Scopri la recensione e guarda il trailer di “Don’t worry Darling” un thriller su Netflix, ambientato negli anni 50. Un film distopico tra realtà e fantascienza.

Su Netflix c’è un fanta-thriller ambientato negli anni Cinquanta con protagonista la star britannica Harry Styles, apprezzatissimo per le sue hit musicali (membro più giovane degli One Direction) e questa volta anche per le sue doti attoriali. Pubblicato nel 2022, è diretto da Olivia Wilde (conosciuta per i suoi ruoli in pellicole come “Third Person“, “La ragazza della porta accanto”, “Alpha dog” ” e qui alla sua seconda esperienza di direzione) e prodotto da New Line Productions e Vertigo Entertainment, nonché distribuito dalla Warner Bros.

Il titolo da cercare su Netflix è “Don’t worry Darling”, presentato fuori concorso alla 79esima Mostra del Cinema di Venezia. Saltando in maniera magistrale tra richiami pop, genere distopico e fantascienza, ha come interpreti due nomi amati dal grande pubblico (oltre a Styles, c’è Florence PughLady McBeth”, “Piccole donne”).

Già dal trailer, disponibile anche su YouTube, è chiaro che non mancheranno diversi colpi di scena, così come il titolo che ha chiaramente ispirato questo film disponibile in streaming, ovvero “Le mogli di Stepford”. Come, allo stesso tempo, non mancano riferimenti ad alcuni elementi di un altro titolo famosissimo, ovvero “The Truman Show”.

A livello di gradimento di pubblico sul Web, gli utenti di Google lo hanno gradito per il 62%, mentre sull’aggregatore di recensioni Rotten Tomatoes è di 38% l’indice di valutazioni positive (74% come audience score), mentre su IMDb un 6,3 su 10.

Quello che risalta subito all’occhio a livello stilistico sono i valori glamour e modaiolo che questo film trasferisce nello spettatore. E’ forse quella la dimensione che piace di più, circondandolo di una certa aura di fascino senza tempo, complice anche l’ambientazione degli anni Cinquanta e il carisma degli attori.

Il mondo di “Don’t worry Darling” è un piccolo universo che promette eterna felicità; l’esperimento sociale di cui si parla (il Victory project) vuole rappresentare la promessa utopistica di quello stato di benessere assoluto che in realtà altro non si rivela che ingannevole e irraggiungibile.

Non a caso sono gli anni del boom economico, del positivismo che promette di realizzare ogni sogno.

Ma quello del film è un sogno che si trasforma in un incubo. E tutti i canonici modelli di perfezione che sono espressi nella pellicola diventeranno ben presto solo un segnale della inquietante verità nascosta.

La trama di questo thriller fantastico su Netflix vede al centro una comunità ideale, chiamata Victory, ovvero una città aziendale e sperimentale in cui vivono gli uomini che lavorano al progetto top-secret Victory insieme alle loro famiglie.

Questa idea appartiene alla mente del magnate e guru Frank. Le giornate lì scorrono ogni giorno alla stessa maniera e assolutamente serene e spensierate.

Mentre i mariti trascorrono le loro giornate all’interno del quartier generale del Victory Project, le loro mogli possono rilassarsi e dedicarsi al benessere e alla vita sociale più comoda.

La vita è perfetta: ogni genere di bisogno soddisfatto. Ma arriva il giorno in cui iniziano ad apparire delle crepe in quella vita idilliaca, e forse la verità inizierà a mostrare il suo lato più sinistro e nascosto.

Un interrogativo inizia a rimbombare nella testa di una delle donne, Alice: ma cosa ci stanno facendo a Victory? Di cosa si tratta realmente? E il vuoto esistenziale inizierà a farsi evidente.

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