Scopri la recensione di Inside Man una miniserie su Netflix: un crime drama che ha conquistato il pubblico dello streaming.

Per chi ama cercare miniserie interessanti su Netflix, ecco che c’è un titolo ideale per gli amanti delle storie a metà tra il thriller e il criminale. È stata pubblicata in piattaforma nel 2022, ideata da Steven Moffat e diretta da Paul McGuigan (“Push”, “Victor – La storia segreta del dottor Frankenstein”), e distribuita per prima dalla BBC One.

Si intitola “Inside Man”, con protagonisti gli attori, perfettamente aderenti ai loro personaggi: Stanley Tucci (“Amabili resti”, “Il diavolo veste Prada”, “Il caso Spotlight”), David Tennant (“Doctor Who”, “Harry Potter e il calice di fuoco”) e Dolly Wells (“Il diario di Bridget Jones”). Questa produzione seriale in streaming si compone di soli 4 episodi di 60 minuti di durata l’uno, risultando dunque ideale per chiunque gradisce uno spettacolo che si possa gustare in poco tempo e che scorra veloce come fosse un film lungo.

La percentuale di utenti di Google a cui è piaciuto questa miniserie che Netflix mette a disposizione è pari al 83%, mentre sul sito aggregatore di recensioni Rotten Tomatoes ha un audience score dell’67% e infine il punteggio su IMDb è 6,6 su 10.

Guardando il trailer su Youtube si può capire molto del tenore della storia e delle ambientazioni, che risultano per lo più cupe e legate ai claustrofobici spazi delle prigioni.

Non mancano la suspense e un’atmosfera che mescola al meglio il valore psicologico dei personaggi alle raccapriccianti scoperte. Infatti quando si parla di “Inside Man” si fa riferimento a un thriller dagli elevati risvolti psicologici, ma anche a un melodramma assurdo che presenta tratti estremamente grotteschi. La miniserie è composta da quattro episodi senza un vero e proprio protagonista, ma con diversi personaggi, ognuno dei quali avente una propria esperienza di vita che si intreccerà con le altre, in un aggrovigliato iter narrativo.

Gli elementi principali sono il crimine, la colpa, l’espiazione e il sacrificio, soprattutto seguendo le storie parallele di due dei protagonisti principali, il pastore e il criminologo assassino. Entrambi vivono, ma in maniera differente, il senso di colpa che li pervade.

Questa produzione su Netflix viene diffusamente riconosciuta come una serie di qualità, non solo dal punto di vista narrativo, ma anche della regia, dell’uso della colonna sonora e di un montaggio tipicamente cinematografico. Lo spettatore avrà davanti a sé personaggi alle prese con i conflitti interiori, bene evidenziati dall’uso dei mezzi tecnici della camera.

La trama, nonostante la brevità, dimostra cosa accadrebbe se un uomo tranquillo si trovasse a prendere una serie di decisioni sbagliate l’una dopo l’altra. È quanto accade al reverendo Harry Watling che, a causa di un equivoco, si ritrova a essere accusato di possesso di materiale pedopornografico dall’insegnante di ripetizioni di matematica del figlio. Questa originaria incomprensione darà il via a un crescendo di violenza che porterà i personaggi in situazioni molto pericolose.

Allo stesso tempo si svolgono le vicende di Jefferson Grieff, professore di criminologia chiuso nelle carceri dell’Arizona per il tremendo omicidio della moglie. Quest’ultimo è ormai un nome noto nel settore, e viene spesso consultato per i casi più insoliti, che poi deciderà se accettare o meno seguendo un suo personale codice morale. Infine c’è Beth Davenport, una reporter in cerca di notizie. In un aggrovigliato intreccio di casi criminali e di vicende personali, una storia che lascerà con il fiato sospeso e appassionerà lo spettatore.

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