Home » Cucina e Gastronomia » C’era una volta il Sanguinaccio, ricetta “illegale ed immorale” dal gusto divino.

C’era una volta il Sanguinaccio, ricetta “illegale ed immorale” dal gusto divino.

Illegale e ipercalorico, ma chi ha avuto la fortuna in passato di “tuffarsi” in una tazzina di Sanguinaccio non dimenticherà mai questa deliziosa crema.

Quando George Bernard Shaw asseriva che i piaceri della vita o sono illegali o fanno ingrassare evidentemente aveva appena finito si assaggiare il sanguinaccio, che non è per niente dietetico e da qualche anno è anche bandito dalle vetrine delle pasticcerie.

Dunque, illegale e ipercalorico, ma chi ha avuto la fortuna in passato di “tuffarsi” in una tazzina di questa deliziosa crema a base di sangue di maiale, latte e cioccolata o bagnarci un savoiardo o meglio ancora una “chiacchiera” di carnevale, rimpiange i tempi andati, quando ancora le ferree, seppur giuste, norme in materia di somministrazione di alimenti, non avevano ancora messo al bando questo prodotto tipico della Basilicata e della Campania.

In casa, però, non è raro imbattersi in una “pignata” dove nel periodo tra fine gennaio e inizio marzo si adagiano litri e litri di sanguinaccio.





La ricetta del Sanguinaccio.

La ricetta originale, come spesso accade per le pietanze tramandate dalla tradizione contadina è andata persa.

Gli ingredienti base sono ovviamente il sangue di maiale, il latte, ed una cospicua dose di cioccolato e cacao, per lo più amari e lo zucchero. A questi ingredienti si aggiunge, secondo i gusti, la vanillina, e alla fine della cottura, che deve essere lunga, meticolosa e lenta, si impreziosisce il tutto con scaglie o pezzetti di cioccolata sempre amara e frutta candita, cannella, ed in alcuni casi brandy o rum.

Chi non ha pazienza e maestria ai fornelli e chi storce il naso alla vista del sangue opti per un più comodo vasetto di nutella acquistato al supermarket.



Il vero sanguinaccio necessità di una cottura a fuoco bassissimo, in una pentola con fondo doppio, per evitare che il liquido si rapprenda e si bruci e soprattutto un mescolamento con una cucchiaia di legno per oltre due ore.

Se siete adusi ad utilizzare in cucina robottini vari per comprimere i tempi di preparazione lasciate perdere, il sanguinaccio non è un obbligo, impiegate meglio le tre ore occorrenti a prepararlo, per una seduta di palestra. Dopo questo lungo processo, il sangue, mischiato al latte ed alla cioccolata, assume una densità tipica, a meta tra una crema spalmabile ed una cioccolata calda.

Tra le sue peculiarità, la possibilità di essere conservato per lungo tempo, anche tre settimane. Nei primi giorni è consigliabile non tenerlo in frigo per evitare che si condensi e perda la sua specifica spalmabilità. Dopo una settimana, invece, è evidente che la conservazione va fatta per forza in frigo, ma va consumato sempre a temperatura ambiente.

Si può gustare assoluto, con le chiacchiere, tipico dolce di Carnevale, oppure come farcitura di crostate di pasta frolla.

Aneddoti.

Altra curiosità, alquanto truculenta, riguardo al sanguinaccio consiste che il sangue di maiale utilizzabile deriva da maiali ammazzati con scannatura a terra o a “secchione” in modo da raccogliere il sangue senza che questo si mischi ad altri fluidi corporei.



La difficoltà nel reperirlo, tra l’altro, per chi non si cimenta di persona nell’uccisione di un suino di proprietà, sta nel fatto che molti ritengono “sacrilego” vendere o donare il sangue del maiale ucciso, ed è un gesto “foriero” di cattiva sorte, per la lavorazione della carne di maiale per farne soppressate, pancetta, prosciutti e tutti i prodotti che necessitano di stagionatura.