Se potessi cambiare un singolo istante del passato, lo faresti sapendo che ogni scelta potrebbe trasformare la tua vita oppure avresti timore di stravolgere troppo le certezze acquisite?
Penso che questo interrogativo solletichi la curiosità di molti e ognuno almeno una volta nella vita si sarà posto questa domanda che, nella realtà dei fatti, trascende il fantascientifico. Se anche tu hai mai riflettuto su quanto potrebbe cambiare la tua vita con una sola scelta diversa, un solo gesto, un solo istante, allora troverai qualche risposta in questo film su Netflix a metà tra thriller e dramma fantastico.
Il suo titolo è “Durante la tormenta” (“Mirage”), distribuito in streaming dal 22 marzo 2019, diretto da Oriol Paulo (già apprezzatissimo con “Ultima notte a Tremor” o “Quando Dio imparò a scrivere“) con nomi importanti del panorama iberico come Adriana Ugarte, Javier Gutiérrez di “Dov’è la tua casa“, Alvaro Morte di “Il molo rosso“, e Nora Navas.
Questo film ti trascina nel bivio invisibile dove il destino si piega e riscrive il tuo mondo senza chiedere permesso, lasciandoti sospeso tra ciò che eri e ciò che potresti diventare.
Valutato positivamente su Google con una percentuale di 76%, su Rotten Tomatoes con un 72% e su IMDb con 7,4/10, è un thriller avvolto da un’atmosfera magnetica che intreccia mistero, emozione e un tocco di fantascienza.
La storia prende il via quando una violenta tempesta elettrica crea una frattura nel tempo, permettendo a una donna del presente di comunicare con un bambino vissuto venticinque anni prima. Quel gesto, apparentemente innocuo, innesca un effetto domino che stravolge completamente la sua realtà.
La vicenda infatti parte dal passato, dal 9 novembre 1980, quanto un ragazzino registra sé stesso mentre suona la chitarra e, a causa di un lampo che illumina la finestra, assiste a una scena inquietante nella casa del vicino.
Spinto da paura e curiosità, il bambino entra nell’abitazione per capire cosa sia successo e trova la moglie dell’uomo senza vita. Scoperto dal padrone di casa, tenta di fuggire, ma nella corsa disperata viene travolto da un’auto, perdendo la vita sul colpo.
Venticinque anni più tardi, il 9 novembre 2014, l’infermiera Vera Roy si appresta a celebrare un nuovo inizio: una casa appena acquistata, una cena con il marito, la figlia e un gruppo di amici. Durante la serata scopre che l’abitazione apparteneva alla famiglia di quel bambino.
Quando la festa finisce, Vera ritrova in casa la vecchia televisione e la videocamera che Nico usava la notte della tempesta, poche ore prima del tragico incidente. In quel momento, qualcosa si spezza: un cortocircuito tra passato e presente travolge la donna, che perde conoscenza. Al suo risveglio nulla è più come prima. Non è più nel 2014, ma nel 9 novembre 1980, e la tempesta che cambierà tutto sta per arrivare.
Grande merito va agli interpreti, capaci di incarnare con intensità le fragilità e le paure dei loro personaggi. Questo film spagnolo su Netflix esplora infatti con intensità come una variazione temporale possa riscrivere destini, relazioni e memorie, portando alla luce verità che sembravano sepolte per sempre.
Troverai una storia a metà tra la tensione del thriller e il peso emotivo di una scelta che può cambiare tutto. Ogni scena è costruita per farti dubitare, per spingerti a cercare collegamenti nascosti e a chiederti cosa avresti fatto tu davanti alla possibilità di riscrivere una vita intera.
“Durante la tormenta” è un racconto che scava nelle conseguenze inattese delle tue azioni e nella forza misteriosa dei legami umani. Un film che ti rimane addosso, perché riesce a parlare anche di te, delle tue “sliding doors” e di quelle domande che restano sospese, proprio come il tempo durante una tempesta.
Con abilità, questo thriller su Netflix non vuole rappresentare solo un mistero da risolvere, come nella migliore tradizione dei titoli del genere. Ma vuole essere qualcosa in più, ovvero una riflessione avvolgente su ciò che tu sei, che tutti siamo, e su ciò che potremmo diventare, se il tempo decidesse di darci un’altra possibilità.
