Angelo Vassallo è un pescatore che vive a Pollica, nel cuore del Cilento, un territorio bellissimo e fragile che negli anni inizia ad attirare turismo, interessi economici e attenzioni non sempre limpide. Quando decide di candidarsi a sindaco, lo fa con un’idea semplice e radicale: proteggere il suo paese, difenderne il mare, fermare il degrado amministrativo e tenere lontane le infiltrazioni criminali. Una scelta che lo porterà a scontrarsi con un sistema più grande di lui e che, nella notte del 5 settembre 2010, gli costerà la vita.
Il sindaco pescatore, oggi disponibile su RaiPlay, è un film ispirato a una storia vera ancora senza giustizia. Racconta le ultime ore e gli ultimi anni di impegno civile di Angelo Vassallo, ucciso in un agguato ad Acciaroli, località simbolo del turismo campano, in un delitto che a distanza di anni resta avvolto da ombre, depistaggi e silenzi istituzionali.
La narrazione segue Vassallo nel suo percorso umano e politico: l’elezione a sindaco, la scoperta delle casse comunali dissestate, la lotta contro appalti truccati, abusivismo e malcostume diffuso. Ma soprattutto la battaglia più difficile, quella contro la presenza sempre più evidente della criminalità organizzata, che individua proprio nel porto di Acciaroli uno snodo strategico per il traffico di droga. Un conflitto impari, condotto con ostinazione e senso dello Stato, che trasforma un uomo qualunque in un simbolo di legalità.
A distanza di 16 anni, l’omicidio resta uno dei casi di cronaca nera più dolorosamente irrisolti della storia recente italiana. Le indagini, nel tempo, hanno attraversato fasi alterne: riaperture, nuovi filoni investigativi, ipotesi che hanno acceso speranze e poi riportato tutto in una zona d’ombra.
Sono emersi elementi, testimonianze e ricostruzioni che hanno contribuito a rendere il quadro più complesso, senza però arrivare a una verità giudiziaria definitiva. Un procedere a strappi, segnato da silenzi, attese e passaggi ancora poco chiari, che continua a lasciare aperta una ferita profonda non solo nella comunità coinvolta, ma anche nella coscienza civile del Paese. Proprio questa assenza di risposte rende la vicenda ancora attuale e spiega perché, a distanza di tempo, continui a interrogare e inquietare.
Il film, diretto da Maurizio Zaccaro e ispirato al libro di Dario Vassallo e Nello Governato, sceglie un registro sobrio e rispettoso. Non indulge nel sensazionalismo, ma ricostruisce con attenzione il contesto umano, sociale e territoriale in cui la vicenda si è consumata, restituendo il ritratto di un sindaco “anomalo”: lontano dai partiti, radicato nella sua comunità, incapace di scendere a compromessi.
Al centro del racconto c’è l’interpretazione intensa di Sergio Castellitto, che dà volto e voce a un uomo guidato da una visione etica prima ancora che politica. Al suo fianco, nel ruolo del segretario comunale Gerardo Spira, un misurato e profondo Renato Carpentieri, mentre il cast si completa con Anna Ferruzzo e Fabrizio Contri.
Andato in onda per la prima volta su Rai Uno l’8 febbraio 2016, Il sindaco pescatore fu seguito da oltre sette milioni di spettatori, segno di quanto questa storia abbia colpito l’opinione pubblica.
Rivederlo oggi su RaiPlay significa tornare su un caso di cronaca che non ha ancora trovato una risposta definitiva, ma anche riscoprire il ritratto di un uomo che ha scelto di difendere il proprio territorio fino all’ultimo. Un film civile, necessario, che non chiude le ferite ma le mantiene visibili, perché la memoria resti viva.
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