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Se hai amato Odissea al cinema, su Prime Video c’è un kolossal del 2004 che oggi vale la pena riscoprire

Battaglie spettacolari, Achille, Ettore e un giovane Ulisse: su Prime Video il grande film epico da recuperare dopo il successo di Odissea.
7 Settembre 2026di Lino Sorrentini
Brad Pitt
Brad Pitt

Il successo di “Odissea” ha riportato nelle sale qualcosa che sembrava appartenere a un’altra stagione del cinema: eroi tragici, eserciti schierati sulle spiagge, divinità capricciose e uomini disposti a sfidare il destino. Il film di Christopher Nolan ha superato i 639 milioni di dollari nel mondo dopo appena due fine settimana, dimostrando che il pubblico ha ancora voglia di grandi racconti epici.

Se anche tu sei uscito dal cinema con il desiderio di restare ancora un po’ nell’universo di Omero, su Prime Video trovi il titolo giusto da recuperare. È uscito oltre vent’anni fa, ma oggi sembra quasi il prologo ideale del viaggio di Ulisse.

Parliamo di “Troy”, kolossal del 2004 diretto da Wolfgang Petersen, regista tedesco conosciuto per Das Boot, Air Force One e La tempesta perfetta. Il film prende liberamente spunto dall’Iliade, dura circa 163 minuti ed è sceneggiato da David Benioff, che in seguito avrebbe creato insieme a D.B. Weiss la serie Game of Thrones. Fotografia e musica sono firmate rispettivamente da Roger Pratt e James Horner, compositore di Titanic e Braveheart.

La storia si colloca prima degli eventi raccontati in “Odissea”. Paride, principe di Troia, si innamora di Elena, moglie del re spartano Menelao, e decide di portarla con sé. Il gesto offre ad Agamennone il pretesto per riunire gli eserciti greci e attaccare una città considerata inespugnabile.

È l’inizio di una guerra gigantesca, ma Petersen non si perde troppo tra strategie e ricostruzioni storiche. A interessargli sono soprattutto due uomini: Achille, guerriero quasi invincibile che combatte per diventare immortale attraverso la fama, ed Ettore, principe troiano chiamato a difendere la città dagli errori commessi da suo fratello.

Brad Pitt, già protagonista di Fight Club e successivamente diretto da Quentin Tarantino in Bastardi senza gloria e C’era una volta a… Hollywood, interpreta Achille con una fisicità impressionante. Il suo eroe è arrogante, insofferente all’autorità e ossessionato dall’idea che il proprio nome possa sopravvivere alla morte.

È però Eric Bana a dare al film la sua parte più umana. L’attore australiano, visto in Hulk e poi in Munich di Steven Spielberg, costruisce un Ettore composto, responsabile, persino stanco. Non desidera la guerra, ma sa di non potersi sottrarre. Il duello tra i due guerrieri resta ancora oggi la sequenza più forte del film: essenziale, tesa, priva di inutili effetti spettacolari.

Nel cast trovi anche Orlando Bloom, reduce da Il Signore degli Anelli e Pirati dei Caraibi, nel ruolo del fragile Paride, e Diane Kruger in quello di Elena. Peter O’Toole, indimenticabile protagonista di Lawrence d’Arabia, regala a Priamo una dignità dolorosa, mentre Brian Cox interpreta un Agamennone dominato dall’ambizione.

Per chi ha apprezzato “Odissea”, la presenza più interessante è però quella di Sean Bean. L’attore di Il Signore degli Anelli e Game of Thrones interpreta Ulisse quando è ancora un comandante greco, prima del lungo ritorno verso Itaca. È intelligente, ironico, capace di comprendere gli uomini prima ancora delle battaglie. Ed è lui, naturalmente, a intuire come superare le mura di Troia.

Il confronto con Christopher Nolan non si limita ai personaggi o all’ambientazione. Dopo Insomnia, Nolan era stato preso in considerazione per dirigere proprio “Troy”. Il progetto tornò poi nelle mani di Wolfgang Petersen e al regista britannico fu affidato Batman Begins. Nolan ha raccontato che alcune immagini immaginate in quel periodo, compresa quella del cavallo di Troia inclinato sulla sabbia, gli sono rimaste dentro per oltre vent’anni e sono riemerse durante la lavorazione di “Odissea”.

I due film seguono però strade differenti. Nolan accoglie il mito, il soprannaturale e le creature del poema. Petersen, invece, lascia quasi sempre gli dèi fuori dall’inquadratura. Nel suo racconto la guerra nasce dall’orgoglio, dal desiderio e dalla volontà di potere. Gli uomini invocano le divinità, ma poi sono costretti ad affrontare da soli le conseguenze delle proprie scelte.

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“Troy” non è una trasposizione fedele dell’Iliade. Riduce una guerra durata dieci anni a pochi eventi, modifica il destino di diversi personaggi e semplifica alcuni passaggi. La relazione tra Paride ed Elena appare meno convincente rispetto al conflitto tra Achille ed Ettore, e qualche dialogo conserva l’enfasi tipica dei kolossal hollywoodiani dei primi anni Duemila.

Eppure il film ha retto bene il tempo. Le battaglie sono leggibili, le scenografie hanno consistenza e gli eserciti sembrano davvero occupare lo spazio, senza quella sensazione artificiale che accompagna molti blockbuster più recenti. Costato circa 175 milioni di dollari, incassò oltre 497 milioni nel mondo.

Anche il rapporto tra critica e pubblico è curioso. Rotten Tomatoes registra il 53% di recensioni positive della stampa, mentre il gradimento degli spettatori sale al 74%. Su IMDb il voto è 7,3 su 10.

Su Prime Video è disponibile la versione cinematografica, mentre la Director’s Cut di tre ore e quindici minuti viene proposta separatamente. Quest’ultima aggiunge 46 minuti e amplia soprattutto le battaglie e alcuni passaggi narrativi.

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