Quando tutto sembra essere perduto, quando intorno a te la speranza sembra persa e il mondo intorno brucia, di guerre, di paure, di ingiustizie, ci può essere sempre qualcuno che cerca comunque di tenere viva la fiducia in qualcosa di più bello.
È quello che accade in questa miniserie Netflix davvero interessante, presente in streaming dal 2020 con i suoi sette episodi di poco meno di un’ora l’uno. È presente da tanto, è vero, ma non tutti la conoscono ed è sicuramente una piacevole scoperta per coloro che amano le visioni brevi ma davvero accattivanti.
A partire dai colori e dai costumi, fino al cast che include attori talentuosi come Jake Picking, Jeremy Pope, Jim Parsons e Patti LuPone, che danno volto a personaggi animati da sogni grandi quanto le insegne luminose di Hollywood Boulevard. Ideata da Ryan Murphy e Ian Brennan, si intitola “Hollywood”, produzione statunitense che rilegge in chiave alternativa l’epoca d’oro del cinema americano durante la Seconda guerra mondiale.
Nonostante valutazioni non altissime sul web, dove osserviamo un 58% su Rotten Tomateos o 7,5 su 10 su IMDb, la sua unicità sta nell’unire in maniera egregia melodramma, ambizione e riflessione sociale in un racconto visivamente sontuoso.
Se sceglierai di seguire questa miniserie, ti troverai a osservare uno spazzo di vita di un gruppo di aspiranti attori e cineasti che cercano di farsi strada nell’industria cinematografica degli anni Quaranta. Giovani, talentuosi e determinati, sono pronti a tutto pur di conquistare un posto sotto i riflettori.
Ma il prezzo del successo, in un sistema dominato da potere, discriminazione e compromessi, può essere altissimo. La serie ama giocare con la storia, immaginando un passato diverso, più inclusivo e coraggioso. Murphy e Brennan costruiscono infatti una narrazione che mette al centro figure marginalizzate, donne, persone nere, membri della comunità LGBTQ+, offrendo loro lo spazio e il riconoscimento che l’industria dell’epoca spesso negava.
Questo titolo che trovi tra le più interessanti miniserie Netflix degli ultimi anni vuole essere un racconto d’epoca, ma soprattutto una riflessione sul potere delle storie e su chi ha il diritto di raccontarle. Attraverso intrighi di studio, relazioni segrete e audaci scelte produttive, la visione mostra quanto il sistema hollywoodiano fosse rigido e quanto fosse rivoluzionario provare a cambiarlo dall’interno.
Visivamente la serie è un omaggio dichiarato al glamour degli anni Quaranta, con costumi impeccabili, scenografie eleganti, luci calde che evocano il fascino intramontabile del grande schermo. Ma sotto la patina scintillante si agitano tensioni profonde dovute a ricatto, omofobia, razzismo, necessità di nascondere la propria identità per sopravvivere.
Il ritmo alterna così momenti di entusiasmo collettivo a cadute dolorose, ricordando che il successo non è mai lineare. Ogni personaggio deve confrontarsi con la domanda fondamentale: fino a che punto è disposto a spingersi per “renderlo grande”? “Hollywood” su Netflix è, in definitiva, una favola adulta che riscrive il passato per interrogare il presente.
Celebra il sogno americano, ma ne mette in discussione tutte le molteplici ombre. E lo fa con lo stile provocatorio e melodrammatico che è diventato la firma di Ryan Murphy, già autore di successi come “Nip&Tuc”, “Glee” o “American Horror Story”. Ti resterà una convinzione nella testa, quella cioè che per cambiare davvero la storia bisogna prima avere il coraggio di immaginarla diversa.
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