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Allieve Gay Troisi Avellino
Allieve Gay Troisi Avellino

Gay Troisi: “Tra Passione e Ricordi, la mia Scuola di Danza ad Avellino”.

Disciplina, professionalità e tanta passione: ecco la danza raccontata da Gay Troisi, storico riferimento ad Avellino grazie alla sua scuola che non è mai stata dimenticata.

In ben 20 anni di attività nel cuore di Avellino, la nota Scuola di Danza di Gay Troisi ha visto passare al suo interno centinaia di bambine e di ragazze accomunate dalla passione per il ballo e diverse sono state coloro che, diplomatesi con successo, hanno dato il via a una vera e propria carriera professionale.

Una fucina di talenti, insomma, ma anche un luogo dove poter trascorrere il proprio tempo libero dedicandosi a una disciplina sportiva nella maniera più professionale possibile.

La scuola ha chiuso i battenti 18 anni fa, ma tutto questo tempo trascorso non ha cancellato esperienze, sogni e ricordi di tutte quelle bambine e ragazze, ormai donne, che hanno trascorso in quella scuola ore felici e spensierate.

Lavorando, allo stesso tempo, con grande spirito di sacrificio e con ferrea disciplina per raggiungere traguardi importanti.

La Scuola di Danza di Gay Troisi, a partire dagli anni Ottanta, ha rappresentato per Avellino un punto di riferimento di indubbio valore per lo studio e la divulgazione della danza, ed è stata scelta da tantissimi genitori affascinati dalla sua alta reputazione.

Discreta e riservata, nonostante la sua fama di ballerina del Teatro di San Carlo di Napoli, Gay Troisi ci parla dei ricordi personali legati alla Scuola avellinese, raccontandoci anche un po’ di sé.

Com’è iniziata la sua passione per la danza?

<<Ho iniziato a studiare danza all’età di 8 anni alla scuola di Valeria Lombardi a Napoli. Inizialmente era semplicemente un gioco poi, prima di concludere gli otto anni del percorso canonico, vinsi un’audizione con il maestro Zarko Prebil, tra i più grandi coreografi e maestri di danza mai esistiti, al Teatro di San Carlo di Napoli. Da lì ebbe inizio il mio percorso professionale vero e proprio, finché a 17 anni entrai nel corpo di ballo del Teatro di San Carlo, iniziando i primi mesi come contrattista e vincendo subito dopo il concorso>>.

Quando ha iniziato a insegnare danza?

<<Ho svolto i primi anni di insegnamento alla scuola di Valeria Lombardi ad Avellino, poi nel 1980 ne ho aperta una mia, ubicata per tanti anni in via Carmelo Errico e poi trasferita in Piazza della Libertà>>.

Quali sono i suoi legami con Avellino e perché ha scelto questa città per insegnare danza?



<<Sono molto legata all’Irpinia per le mie origini. Ho scelto di aprire la scuola ad Avellino perché l’ho trovata interessante come realtà>>.

Che ambiente ha trovato relativamente all’approccio alla danza?

<<Io venivo da una dimensione di danza molto professionale. Desideravo insegnare in una piccola realtà la danza che si ballava nei teatri lirici. Mi sono sempre piaciute le sfide, le cose fatte in maniera altamente professionale, e per questo il mio orgoglio è stato quello di essere stata seguita da tante persone che avevano la volontà di imparare la vera danza. Sono stata coadiuvata da un team di insegnanti molto in gamba e ricco di entusiasmo oltre che da genitori che avevano compreso il mio intento>>.

Perché ha deciso di interrompere la sua attività avellinese chiudendo la scuola nel 2000?

<<Dopo tanti anni di insegnamento sentivo che quel percorso doveva arrivare a una conclusione>>.

Che ricordi ha di Avellino?

<<Le mie allieve sono state splendide, seguivano con passione e sacrificio. Hanno partecipato a molti concorsi in diverse città italiane, da Reggio Emilia a Torino, da Lecce a Rieti riscuotendo ottimi risultati. Riscontrai un po’ di diffidenza nell’ambiente solo inizialmente, ma ben presto svanì. Le persone hanno creduto in me e nel mio metodo di lavoro, pignolo ed esigente per alcuni, ma in tanti hanno abbracciato la mia tesi, mi hanno accettata e capita. Avellino, inoltre, è stata una palestra importante anche perché mi ha insegnato a gestire una grandissima squadra di persone>>.

Cos’è per lei la danza?

<<Quando avevo la scuola era un’attività totalizzante. Tanta la passione, mi piaceva fare tutto: coreografie, musiche, luci e costumi oltre al lavoro in sala. Mi piaceva trasmettere un corretto modo di intendere il teatro, con le sue molteplici attività e con una messa in scena di buon livello. La danza resta comunque per me la più alta forma di arte. Musica e danza, messe insieme, rappresentano il connubio perfetto dell’armonia tra corpo e anima>>.

Cosa fa oggi Gay Troisi?

<<Da 20 anni sono in pensione dal Teatro di San Carlo di Napoli. Oggi continuo a occuparmi di coreografia, stage, commissioni di esame, insomma le classiche attività di una ex ballerina>>.

Le manca la danza?

<<Di fatto io e la danza non ci siamo mai lasciate>>.