Una serie italiana di successo che mescola dramma, indagine e racconto civile. Su Raiplay c’è una fiction in sei episodi  in cui il “mistero” nasce spesso da incidenti e irregolarità legate alla sicurezza sul lavoro.

L’altro ispettore“, questo il titolo, ha per protagonista è Domenico “Mimmo” Dodaro, interpretato da Alessio Vassallo, ispettore del lavoro incorruttibile. Nel cast figurano anche Cesare Bocci, Francesca Inaudi, Silvia Mazzieri, Rosanna Gentili, Massimiliano Galligani, Angelica Tuccini.

Dopo la prematura morte della moglie Laura, Domenico rientra a Lucca, la sua città, con la figlia Mimì. Lì ritrova pezzi di famiglia e soprattutto un’idea molto concreta di missione: migliorare la sicurezza di chi lavora, facendo il proprio mestiere con rigore, anche quando “tocca” interessi e responsabilità scomode.

Il punto interessante è che la serie non si limita al “caso della settimana”: mentre Domenico affronta situazioni complesse legate a cantieri, aziende e dinamiche di sfruttamento, emerge, infatti, anche un lato personale (e doloroso) che lo riporta al passato: la storia di suo padre e un incidente che ha segnato la famiglia. È un intreccio che spinge la narrazione oltre il singolo racconto: l’indagine diventa un modo per fare i conti con ciò che è rimasto irrisolto.

Quello che funziona di questa bella fiction su Raiplay è la scelta del punto di vista: un ispettore del lavoro come protagonista sposta il baricentro del più classico giallo italiano. Non c’è (solo) l’indagine di polizia ma ci sono le zone grigie delle responsabilità, le scorciatoie, la fretta, la catena di errori (o omissioni) che può trasformare una giornata di lavoro in tragedia. E questa cosa, oltre a essere narrativa, è anche molto da servizio pubblico.

La regia di Paola Randi tende a un realismo sobrio: meno effetti, più corpi, ambienti, procedure, dialoghi asciutti. Il ritmo non è da action: è più vicino a un dramma investigativo che vuole farti sentire il peso delle conseguenze. Anche la scelta di Lucca (e della Toscana) come scenario dà un tono diverso: una città bella, ordinata, quasi “quieta”, in contrasto con ciò che ribolle sotto la superficie.

«Non il solito ispettore, non un detective che indaga sul solito omicidio. Ma un ispettore del lavoro, figura che nel mondo delle fiction non era mai riuscita a ritagliarsi un ruolo da protagonista. Questa volta ci riesce» scrive il Corriere della Sera.

In un articolo di Repubblica, l’attore protagonista spiega: «L’ispettore che interpreto è un uomo che vive di domande, non di risposte. La parola chiave della serie è ‘cura’: prendersi cura di qualcuno è un atto rivoluzionario».

La messa in onda su Raiuno della serie tv in sei episodi ha riscosso un ottimo successo in termini di ascolti e di critica. Se ti incuriosisce il genere, oggi Raiplay offre l’occasione di recuperare la visione di un lavoro molto interessante che apre uno squarcio su una tematica, quella della sicurezza sul lavoro, finora affrontata solo saltuariamente.

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