Se ti affascinano le storie su Netflix nelle quali non si corre, non si spara quasi mai, ma si osserva, si provoca, si seduce, ecco un thriller romantico di qualche anno fa tutto da riscoprire. È una partita a scacchi giocata con il sorriso sulle labbra e un bicchiere di champagne in mano.
È una pellicola remake dell’omonimo film del 1968 con Steve McQueen che vede centrali i ruoli di un affascinante Pierce Brosnan e della magnetica Rene Russo.
Diretto nel 1999 da John McTiernan, si intitola ‘Gioco a due’ (‘The Thomas Crown Affair’), prodotto da Metro-Goldwyn-Maye e United Artists, e apprezzatissimo per la colonna sonora firmata da Bill Conti e che include in particolare il brano ‘Sinnerman’ di Nina Simone.
Protagonisti sono un miliardario annoiato che trova nell’arte del furto un diversivo raffinato, e una magnetica investigatrice assicurativa decisa a smascherarlo. La trama sembra semplice, ma solo in apparenza.
Tutto ha inizio con un prezioso dipinto che viene sottratto a un museo di New York con un colpo studiato nei minimi dettagli. Tutti gli indizi conducono a Thomas Crown, ma dimostrare la sua colpevolezza è un’altra storia. A entrare in scena è Catherine Banning, incaricata di recuperare l’opera e disposta a tutto pur di vincere la sfida.
Al centro di questa storia piena di suspense c’è soprattutto il duello psicologico tra i due protagonisti. Ogni dialogo è una schermaglia, ogni incontro un tentativo di sbilanciare l’altro. McTiernan costruisce la tensione attraverso silenzi, sguardi e una regia che privilegia l’eleganza rispetto all’azione. Il risultato è un thriller sofisticato che si nutre di atmosfera più che di colpi di scena.
Pierce Brosnan, reduce dal successo come James Bond, trova qui un ruolo perfetto per il suo charme misurato: il suo Thomas Crown è ironico, sicuro di sé, mai sopra le righe. Non è un criminale disperato, ma un uomo che ruba per il gusto della sfida, per dimostrare a se stesso di essere sempre un passo avanti.
Dall’altra parte, Rene Russo offre un’interpretazione intensa e sensuale, lontana dallo stereotipo della femme fatale. La sua Catherine è intelligente, autonoma, capace di tenere testa a Crown sullo stesso terreno. Degna di nota la presenza di Faye Dunaway, che da protagonista femminile della prima esaltante versione degli anni Sessanta, qui si presta a recitare il piccolo ruolo di una psichiatra.
Questo thriller su Netflix – con una valutazione di 77% su Google, di 69% su Rotten Tomatoes e di 6,9 su IMDb – è un film che respira lusso. Gli interni sofisticati, le opere d’arte, i panorami urbani newyorkesi contribuiscono a creare un mondo patinato ma non freddo.
A tanti anni dalla sua uscita, ‘Gioco a due’ che Netflix ti ripropone in visione, ideale per essere rivisto o scoperto da un pubblico più giovane, conserva intatto il fascino dell’originale. Contro lo stereotipo del thriller tradizionale ad alta tensione e di un romance tradizionale, resta una visione ibrida ed elegante che trova la sua forza nel carisma dei protagonisti e nella chimica tra loro.
È cinema d’intrattenimento adulto, che punta sul piacere della messa in scena più che sull’effetto shock. Alla fine, la vera domanda non è chi vincerà la partita, ma se esista davvero un vincitore quando il gioco diventa sentimento. E forse è proprio questa ambiguità a rendere ancora oggi così attuale questo titolo per i malinconici di un tipo di cinema di qualità e d’autore.
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