Una serie che ti conduce nel cuore di Sorrento passando dalla porta dei sentimenti, delle carte bollate e delle verità rimaste troppo a lungo in sospeso. La Costiera c’è, luminosa e riconoscibile, ma questa produzione tv ambientata nella città di Caruso, ora disponibile su Raiplay, non si ferma al panorama. Usa quel paesaggio familiare per raccontare il ritorno di una donna che ha imparato a mettere ordine nella vita degli altri e che, appena rientra a casa, si accorge di non avere ancora fatto pace con la propria.
“Roberta Valente – Notaio in Sorrento” è una serie italiana diretta da Vincenzo Pirozzi. Protagonista è Maria Vera Ratti, chiamata a interpretare Roberta, giovane notaia brillante, metodica, determinata. Accanto a lei c’è Alessio Lapice, nel ruolo di Stefano, il fidanzato storico che sembra rappresentare la parte più stabile della sua vita.
La serie racconta il ritorno della protagonista nella sua città d’origine dopo la vittoria del concorso notarile: ad attenderla ci sono nuovi casi professionali, le zie che l’hanno cresciuta, un matrimonio da organizzare e scoperte capaci di mettere in discussione certezze costruite con pazienza.
Roberta arriva a Sorrento con l’idea di ricominciare da un punto fermo. Ha studiato, ha lavorato, ha conquistato un ruolo importante. Il notariato, per lei, oltre ad essere una professione prestigiosa è un modo per dare forma al caos. Atti, firme, successioni, volontà da rendere ufficiali: ogni cosa passa attraverso regole, precisione, controllo. E Roberta del controllo ha fatto quasi una corazza.
Il motivo affonda nel passato. Da bambina ha perso i genitori ed è stata cresciuta dalle zie, presenze affettuose ma ingombranti, legate a quel mondo familiare da cui lei si è allontanata per diventare adulta altrove. Il ritorno a Sorrento, allora, è un rientro nei luoghi dell’infanzia, dove ogni strada può riaprire una memoria e ogni rapporto porta con sé qualcosa di non detto.
La trama si muove tra studio notarile e vita privata. I casi che Roberta affronta non restano mai confinati alla dimensione tecnica. Un’eredità, una donazione, un testamento o una contesa familiare diventano occasioni per entrare nelle vite degli altri, spesso nel momento in cui i nodi arrivano al pettine.
Dietro una firma possono esserci un rancore antico, una scelta d’amore, una riparazione tardiva, un segreto custodito per anni. È questo l’aspetto più interessante della serie: il notaio, figura di solito laterale nelle fiction, viene messo al centro del racconto e trasformato in osservatore privilegiato delle fragilità umane.
Nel frattempo Roberta deve fare i conti con Stefano. Alessio Lapice gli dà il volto di un uomo legato a lei da sempre, ma non per questo immune da dubbi e tensioni. Il loro rapporto ha la solidità delle storie lunghe, quelle che sembrano già scritte prima ancora di essere vissute fino in fondo. Eppure proprio il ritorno a Sorrento incrina l’idea di futuro che Roberta aveva costruito.
Attorno alla protagonista si muovono personaggi che allargano il respiro della fiction. Flavia Gatti interpreta Leda Esposito, ragazza dal passato complicato, mentre Erasmo Genzini è Vito, pescatore e tuttofare, legato a una dimensione più istintiva e popolare della storia.
Nel mondo dello studio trovano spazio anche Adriano Pantaleo, Teresa Del Vecchio ed Enzo Casertano, mentre Sebastiano Somma veste i panni di Bernardo Amendola, detto Capasanta, che sposta il racconto da seguire su Raiplay verso zone più misteriose.
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