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Home » Turismo » Italia » Sicilia

Sicilia a fine estate, dove prolungare le vacanze tra isole, spiagge, borghi barocchi e città da scoprire

22 Agosto 2026di Lino Sorrentini
Cala Rossa, Favignana.
Cala Rossa, Favignana. Foto di Dmitrijs Mihejevs da Depositphotos

Agosto spinge quasi inevitabilmente verso le spiagge. Settembre in Sicilia, invece, restituisce l’isola intera. Il mare continua a far parte del viaggio, ma smette di occupare tutto lo spazio: una mattina può cominciare davanti a una cala delle Egadi e finire tra le pietre di Erice, un bagno sulla costa sud-orientale può precedere una sera a Noto, mentre sulla costa orientale basta voltare le spalle all’acqua per ritrovarsi davanti all’Etna.

È questo uno dei motivi per cui la Sicilia può essere una buona idea per chi non è ancora riuscito a partire o vuole aggiungere qualche giorno alle ferie tra fine agosto e le prime settimane di settembre.

Sicilia occidentale tra Erice, Trapani e Marsala

Castello di Venere a Erice
Castello di Venere a Erice- Foto di Lonut David da depositphoto

A occidente il viaggio può cominciare con il mare e ritrovarsi, poche ore dopo, davanti alle mura di un borgo medievale. Erice domina dall’alto la pianura trapanese e il Mediterraneo, con strade lastricate, cortili, chiese e il Castello di Venere affacciato sul paesaggio. Scendendo verso la costa la scena cambia completamente: compaiono le saline, i mulini, la laguna dello Stagnone, Mozia e infine Marsala, città che tiene insieme storia, mare e una delle tradizioni vinicole più conosciute della Sicilia.

Anche la tavola racconta immediatamente dove ci si trova: tra Trapani e Marsala vale la pena cercare il cous cous di pesce, uno dei piatti che meglio raccontano l’incontro mediterraneo tra Sicilia e Nord Africa, mentre a Erice la sosta può chiudersi con i dolci di mandorla della tradizione conventuale.

Cous cous di pesce
Cous cous di pesce – Foto di Antonio Gravante da Depositphoto

Agendaonline.it ha dedicato un itinerario proprio al viaggio da Erice a Marsala, attraverso saline, borghi e Sicilia occidentale.

Favignana, Levanzo e Marettimo, quando l’estate continua sulle Egadi

Da Trapani il viaggio può prendere il mare. Le Isole Egadi sono tre modi differenti di vivere la stessa vacanza. Favignana è la più conosciuta e immediata, quella delle biciclette, delle strade basse e delle cale che interrompono continuamente la costa. Levanzo riduce tutto all’essenziale, mentre Marettimo, più distante, conserva un carattere appartato e montuoso.

A settembre acquistano un significato particolare proprio perché l’arcipelago vive soprattutto attraverso il mare. Cala Rossa, Cala Azzurra e le altre insenature di Favignana appartengono all’immaginario della vacanza siciliana, ma fermarsi qualche giorno consente di scoprire anche la storia delle tonnare, i piccoli porti e quel rapporto antichissimo con la pesca che ha modellato queste isole.

Favignana alle Isole Egadi
Favignana alle Isole Egadi

Non occorre necessariamente costruire un tour frenetico di tutte e tre. Si può scegliere un’isola, rallentare e lasciare alle condizioni del mare la decisione su cosa fare il giorno successivo.

Sulle Egadi il mare entra inevitabilmente anche nel piatto. A Favignana la tradizione della tonnara sopravvive nelle preparazioni a base di tonno rosso, dalla bottarga ai prodotti conservati, memoria gastronomica di un’attività che per secoli ha segnato la vita dell’isola.

Per orientarsi c’è il nostro viaggio tra Favignana, Levanzo e Marettimo, i tre volti delle Isole Egadi.

Palermo e Cefalù, la vacanza che non obbliga a scegliere tra città e spiaggia

Poi esiste una Sicilia in cui la giornata può cominciare davanti a una cattedrale e concludersi con i piedi nella sabbia.

Palermo è probabilmente la destinazione più evidente per chi vuole evitare una vacanza esclusivamente balneare. I mercati, il Palazzo dei Normanni, la Cappella Palatina, il Teatro Massimo, le architetture arabo-normanne e le strade del centro costruiscono da soli un viaggio. Ma poco distante c’è Mondello, e sulla costa settentrionale basta proseguire per raggiungere un’altra delle immagini più riconoscibili dell’isola.

Spiaggia Mondello a Palermo
Spiaggia Mondello a Palermo – Foto di antopuliz da Fotolia

Cefalù mette infatti il mare direttamente davanti al centro storico. La Cattedrale normanna, i vicoli del borgo, il vecchio Lavatoio e la Rocca convivono con una spiaggia che arriva praticamente dentro il paese.

È una combinazione particolarmente interessante quando le ferie vengono spostate verso settembre: non bisogna sperare ogni mattina in una giornata perfetta da ombrellone. Palermo può assorbire facilmente un’intera giornata, mentre Cefalù permette di alternare continuamente passeggiata e mare.

A Palermo il viaggio passa anche dallo street food: pane e panelle, arancine e sfincione appartengono alla quotidianità della città molto più di qualsiasi menu costruito per i turisti. A Cefalù, invece, il pesce torna naturalmente protagonista nelle trattorie del centro e del lungomare.

Dove mangiare a Palermo pane e panelle
Pane e panelle – Foto depositphotos

Per conoscere meglio il capoluogo si può partire dalla nostra guida a Palermo tra monumenti, mercati, cucina e spiagge.

Catania, Etna e Taormina: in poche ore dal mare al vulcano

Sul versante orientale il cambio di scenario è ancora più netto. A Catania l’Etna non è semplicemente una possibile escursione: è una presenza continua. La pietra lavica entra nell’architettura della città, il vulcano compare tra le strade e domina l’orizzonte mentre a poca distanza comincia la costa ionica.

Da qui si può costruire una vacanza che cambia quota quasi ogni giorno. Una mattina sul mare può diventare un pomeriggio verso l’Etna; una giornata cittadina può precedere una tappa a Taormina, dove il Teatro Antico guarda contemporaneamente verso il vulcano e il mare. Poco più sotto ci sono Giardini Naxos e la costa.

L'Etna visto dal teatro greco di Taormina
L’Etna visto dal teatro greco di Taormina – Foto Grey48 / Pixabay
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Settembre rende particolarmente interessante questa alternanza perché le escursioni, le visite e le passeggiate entrano con maggiore naturalezza accanto alle giornate balneari. È uno dei territori siciliani in cui restare fermi nello stesso albergo non significa necessariamente fare sempre la stessa vacanza.

Sul versante orientale basta sedersi a tavola per ritrovare l’Etna anche nella cucina. La pasta alla Norma resta uno dei simboli di Catania, con melanzane, pomodoro, ricotta salata e basilico, mentre salendo verso il vulcano cambiano ingredienti e sapori, con funghi, pistacchi e prodotti delle aree interne.

Nel nostro approfondimento su Catania tra Etna, mare e sapori della Sicilia orientale abbiamo raccontato proprio questa convivenza tra città, vulcano e Mediterraneo.

Val di Noto e Marzamemi, il barocco che arriva quasi fino al mare

Ragusa
Il centro storico di Ragusa – Foto di TooMuchCoffeeMan da Pixabay

Nel sud-est la Sicilia cambia colore. La pietra chiara e dorata delle città barocche accompagna il viaggio tra Noto, Modica, Scicli e Ragusa, mentre spostandosi verso la costa si arriva a Marzamemi, all’area di Vendicari e alle spiagge che guardano verso l’estremità meridionale dell’isola.

È forse uno degli itinerari che meglio esprimono il senso di una vacanza a settembre. Nel pieno dell’estate può essere difficile sottrarre ore al mare per camminare tra chiese, piazze e salite barocche. Quando il viaggio si sposta più avanti nel calendario, invece, un pomeriggio a Noto o una serata a Modica diventano parte naturale della vacanza.

Marzamemi aggiunge un altro ritmo ancora. Le case basse, la vecchia tonnara, Piazza Regina Margherita e il piccolo porto raccontano la memoria marinara di un borgo che negli ultimi anni è diventato una delle immagini più conosciute della Sicilia sud-orientale. Nei dintorni, la Riserva di Vendicari consente di riportare rapidamente il viaggio verso natura e costa.

Nel sud-est la gastronomia cambia ancora registro. A Noto la mandorla entra in granite, dolci e bevande, mentre tra Marzamemi e la costa resta fortissimo il legame con il tonno e con i prodotti delle antiche tonnare. Poco più all’interno, Modica aggiunge il suo celebre cioccolato lavorato a freddo, ormai parte integrante dell’identità della città.

Per costruire il percorso può essere utile il nostro weekend nella Val di Noto tra città barocche, sapori e paesaggi siciliani.

Ragusa Ibla, quando per una sera il mare può aspettare

Alcuni luoghi meritano una deviazione anche quando la vacanza nasce pensando soprattutto alla costa.

Ragusa Ibla è uno di questi. Arrivando dall’alto, il centro storico appare quasi incastrato nel paesaggio, con chiese, palazzi, scalinate e tetti che si sovrappongono sulla collina. La ricostruzione successiva al terremoto del 1693 ha lasciato una delle testimonianze più riconoscibili del barocco siciliano, parte del patrimonio UNESCO della Val di Noto.

Qui la giornata ha bisogno di un passo differente. Si scende verso Piazza Duomo, si raggiunge la Cattedrale di San Giorgio, si attraversano vicoli e terrazze e ci si concede il tempo di aspettare che la pietra cambi colore con la luce della sera.

Non è una parentesi estranea alla vacanza sul mare. È il contrario: racconta perché la Sicilia permette di prolungare l’estate senza avere la sensazione di prolungare semplicemente agosto.

A Ragusa vale la pena cercare la scaccia ragusana, una sfoglia ripiena e ripiegata più volte, preparata con varianti che possono includere pomodoro, cipolla, formaggi o verdure. È uno di quei cibi semplici che raccontano meglio di molti piatti elaborati la cucina domestica della Sicilia sud-orientale.

Abbiamo dedicato un approfondimento a Ragusa Ibla, tra barocco, vicoli e panorami della Sicilia più lenta.

I borghi siciliani, la deviazione che può cambiare il viaggio

La tentazione, guardando una mappa della Sicilia, è tracciare una linea tra le località più famose. Alcune delle giornate migliori possono nascere invece da una deviazione.

Castelmola, sopra Taormina, permette di guardare contemporaneamente verso l’Etna e lo Ionio. Savoca conserva il suo impianto medievale tra colline e mare. Montalbano Elicona porta verso una Sicilia più montuosa, mentre Cefalù, Marzamemi e la stessa Ragusa Ibla dimostrano quanto sia difficile persino stabilire dove finisca il borgo e cominci una destinazione più complessa.

Cefalù
Cefalù Foto di Siggy Nowak da Pixabay

Nei borghi dell’interno la cucina diventa spesso ancora più territoriale: salumi, formaggi, pane, conserve e paste fatte a mano cambiano da paese a paese. A Montalbano Elicona, per esempio, il riferimento naturale è ai prodotti dei Nebrodi, mentre a Castelmola sopravvive la curiosa tradizione del vino alla mandorla.

Nella guida ai borghi della Sicilia tra pietra, panorami sul mare e centri storici abbiamo raccolto alcune delle deviazioni più interessanti da inserire in un viaggio nell’isola.

Approfondimenti: Vacanze in Sicilia tra mare, borghi e luoghi da visitare

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