Se ami i crime drama ispirati a storie vere, pieni di tensione, ingegno criminale e colpi di scena, su Netflix troverai una storia che non ti lascerà distogliere lo sguardo.

Una miniserie che racconta l’ascesa di due sorelle spietate che, partendo dalla povertà, costruiscono un impero criminale molto strutturato, mostrando corruzione, ambizione e una violenza glaciale. Perfetta se apprezzi i drammi intensi, i racconti di potere al femminile e i crime ricchi di suspense.

Ti sei mai chiesto come l’avidità e la sete di potere possano trasformare due donne in criminali temuti? Vorresti scoprire fino a dove sono disposte a spingersi per mantenere il controllo?

Lo puoi scoprire se cerchi in streaming su Netflix “Las Muertas”, a livello internazionale conosciuto con il titolo “The Dead Girls”, una serie messicana drammatica, con vene thriller, disponibile su Netflix dal 10 settembre 2025.

Diretti da Luis Estrada e tratti dal romanzo omonimo del 1977 di Jorge Ibargüengoitia, sei episodi di poco più di un’ora l’uno che intrecciano realtà storica e dimensione letteraria, portando sullo schermo una storia che ha segnato la memoria collettiva del Messico.

La narrazione si ispira alla storia vera delle sorelle González Valenzuela, conosciute come Las Poquianchis, che negli anni ’50 e ’60 gestirono una rete di bordelli e furono accusate di numerosi omicidi e abusi.

La trama segue le sorelle Baladro: Serafina (Paulina Gaitán) e Arcángela (Arcelia Ramírez) che, partendo da condizioni di povertà, costruiscono un impero criminale basato sullo sfruttamento e sull’assassinio di giovani donne. Serafina è il volto pubblico, carismatico e manipolativo, mentre Arcángela è la mente fredda e calcolatrice dietro le operazioni.

Il loro dominio è sostenuto dalla complicità delle autorità locali e dalla paura instillata nelle vittime e nella comunità. Il tono della serie è satirico e grottesco, fedele allo stile di Ibargüengoitia, e critica la corruzione e l’impunità del sistema politico messicano.

La messa in scena è curata e atmosferica, girata in location reali tra Guanajuato, Veracruz e San Luis Potosí, restituendo una tensione che non cerca la facile empatia, ma lo sconcerto.

Nonostante la potenza della storia e la qualità della produzione, alcuni critici hanno sottolineato la superficialità nello sviluppo dei personaggi principali, che rimangono bidimensionali e non riescono a trasmettere pienamente la complessità delle figure reali a cui si ispirano. Guardando invece al gradimento sul web, su Rotten Tomatoes è di 100%, mentre su IMDb è di 6,7/10.

Las Muertas” è comunque uno show per la televisione potente e disturbante che affronta temi di sfruttamento, corruzione e violenza con un approccio narrativo audace. Sicuramente apprezzato da chi ama le storie criminali al femminile come “La Reina del Sur” oppure “Griselda”.

Nonostante alcune critiche, dunque, questa nuova produzione su Netflix offre uno spunto di riflessione sulla condizione femminile e sulla complicità istituzionale. Il regista non si limita infatti a raccontare un semplice caso di true crime: in “Las Muertas” la brutalità dei fatti reali si intreccia con un’estetica cinematografica fatta di ombre, silenzi e tensione continua.

Ne deriva in conclusione un dramma potente e inquietante, che invita a riflettere sul potere, sulla violenza e sul ruolo delle donne in un sistema che prima le ha schiacciate come vittime e poi le ha trasformate in carnefici.