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Soldi e Morte, Silenzio e Politica: addio ad Elio Graziano

Tutto studiato a tavolino, un progetto preciso, una strage annunciata e voluta.Tutti sapevano e tutti hanno taciuto, a tutti faceva comodo,

 

Scompare Elio Graziano, questo nome forse non dirà nulla alle nuove generazioni, e forse direbbe poco anche alla mia se non avessi, insieme ad un gruppo di persone, amici, e compagni di ventura, realizzato nell’ambito di un progetto nazionale noto come Luoghi Ideali,  uno studio sull’Isochimica e la sua Bonifica.

Elio Graziano era un imprenditore molto noto negli anni ’80, aveva dalla sua la spregiudicatezza tipica di quei tempi e, forti protezioni politiche.

L’uomo delle lenzuola d’oro e del detersivo che tutto sbianca, forse anche le coscienze, l’uomo che decide di dare un’opportunità di lavoro ai giovani di una terra devastata dal terremoto e che tutto doveva ricostruire.

Una scelta consapevole quella di aprire una fabbrica che lavorasse l’amianto in periferia, in quella periferia, lontana da tutto e tutti, quella periferia popolare degli anni ’80 che aveva bisogno e fame.

Una scelta consapevole quella di assumere giovani e non perché fosse giusto, ma perché fosse conveniente, le malattie legate alla lavorazione dell’amianto, arrivano lente, lente a consumare i polmoni e le anime.

Tutto studiato a tavolino, insomma, un progetto preciso, una strage annunciata e voluta.

Ma nessuno vuole pronunciarle queste parole, perché in nome di una morale cristiana, o di una sorta di precisa abitudine storica, ciò che non si pronuncia forse non esiste.

E quindi Elio viene quasi beatificato alla morte, la parola amianto sparisce e tutti lo ricordano come colui che fu patron dell’Avellino del Calcio e della serie A, come colui che generoso arrivava in elicottero , regalando biglietti per lo stadio.

E l’immagine che lo accompagna nel suo ultimo viaggio è quella di lui abbracciato fiero fra qualche giocatore.

Ah il pallone, croce e delizia, di questo poverissimo Paese, che del suo provincialismo, paga le pene tutti i giorni.

E dei trecento lavoratori, e dei cittadini di Borgo Ferrovia, quasi nessuno parla, o forse solo un timido accenno.

Quei giovani a cui hanno rubato l’anima, e che a mani nude scorticavano via l’amianto dalle carrozze dei treni, quei giovani che in quel borgo hanno vissuto accanto ad una bomba ecologica, a cui è stato negato qualsiasi diritto, sembrano essere più un dato statistico, che “storia” di una città, che ha perso la sua battaglia proprio in quei momenti.

Nei momenti in cui ha ceduto tutto alla politica delle clientele, in cui ha barattato tutto, salute, crescita, comunità e senso di appartenenza per qualche biglietto o per un posticino in fabbrica, che è andata incontro alla Morte, le ha spalancato la porta. Morte fisica, civica e sociale.

Tutti sapevano e tutti hanno taciuto, a tutti faceva comodo, e se l’inchiesta non fosse nata altrove probabilmente qui nulla sarebbe accaduto.

Ci sono misteri o segreti che Elio porta via nella tomba? Io non credo, a dirla tutta conosciamo nomi e cognomi e con essi le connivenze, ma continueremo a tacere, perché in fondo qui resta tutto uguale a se stesso, nonostante la Bonifica che pare arriverà presto.

Una bonifica che ahimè non ci restituirà chi è morto per poter garantire a se ed alla propria famiglia una esistenza libera e dignitosa, ma che non ci restituirà un senso della storia e del futuro che presuppone la verità dei fatti e delle cose.

Per dovere di cronaca la Fabbrica fu chiusa, quando proprio non si poteva fare a meno di lasciarla lì, ma Graziano continuò a lavorare amianto per molti anni ancora per conto delle Ferrovie, sotto un’altra ragione sociale nei medesimi luoghi, ma nessuno pare si accorgesse di nulla.

Gli enti preposti hanno poi raccontato un’altra storia, hanno disconosciuto i diritti e le tutele dei lavoratori, ed una legge seria nel nostro Paese è ancora lontana dall’essere una realtà.

Giace, sommerso dalle scartoffie il DDL Casson che potrebbe finalmente dare dignità a tutti quelli che in un modo o nell’altro hanno vissuto a contatto della polvere bianca, ma come sempre la Politica preferisce raccontare barzellette e girare la testa dall’altra parte.

E qui si continua a morire.

Quindi mi perdonerete ma non riesco a provare nessuna pietà per chi ha agito con dolo, coscienza e volontà in questa vicenda.

“Ovunque l’uomo porti il suo lavoro lascia anche un po’ del suo


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