Ci sono attori che non recitano soltanto: vivono ogni personaggio come un pezzo di sé. Sean Penn appartiene a questa razza rara di interpreti che trasformano il cinema in un atto di verità. Da oltre quarant’anni attraversa lo schermo americano come una ferita mai rimarginata, portando in scena l’inquietudine e la grazia della fragilità umana. Dal giovane ribelle di Bad Boys al regista contemplativo di Into the Wild, passando per le interpretazioni indimenticabili in 21 Grams e Mystic River, la sua carriera è un viaggio dentro le ombre del cuore.
Uomo complesso, idealista e spesso scomodo, Penn non ha mai separato il suo mestiere dall’impegno civile. Ha fondato la J/P Haitian Relief Organization dopo il terremoto di Haiti, ha documentato conflitti e disastri in tutto il mondo e non ha mai smesso di credere che l’arte possa essere una forma di resistenza. Ed è proprio in questa tensione tra corpo e coscienza che nasce “The Gunman”, il film disponibile su RaiPlay che lo vede per la prima volta nei panni di un protagonista d’azione.
Fisico scolpito, sguardo duro, passo felino: appare quasi irriconoscibile. Ma dietro l’addestramento da killer resta la profondità di chi conosce bene la colpa e la redenzione. Penn non solo interpreta Jim Terrier, ex mercenario in fuga dal proprio passato, ma produce anche il film, tratto dal romanzo Posizione di tiro (La Position du Tireur Couché, 1981) di Jean-Patrick Manchette, il grande maestro del noir francese che usava il genere per smascherare le ipocrisie della società moderna.
Alla regia c’è Pierre Morel, esperto dell’action-thriller europeo, già autore di Io vi troverò – Taken, il successo planetario con Liam Neeson. In The Gunman, Morel intreccia tensione, ritmo e denuncia sociale, affidandosi a un cast internazionale di grande fascino: Javier Bardem, Idris Elba e l’italiana Jasmine Trinca, che aggiunge delicatezza e verità a una storia dominata da uomini armati e poteri corrotti.
Siamo nel Congo del 2006. Jim Terrier, ufficialmente al servizio di una ONG, è in realtà un assassino professionista al soldo delle multinazionali minerarie. Quando gli viene ordinato di eliminare un ministro locale deciso a difendere i diritti dei lavoratori, il colpo riesce, ma la coscienza si incrina. Terrier abbandona il Paese e la donna che ama, Annie, senza spiegazioni. Otto anni dopo, un attentato gli rivela che qualcuno lo sta cercando per eliminarlo. E questa volta, per salvarsi, dovrà affrontare non solo chi gli dà la caccia, ma anche i fantasmi che lo perseguitano.
Girato tra Barcellona, Londra e il Sudafrica, il film alterna esplosioni e silenzi, colpi di scena e momenti di introspezione. Morel mette in scena l’adrenalina, Penn ci mette l’anima. È un action-thriller che non rinuncia alla riflessione, che parla di colpa, potere e memoria. Un film che mostra come anche un attore di sessant’anni possa reinventarsi, senza cedere alla caricatura, ma trasformando la forza fisica in linguaggio emotivo.
Su RaiPlay, “The Gunman” diventa più di un intrattenimento: è un promemoria sul prezzo della violenza e sul bisogno di riscatto. E quando, nell’ultima scena, Jim Terrier smette di correre, ci chiediamo anche noi: può davvero un uomo disarmarsi dal proprio passato?
