Se ti interessano i film drammatici che raccontino il dolore, la crescita e le conseguenze di un trauma, ecco su Netflix un’opera ambiziosa, costruita intorno a una storia di formazione che attraversa diversi momenti della vita del protagonista e che mette al centro il rapporto tra memoria, perdita e arte.
Parliamo di “Il Cardellino” (“The Goldfinch”), diretto da John Crowley, già autore di “Brooklyn”, tratto dall’omonimo romanzo di Donna Tartt, vincitore del Premio Pulitzer nel 2014. La produzione è stata curata da Warner Bros., Amazon Studios e Color Force.
Al centro della storia c’è Theo Decker, un ragazzo di 13 anni che vive a New York con la madre. Durante una visita al Metropolitan Museum of Art, un attentato provoca una tragedia che cambia per sempre la sua vita. Theo sopravvive, ma perde la madre. Nel caos seguito all’esplosione, il ragazzo entra in possesso di un prezioso dipinto del Seicento, Il Cardellino di Carel Fabritius.
L’opera diventa da quel momento uno degli elementi più importanti della sua esistenza. Il film segue Theo in diverse fasi della sua vita, alternando il periodo dell’adolescenza a quello dell’età adulta. Il protagonista si trova a vivere esperienze molto diverse, passando da New York a Las Vegas e incontrando persone destinate a influenzare profondamente il suo percorso.
Il dipinto rappresenta per lui il legame con la madre e con il momento che ha spezzato la sua infanzia. Ma diventa anche un peso, un segreto che accompagna il protagonista mentre cerca di costruirsi una nuova identità. La storia non è quindi soltanto quella di un ragazzo alle prese con una perdita. È soprattutto un racconto sulla difficoltà di andare avanti quando il passato continua a esercitare una forte influenza sul presente.
A interpretare Theo Decker adulto è Ansel Elgort, già apprezzato in “Colpa delle stelle“, mentre il personaggio da ragazzo è affidato a Oakes Fegley. La struttura del film richiede ai due interpreti di costruire versioni coerenti dello stesso personaggio in momenti molto diversi della sua vita.
Elgort interpreta Theo come un giovane tormentato e spesso incapace di esprimere apertamente le proprie emozioni. È un’interpretazione piuttosto contenuta, che riflette la difficoltà del protagonista nel confrontarsi con il trauma.
Tra le presenze più interessanti c’è Nicole Kidman, che interpreta Mrs. Barbour, una donna elegante e apparentemente controllata che diventa una figura importante nella vita del ragazzo. L’attrice riesce a dare al personaggio una certa ambiguità, evitando di ridurlo a una semplice figura materna. Importante anche il ruolo di Jeffrey Wright, nei panni di Hobie, uno dei personaggi che contribuiscono maggiormente alla crescita di Theo. Wright porta nel film una presenza più calda e misurata, offrendo alcuni dei momenti più convincenti dell’intera storia.
Uno dei punti di forza di questo dramma su Netflix è senza dubbio la sua componente visiva. La regia punta su un’atmosfera elegante e malinconica, mentre la fotografia è firmata da Roger Deakins, uno dei direttori della fotografia più importanti del cinema contemporaneo.
Il film cerca inoltre di mantenere la complessità del romanzo attraverso una narrazione che procede tra passato e presente. Questa scelta, però, rappresenta anche uno dei suoi principali limiti. Il libro è infatti molto lungo e ricco di personaggi, relazioni e riflessioni interiori. Portare tutto questo materiale sullo schermo non era semplice.
Il risultato è un film visivamente curato, ma a tratti troppo compresso, nel quale alcuni personaggi e alcuni passaggi della storia avrebbero avuto bisogno di maggiore spazio. Anche i giudizi ricevuti dal film mostrano una certa distanza tra pubblico e critica.
Su IMDb, la pellicola ha attualmente una valutazione di 6,4/10. Su Rotten Tomatoes, invece, il film registra il 24% di recensioni positive da parte della critica, mentre il gradimento del pubblico arriva al 72%. La differenza è significativa e aiuta a comprendere la particolare accoglienza ricevuta dall’opera. La critica ha riconosciuto soprattutto la qualità tecnica, la fotografia e alcune interpretazioni, evidenziando appunto i problemi legati alla sceneggiatura e alla difficoltà di adattare un romanzo così complesso.
La produzione disponibile su Netflix non è probabilmente la scelta migliore per chi cerca un film dal ritmo veloce o un thriller ricco di colpi di scena. Il ritmo è spesso riflessivo e alcune parti della storia possono risultare lente. Il film, però, ha anche qualità evidenti.
La fotografia è notevole, il cast è composto da interpreti di grande esperienza e il tema centrale, quello della difficoltà di convivere con una perdita, viene sviluppato attraverso una storia che mette insieme dramma, formazione e mistero.
Tra i film drammatici presenti sulla piattaforma statunitense, può quindi interessare soprattutto chi apprezza le storie tratte dalla letteratura, le atmosfere malinconiche e i protagonisti segnati da esperienze difficili. Nonostante i limiti dell’adattamento, conserva una sua identità e può offrire una visione interessante a chi cerca un film più introspettivo che spettacolare.
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