C’è un filo sottile che lega i grandi thriller alle saghe familiari più potenti: l’impossibilità di fuggire dal proprio passato. In queste serie non ci sono supereroi né effetti speciali spettacolari, ma uomini e donne intrappolati nelle scelte, negli errori, nei segreti che ritornano.

E su Netflix troviamo tre titoli diversi per stile e ambientazione, ma uniti da un comune denominatore: l’intensità. Tre produzioni che meritano ancora oggi una visione, perché raccontano le fragilità umane con un respiro narrativo capace di trasformare il piccolo schermo in grande cinema. 3 serie che, tra dramma e thriller, hanno segnato la serialità di questi anni.

Bloodline: la famiglia come labirinto

Correva il 2015 quando Netflix lanciò Bloodline, serie ideata da Todd A. Kessler, Glenn Kessler e Daniel Zelman, prodotta da Sony Pictures Television e ambientata nelle torride Florida Keys. Un cast guidato da Kyle Chandler (premiato con l’Emmy), affiancato da Ben Mendelsohn, Linda Cardellini e Norbert Leo Butz, dà vita a una saga familiare dai toni noir.

Bloodline su Netflix, una bella serie thriller
Bloodline su Netflix, una bella serie thriller

Qui la famiglia Rayburn, rispettata proprietaria di un resort di lusso, vede incrinarsi la propria immagine durante i festeggiamenti per l’anniversario del locale. Il ritorno del figlio maggiore Danny, “pecora nera” e custode di segreti inconfessabili, scatena una spirale di bugie e rancori.

La particolarità di Bloodline è la struttura narrativa non lineare, fatta di continui flashback e flashforward, che tengono lo spettatore in bilico tra ciò che è stato e ciò che sarà. Un espediente che amplifica la tensione, trasformando la serie in un puzzle psicologico in cui ogni tessera aggiunge inquietudine.

The Crown: la monarchia come tragedia moderna

Di tutt’altra natura ma con simile forza drammatica è The Crown, creata da Peter Morgan per Netflix, prodotta da Left Bank Pictures e Sony Pictures Television. Iniziata nel 2016, si è conclusa nel 2023 con la sesta stagione, ripercorrendo quasi un secolo di storia della monarchia britannica attraverso lo sguardo della regina Elisabetta II.

Il punto di forza è il cast “a staffetta”: Claire Foy e Matt Smith nelle prime due stagioni, Olivia Colman e Tobias Menzies nelle successive, fino a Imelda Staunton e Jonathan Pryce negli ultimi capitoli. Accanto a loro, interpreti premiatissimi come Helena Bonham Carter, Josh O’Connor, Emma Corrin, Elizabeth Debicki e Dominic West.

Claire Foy in The Crown su Netflix
Claire Foy in The Crown su Netflix

The Crown è una vera lezione di regia, fotografia e scrittura, capace di intrecciare vicende intime e tensioni geopolitiche: dalle crisi matrimoniali di Carlo e Diana fino agli scandali più recenti che hanno travolto i Windsor. Le ultime stagioni hanno raccontato momenti delicati, come la morte di Lady Diana o le vicende di William e Kate, chiudendo il cerchio con l’ombra di un futuro ancora incerto per la corona.

La critica internazionale l’ha consacrata tra le migliori serie del XXI secolo: BBC l’ha inserita al 16° posto della sua classifica, mentre gli Emmy Awards e i Golden Globe hanno premiato ripetutamente il cast. Una saga che, al di là delle inesattezze storiche, ha avuto la forza di rendere la monarchia una tragedia shakespeariana moderna.

Ozark: il prezzo del denaro sporco

Se Bloodline e The Crown raccontano famiglie rispettabili messe a nudo, Ozark porta il dramma al confine con il thriller criminale. Creata da Bill Dubuque e Mark Williams per Netflix e prodotta da MRC Television, è uscita nel 2017 e si è conclusa nel 2022 dopo quattro stagioni (l’ultima divisa in due parti).

Serie tv Thriller da vedere su Netflix
Ozark Serie tv Thriller su Netflix

Il protagonista è Jason Bateman, nei panni del consulente finanziario Marty Byrde, che insieme alla moglie Wendy (Laura Linney) e ai figli si trasferisce dalle comodità di Chicago alle isolate terre del Missouri per riciclare denaro per un cartello messicano. Una discesa agli inferi che mette alla prova i legami familiari, tra minacce esterne e tradimenti interni.

Il volto rivelazione è quello di Julia Garner, tre volte vincitrice dell’Emmy per l’interpretazione di Ruth Langmore, personaggio che da sola incarna la rabbia e la fragilità dell’America marginale.

Ozark ha convinto critica e pubblico per l’uso della fotografia cupa, i toni blu e grigi che rendono tangibile il senso di oppressione, e per un intreccio che cresce di intensità stagione dopo stagione. Un titolo che ha trovato paragoni con Breaking Bad, pur mantenendo un’identità autonoma e originale.

Tre serie, tre modi diversi di raccontare il buio

Cosa unisce quindi Bloodline, The Crown e Ozark? Il nucleo familiare, fragile e potente al tempo stesso. Che sia la rispettabilità da difendere, la corona da onorare o il denaro da riciclare, la famiglia diventa un terreno minato.

Netflix, in questo senso, ha offerto tre interpretazioni complementari: il noir psicologico, la tragedia storica e il thriller criminale. Serie che non hanno solo intrattenuto, ma hanno anche interrogato lo spettatore sul peso delle scelte, sull’eredità del passato e sulla sottile linea che separa amore e tradimento.

Vale la pena (ri)scoprirle: perché quando la televisione riesce a farsi letteratura visiva, non importa che siano passati anni, l’impatto resta intatto.