Ventisette abiti da damigella, decine di matrimoni organizzati alla perfezione e una sola domanda rimasta in sospeso: cosa succede quando una donna smette di vivere la storia d’amore degli altri e prova finalmente a scrivere la propria?
Ecco una commedia spassosa e molto spensierata su Netflix che trasforma la leggerezza del genere romantico in un racconto ironico e malinconico sull’identità, sulle aspettative e sulla difficoltà di mettere sé stessi al primo posto. Dietro i sorrisi impeccabili della protagonista Jane Nichols si nasconde infatti una donna fragile e autentica, intrappolata nel bisogno di essere sempre indispensabile.
Stiamo parlando di “27 volte in bianco” (“27 Dresses”), pellicola del 2008 prodotta da Fox 2000 Pictures, diretta da Anne Fletcher e scritta da Aline Brosh McKenna, già autrice del successo “Il diavolo veste Prada”. Protagonista del film è Katherine Heigl, in una commedia che utilizza il tono leggero del genere romantico per raccontare il bisogno di smettere di vivere sempre per gli altri.
La sua Jane è una donna gentile, organizzata e costantemente disponibile. Nel corso della sua vita è stata damigella d’onore ben ventisette volte, diventando il punto di riferimento perfetto per i matrimoni degli altri. Dietro questa apparente efficienza si nasconde però una donna che ha imparato a mettere da parte i propri desideri pur di rendere felici le persone che ama.
La situazione si complica quando sua sorella minore Tess, con il volto di Malin Åkerman, torna in città e conquista immediatamente George, interpretato da Edward Fitzgerald Burns, il capo di Jane, di cui lei è segretamente innamorata da tempo. Nel giro di pochi giorni la donna si ritrova così costretta a organizzare proprio il matrimonio tra l’uomo che ama e sua sorella, reprimendo i propri sentimenti.
Nel frattempo entra in scena Kevin Doyle, un intrigante James Marsden, un giornalista cinico e disilluso che vede nella storia di Jane l’occasione perfetta per scrivere un articolo di successo. Tra battibecchi, incomprensioni e momenti romantici, il rapporto tra i due si trasforma lentamente, portando Jane a mettere in discussione il ruolo che ha sempre avuto nella vita degli altri e a capire cosa desidera davvero per sé stessa.
Il film costruisce il proprio racconto attorno a questa contraddizione. Jane vive immersa nelle storie romantiche altrui, ma sembra incapace di costruire davvero la propria. L’arrivo di Kevin, giornalista cinico e disilluso, rompe gradualmente il fragile equilibrio della protagonista. Attraverso il loro rapporto, la commedia affronta il tema dell’identità personale e della necessità di uscire da ruoli imposti.
Uno degli elementi più riusciti del film è proprio il personaggio della protagonista. La Heigl, già apprezzata in titoli come “L’estate in cui imparammo a volare“, interpreta una figura empatica e vulnerabile, lontana dalle classiche figure femminili perfette delle romantic comedy più patinate. Jane è una donna che teme il conflitto e cerca continuamente approvazione, anche a costo di annullarsi.
Avvertirai un ritmo leggero e dinamico guardando questo film su Netflix, nonostante qualche prevedibilità narrativa. Tuttavia, il film riesce comunque a mantenere una certa freschezza grazie al carisma dei personaggi e ai dialoghi leggeri. Ideale se cerchi una romantica piacevole e rassicurante, un film che, dietro il tono leggero e le atmosfere da wedding movie, racconta il percorso di una donna che prova finalmente a scegliere sé stessa.
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