Scopri la recensione di “The Social Network”, un film su Netflix che descrive nei dettagli la nascita di Facebook, uno dei fenomeni più potenti dei nostri tempi.
Un film del 2010 che rappresenta un titolo iconico è disponibile su Netflix per tutti gli amanti delle produzioni che vantano grandi nomi. Con la sceneggiatura di Aaron Sorkin (“Codice d’onore”, “The West Wing”) e la regia di David Fincher (“Zodiac”, “Il curioso caso di Benjamin Button”), una pellicola dal titolo importante e che è sempre bello rivedere e sicuramente interessante per coloro che non l’hanno mai vista.
Analizza uno dei fenomeni più potenti del Millennio con uno stile che mescola il neo-thriller con la ricostruzione storica di un evento che ha cambiato per sempre il modo di vedere e di vivere il mondo circostante contro ogni ostacolo fisico, territoriale e temporale.
Parliamo di “The Social Network”, un capolavoro nel suo genere che ha vinto 4 Golden Globe, ha ottenuto 8 candidature agli Oscar vincendone 3, oltre a innumerevoli candidature e vittorie a tutti gli altri premi più prestigiosi al mondo.
Con la produzione esecutiva di Kevin Spacey, la coproduzione della Columbia Pictures e la distribuzione italiana della Sony Pictures Entertainment Italia, rappresenta l’adattamento per il cinema del libro “Miliardari per caso – L’invenzione di Facebook, una storia di soldi, sesso, genio e tradimento” di Ben Mezrich.
timberTutti questi grandi nomi sono accompagnati da quelli degli attori giovani ma molto conosciuti al grande pubblico. Nel ruolo del protagonista un convincente Jesse Eisenberg (“Il calamaro e la balena”, “Adventureland”), e poi Andrew Garfield (“Leoni per agnelli”, “The Amazing Spider Man”), Brenda Song (stella di Disney Channel) e la partecipazione straordinaria della star del pop mondiale Justin Timberlake.
A livello di accoglienza da parte del pubblico mondiale, questo film che ora Netflix propone in visione ha fatto il botto. Nel weekend di apertura negli Stati Uniti ha incassato ben 22.445.653 dollari, classificandosi al primo posto per il fine settimana, per un totale di 221,071,249 nel mondo.
Dal punto di vista del Web, questa pellicola ha un indice di gradimento su Google pari all’83%, mentre sul sito aggregatore di recensioni Rotten Tomatoes la percentuale è del 93% e infine su la valutazione IMDb è di 7,8 su 10.
Al centro di tutta la narrazione, il concetto dello sguardo umano mediato costantemente da uno schermo, che sia computer o cellulare, a rappresentare la finestra da cui ci affacciamo sulle vite altrui. Questo film su Netflix, infatti, fa riflettere sulle logiche dell’osservare e dell’essere osservati attraverso un filtro, in bilico continuo tra autenticità e inganno, tra verità e finzione.
Su Youtube, il trailer, enigmatico e oscuro, anche grazie alla versione corale e soave della canzone “Creep” dei Radiohead, recita così: “Non arrivi a 500 milioni di amici senza farti qualche nemico”. E in effetti si scopre come la nascita della piattaforma social più famosa al mondo sia stata oggetto di delicate e astiose diatribe legali.
La trama si sviluppa presso l’Università di Harvard, negli Stati Uniti. Siamo nel 2003. Mark Zuckerberg è uno studente genio dell’informatica, con una vita non particolarmente sociale.
Di certo non è lui il più popolare dell’ambiente nel quale vive la sua giovinezza. Durante i suoi studi costanti e appassionati di blog e linguaggi di programmazione, sviluppa un’idea folgorante: inventare una rete sociale globale che rivoluzionerà la comunicazione.
Quello che si chiamerà Facebook, ovvero un “libro”, un “catalogo” di tutte le facce degli studenti dell’istituto. Ma non solo.
Questo processo si può estendere a tutte le persone del mondo. Nel giro di pochi anni, diventerà il più giovane miliardario della storia ma, come spesso accade a chi fa cose troppo grandi, il successo spropositato e improvviso gli produrrà anche tanti problemi e attirerà numerosi nemici.
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