Scopri la recensione e guarda il trailer di una serie coreana su Netflix, una storia che piace tantissimo con una trama potente tra violenza e vendetta.
Si potrebbe definire una sorta di revenge movie in formato seriale, una produzione drammatica coreana in due stagioni prodotta per Netflix dalla sceneggiatrice Kim Eun-sook e diretta da Ahn Gil-ho. Con la sua storia che cerca vendetta a tutti i costi e le ambientazioni orientali che piacciono tantissimo a un pubblico curioso di esplorare nuovi orizzonti, oltre i soliti più noti che l’Occidente propone.
In streaming puoi trovare la serie “The Glory”, che unisce sapientemente violenza dura e cruda a uno stile nonostante tutto elegante e altero. Nel corso degli episodi lo spettatore si troverà davanti una donna alle prese con un’ossessione: rinascere da un passato denso di solitudine e di sofferenza, dovendosi fare giustizia da sola in quanto abbandonata da tutti. In un presente che non si scolla mai dal passato, i momenti drammatici si alternano a quello propri di un action movie alla stregua di pellicole come “Kill Bill”.
Quello che viene messo sullo schermo non è un bullismo fatto “solo” di insulti verbali e di pestaggi (che sono già tantissimo nell’ambito della violenza fisica e psicologica nei confronti di un qualsiasi essere). Qui si parla proprio di tortura fisica quotidiana della peggiore specie, quella che supera qualsiasi limite e che fa perdere del tutto l’umanità.
Nel ruolo della protagonista, Song Hye-Kyo (“The Grandmaster”), attrice dalla bellezza glaciale anche se perfettamente sconosciuta in Italia, come il resto degli attori d’altronde. Qui perfetta nell’interpretare una donna sensibile che ha sepolto la propria umanità e negato se stessa e la propria femminilità in nome di un ideale. Sua antagonista per eccellenza, Lim Ji-Yeon (lanciata dai film erotici “Obsessed” e “The Treacherous”) insieme a Kim Gun-Woo (già detestabile in titoli come “Fight For My Way”).
Quanto sia apprezzata questa serie è possibile osservarlo già con un’analisi dei riscontri sul web. Gli utenti di Google l’hanno amata per ben il 97%, mentre sui siti aggregatori di recensioni come Rotten Tomatoes abbiamo il 94% di apprezzamento da parte degli utenti, e infine su IMDb un punteggio di 8,1 su 10. Un plebiscito mondiale, a dimostrazione del forte interesse per questa produzione coreana del 2022 che non ha disatteso le aspettative.
Per avere una veloce infarinatura, è il caso di visionare il trailer su Youtube che immediatamente immerge in queste atmosfere cupe e leggere insieme, angoscianti ma raffinate allo stesso tempo. Non a caso, nonostante la storia molto pesante e purtroppo sempre attuale, c’è stata massima attenzione nei confronti dell’impatto estetico e fotografico.
Da notare l’attenzione ai particolari, anche nell’abbigliamento sempre e comunque molto sofisticato.
Sicuramente questa storia di vendetta ossessiva può derivare anche dalla condizione politico-sociale del popolo coreano, la cui storia è costellata di invasioni e tentativi di colonizzazione da parte di Cina, Giappone, America.
E per il popolo la sopportazione è interna ormai al proprio dna come la vendetta divenuta una sorta di desiderio peccaminoso da soddisfare. Nell’universo narrativo coreano ci sono tantissimi personaggi umiliati dai ricchi e potenti che subiscono senza ribellarsi.
E qui troviamo per l’appunto una ragazza, la liceale Moon Dong-eun, lasciata sola dalla sua famiglia e relegata a uno stato di quasi indigenza. A scuola viene presa di mira dal gruppo di bulli capitanato dalla sadica Park Yeon-jin. Allo stesso tempo, l’insegnante che dovrebbe proteggerla insabbia le angherie e la punisce per aver cercato aiuto.
Quando l’infermiera dell’istituto decisa a esporre gli atti di bullismo viene licenziata, Dong-eun capisce che l’unico modo per salvarsi è lasciare la scuola.
Da quel momento il suo scopo diventa vendicarsi dei suoi aguzzini e per farlo, ormai cresciuta, cerca un piano che le consentirà una rivalsa.
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