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Home » Stasera in TV » Netflix » Film

Su Netflix i film che mostrano quanto sia difficile restare vicini quando il tempo cambia ogni cosa

1 Agosto 2026di Lino Sorrentini
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Toni Collette e Cameron Diaz
Toni Collette e Cameron Diaz

Il tempo non sistema automaticamente i rapporti. Può calmare una lite, allontanare il ricordo di una frase sbagliata e rendere meno urgente una spiegazione. Ma ciò che non viene affrontato resta dentro le famiglie e le amicizie, pronto a riemergere quando una persona torna, una verità viene scoperta o la vita cambia improvvisamente direzione.

Tre film drammatici disponibili su Netflix raccontano legami molto diversi, uniti dalla stessa domanda: quanto conosciamo davvero le persone che amiamo? Due sorelle che hanno imparato a ferirsi, tre amiche divise da un vecchio rancore e una famiglia costretta a convivere con la perdita della memoria mostrano che l’affetto, da solo, non risolve tutto. Servono parole, pazienza e talvolta il coraggio di accettare che niente potrà tornare esattamente come prima.

In “In Her Shoes – Se fossi lei” il conflitto nasce tra Maggie e Rose, due sorelle che sembrano avere in comune soltanto il numero di scarpe. Cameron Diaz interpreta Maggie, impulsiva, disordinata e abituata a cavarsela grazie al proprio fascino. Toni Collette è Rose, un’avvocata responsabile che tiene ogni cosa sotto controllo, compresi desideri e insicurezze.

La loro rivalità non dipende soltanto dalle differenze di carattere. Entrambe sono cresciute con ferite mai chiarite e hanno imparato a guardarsi attraverso il confronto. Rose invidia la leggerezza della sorella; Maggie vive la sicurezza di Rose come la prova di non essere mai abbastanza. Quando un tradimento rompe il fragile equilibrio, la distanza sembra definitiva.

Il film di Curtis Hanson, tratto dal romanzo di Jennifer Weiner, cambia tono con l’arrivo di Ella, la nonna interpretata da Shirley MacLaine. La sua casa in Florida non è un rifugio miracoloso, ma un luogo in cui Maggie comincia a scoprire capacità che nessuno, lei per prima, le aveva riconosciuto. Anche Rose deve smettere di identificarsi soltanto con la parte affidabile della famiglia. Per ritrovarsi, le due sorelle devono prima rinunciare ai ruoli che si sono assegnate per anni.

I ruoli e i vecchi rancori pesano anche in “Lasciali parlare”, ma questa volta il confronto avviene in mezzo all’Atlantico. Alice Hughes, celebre scrittrice interpretata da Meryl Streep, deve raggiungere l’Inghilterra per ricevere un premio. Sceglie una traversata in nave e invita due amiche che non frequenta più davvero.

Roberta e Susan, interpretate da Candice Bergen e Dianne Wiest, salgono a bordo portando con sé ricordi molto diversi della stessa amicizia. Una delle due è convinta che Alice abbia utilizzato la sua vita privata per costruire un romanzo di successo. L’altra prova a mantenere la pace, mentre il nipote della scrittrice, interpretato da Lucas Hedges, osserva conversazioni nelle quali ciò che conta viene quasi sempre detto a metà.

Steven Soderbergh trasforma la nave in uno spazio elegante dal quale è difficile fuggire. Le giornate scorrono tra pranzi, passeggiate e incontri apparentemente tranquilli, ma sotto la superficie restano gelosia, delusione e bisogno di essere finalmente ascoltate. La traversata non cancella il passato e non garantisce una riconciliazione. Offre però alle protagoniste l’occasione di capire quanto possa costare lasciare che un rancore diventi l’unico ricordo di un’amicizia.

In “Per Te” il tempo assume invece un significato più doloroso. Paolo, interpretato da Edoardo Leo, è ancora giovane quando scopre di avere l’Alzheimer precoce. La malattia entra nella sua famiglia senza rumore e modifica poco alla volta abitudini, responsabilità e rapporti.

La moglie Michela, a cui dà volto Teresa Saponangelo, prova a tenere insieme la quotidianità mentre il figlio Mattia comprende che il padre avrà sempre più bisogno di lui. Il giovane Javier Francesco Leoni interpreta il bambino senza trasformarlo in un piccolo eroe perfetto: resta un figlio spaventato, costretto a crescere mentre cerca di conservare il legame più importante della sua vita.

Diretto da Alessandro Aronadio e ispirato a una storia vera, il film non cerca continuamente la scena costruita per commuovere. Osserva i piccoli gesti, le dimenticanze e i momenti in cui i ruoli si capovolgono. Paolo perde progressivamente i suoi punti di riferimento; Mattia impara a diventare per lui una presenza riconoscibile. Quando la memoria comincia a lasciare spazi vuoti, il bambino resta accanto al padre e prova a riempirli con la voce, la pazienza e le cose vissute insieme.

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