eleganza ad un uomo. Non è detto che bisogna indossare per forza una camicia, una cravatta, una giacca. Ecco, con i capelli è lo stesso: bisogna fare il giusto che valorizzi un viso. Ed il giusto ce lo offre la natura. Preferisco degli effetti di luce naturali alla copertura chimica di un capello bianco».
Salvatore, per concludere: quali sono le tendenze per le acconciature nella prossima estate?
«Faccio una premessa. La tendenza è legata all’esigenza del singolo. Da alcuni anni, ormai, si tende a dare pienezza ai capelli. Non scalarli ma mantenere tagli pieni personalizzati con accessori: un ciuffo, una frangia, una leggera asimmetria avanti, un crochet tutti “cucito” in base alla qualità del viso».
Salonhair di Salvatore Vilardi
Indirizzo: Via Posillipo, 183, 80123 Napoli NA
Telefono: 081 575 1616
