Se un giorno scoprissi che il male scorre nelle tue vene, che il tuo sangue appartiene a qualcuno che il mondo teme, cosa faresti? Se ti piace il fantasy in streaming c’è questa serie su Netflix che ti trascinerà in quella zona grigia dove il bene e il male si confondono, dove crescere significa scegliere chi essere, anche quando tutto sembra già scritto.
È una storia di ribellione, di potere, ma soprattutto, di libertà. È in sostanza una storia che ti chiede di scegliere chi sei, anche quando il mondo ha già deciso per te.
Disponibile su Netflix dal 28 ottobre 2022, si intitola “The Bastard Son & The Devil Himself”, produzione britannica tratta dalla trilogia di romanzi “Half Bad” di Sally Green.
Creata da Joe Barton, la serie si muove tra magia, violenza e formazione personale, raccontando la storia di Nathan Byrne, figlio del più temuto stregone del mondo, Marcus Edge. Nathan (interpretato da Jay Lycurgo) è un adolescente cresciuto all’interno di un sistema che lo giudica colpevole per la sola eredità di sangue.
È figlio di una strega del sangue cattiva, accusata di omicidi efferati, e di un padre che rappresenta il male assoluto, il Diavolo. Ma il ragazzo non è né completamente buono né malvagio: è solo un essere disperato in cerca di sé stesso, diviso tra due mondi e costretto a capire chi vuole diventare.
Quest’opera per la tv esplora un universo dove i Buoni e i Cattivi non sono solo categorie morali, ma fazioni in guerra da generazioni. I giovani vengono addestrati, controllati, etichettati. Eppure, dietro la struttura fantasy, si cela una potente metafora dell’adolescenza, della diversità e del pregiudizio.
“The Bastard Son & The Devil Himself” si distingue nel panorama delle serie young adult di Netflix per la sua scrittura matura e la regia visivamente audace. L’estetica, firmata da Colm McCarthy (regista di “Peaky Blinders”), combina realismo e suggestioni gotiche: foreste, rituali di sangue, città fredde e imperscrutabili.
L’uso della luce e dei colori, insieme a una colonna sonora elettronica pulsante, crea un’atmosfera ipnotica, a tratti disturbante. Il giovane attore Lycurgo regge con naturalezza un ruolo complesso, dando vita a un protagonista tormentato ma umano, mentre Nadia Parkes (Annalise) e Emilien Vekemans (Gabriel) completano il triangolo narrativo con sfumature di lealtà, desiderio e ambiguità morale.
Il loro rapporto evolve in modo credibile e intenso, lontano dai cliché del genere. Quello che potrebbe facilmente colpire la tua attenzione è il realismo emotivo di questa serie: dietro i poteri magici e le battaglie si nasconde una riflessione sul peso dell’eredità, sulla paura di diventare ciò che si teme e sulla possibilità di cambiare il proprio destino.
La natura di questa serie fantascientifica è oscura, provocatoria, eppure attraversata da momenti di poesia e vulnerabilità. Le sequenze d’azione sono dinamiche e ben coreografate, ma è nei momenti di silenzio — nei dubbi di Nathan, nelle sue scelte impossibili — che la narrazione raggiunge la sua vera forza.
Ti devo dire però che, nonostante il successo di critica e l’interesse del pubblico, la serie è stata cancellata da Netflix dopo la prima stagione, generando proteste e petizioni dei fan. Vediamo infatti che su Google è ben apprezzata con una percentuale del 70%, su Rotten Tomatoes del 94%, mentre su IMDb con un punteggio di 7,5/10.
Quindi ti dovrai “accontentare” delle 8 puntate (circa 45 minuti l’una) disponibili in piattaforma. Si tratta comunque di uno spettacolo ideale se ami i racconti potenti e visivamente magnetici sull’identità e sul coraggio di scegliere chi essere.
E ti colpisce soprattutto se ti senti un outsider, se nella vita ti sei mai sentito giudicato per ciò che sei, e lo fa con un linguaggio visivo e narrativo che mescola rabbia, poesia e magia. Un peccato che la sua corsa si sia interrotta troppo presto, ma come il suo protagonista insegna: il destino non è mai scritto davvero.
