I sogni ci aiutano a superare le ferite del passato, a costruire il futuro: stasera guarda “È stata la mano di Dio” su Netflix un bellissimo film drammatico.

Su Netflix c’è uno dei più iconici film di Paolo Sorrentino: un inno alla bellezza di Napoli, un racconto biografico della sua infanzia, un dramma che propone allo spettatore un viaggio a tratti onirico intorno al tema dell’abbandono.

Se ami il cinema d’autore italiano che affronta temi importanti e allo stesso tempo indaga l’animo umano, una pellicola intensa che ti smuova l’interiorità, ecco che questo titolo non puoi fartelo mancare in una serata cinema di qualità.

Un film che non è mai troppo da rivedere, come pure impossibile da non aver mai visto in vita propria.

È stata la mano di Dio

Paolo Sorrentino (“La grande bellezza”, “The Young Pope”, “This Must be the Place”) regala l’ennesimo capolavoro al suo pubblico attraverso questa produzione Netflix, un film a metà tra drammatico e biografico datato 2021: “E’ stata la mano di Dio”.

Un racconto delicato e molto vero sulla maturazione, sulla presa di coscienza e sulla definizione della propria identità, anche proprio attraverso il tragico sentimento della mancanza.

È l’autobiografia a rappresentare l’origine della sceneggiatura. Il regista, infatti, ha perso prematuramente i genitori, sentendosi sempre addosso il peso di una separazione violenta e ingiusta.

Da un suo ricordo biografico, anche il riferimento al titolo scelto:

A me Maradona ha salvato la vita. Da due anni chiedevo a mio padre di poter seguire il Napoli in trasferta, anziché passare il week end in montagna, nella casetta di famiglia a Roccaraso; ma mi rispondeva sempre che ero troppo piccolo. Quella volta finalmente mi aveva dato il permesso di partire: Empoli-Napoli. Citofonò il portiere. Pensavo mi avvisasse che era arrivato il mio amico a prendermi. Invece mi avvertì che era successo un incidente…Papà e mamma erano morti nel sonno. Per colpa di una stufa. Avvelenati dal monossido di carbonio”.

Paolo Sorrentino

La tragedia di quell’evento devastante rappresenta però solo lo spunto per strutturare la trama e l’intreccio narrativo.

La pellicola indica con chiarezza i due tempi nell’esistenza del giovane protagonista: quello della spensieratezza in famiglia, fatta di lunghi pranzi goduriosi e le partite del Napoli viste sul balcone, e quello della maturità dopo la perdita, quando la solitudine prende il sopravvento e i ricordi sembrano tormentare gli animi sconvolti.

Anche visivamente si percepisce il divario tra la pienezza della vita vissuta insieme, il massimo della gioia, e lo smarrimento causato dalla perdita, il massimo del dolore.

Su questo binomio emozionale rappresentato dal talento di Toni Servillo e del giovane Filippo Scotti, si fonda un film destinato a rimanere un caposaldo della cinematografia nazionale nel mondo.

Recensione

Quello che si può dire in maniera oggettiva su “È stata la mano di Dio” è sicuramente che si tratta di un film profondamente italiano.

Abbiamo un evidente e profondo omaggio a Napoli, alle origini, alle storie intime e private che costellano l’universo nazionale e gli donano quella genuinità tipica.

Ma è anche un film che parla di un “miracolato”, nel senso che mette in evidenza come egli nutra il desiderio impellente di incanalare il flusso dei sentimenti verso una forma di comunicazione che gli sia congeniale.

La sua famiglia si è disintegrata? Lui vuole a tutti i costi ricostruirsi una vita immaginaria, uguale a quella di prima. Un atto di fede verso la vita che deve continuare, nonostante tutto, ma anche una sorta di ringraziamento al ‘divino’: Maradona che arriva al Napoli e che, non sapendolo, gli salva la vita.

La narrazione segue la vita di un adolescente che si tuffa nell’età adulta. Dalla crisi familiare alle prime infatuazioni, dal desiderio di avventura al senso di abbandono, fino alla sensazione di malinconia che se da un lato toglie, dall’altro può aiutare a far emergere. Questa pellicola segna la maturità di un regista all’apice della sua carriera: un testamento nel quale raccontare le origini di un talento nemmeno tanto cercato, più una via di fuga da una realtà scadente che un sogno coltivato a lungo.

Iniziano così visioni oniriche degne di un grande amante di Federico Fellini, quale Sorrentino è. Un film sicuramente maturo e che strappa qualche lacrima più che lecita. Una pellicola che non ha vergogna di raccontare la propria intimità, attraverso sentimenti puri, onesti e sinceri.

Trama

Il Trailer di E ‘stata la mano di Dio su Netflix

Siamo a Napoli, negli anni Ottanta, nei luoghi tanto cari al regista. Fabio è uno dei tre figli di Maria e Saverio, una coppia della buona borghesia partenopea dalla vita tranquilla e onesta. Fabio (noto a tutti come Fabietto) è un adolescente che finalmente avrà l’occasione di vivere uno dei sogni più grandi degli amanti del calcio, quando giunge nella sua città il goleador Diego Maradona. Per lui un sogno andarlo a vedere a giocare la domenica allo stadio.

Fino ad allora la sua vita ruotava intorno a un circuito familiare molto dinamico e articolato, fatto di stoccate paterne, scherzi materni, sorella introversa e fratello che ama il cinema, e tante altre figure che creano tutto un mondo a tratti onirico e allo stesso tempo protettivo e rassicurante. La sua grande gioia di realizzare un sogno viene affiancata però da una tragedia inaspettata, che sconvolgerà tutta la sua vita.

Il destino gioca brutti scherzi, mettendolo di fronte a un dramma impossibile da superare. Ma, del tutto casualmente, lo stesso destino può salvare la vita. Fabietto avrà modo di imparare come, in questo caso, felicità e sconforto, gioia e tragedia siano intrecciate tra loro così tanto da determinare insieme il suo futuro. In lui un vuoto difficile da colmare, nonostante gli sforzi legati alle sue profonde doti creative in costante crescita.

Cast

Molto importante il cast di “E’ stata la mano di Dio” di cui Netflix consente la visione on demand, per la gioia soprattutto di quanti ancora non l’hanno mai visto, potendo approfittare della library molto fornita della piattaforma. Nei ruoli principali troviamo i già citati Toni Servillo (“Gomorra”, “La Grande bellezza“, “Il divo”, “Una vita tranquilla”, “La ragazza nella nebbia “, “Bella addormentata”), grande interprete della cinematografia italiana, e il talentuoso Filippo Scotti (“Il re muore”, “Un’estate fa”).

Insieme a loro i bravissimi Teresa Saponangelo (“Tutto l’amore che c’è”, “Il buco in testa” “Bianco e nero”), Luisa Ranieri (“Gli amici del bar Margherita”, “7 donne e un mistero”, “Immaturi”), Massimiliano Gallo (“Magnifica presenza”, “Si accettano miracoli”, “Pinocchio”), Renato Carpentieri (“Fortapàsc”, “La stranezza”, “Hammamet”), Enzo Decaro (“Era mio fratello”, “Una donna per amico”, “Provaci ancora prof!”).

Riconoscimenti

Questo film ha vinto numerosi premi e ha ricevuto prestigiose candidature, per la precisione 11 premi e 24 nomination. Si tratta di 2 premi al Festival di Venezia 2021, 5 premi David di Donatello (11 nomination) e 4 premi Nastri d’Argento (7 nomination). A livello internazionale, nel 2022, “È stata la mano di Dio” ha ricevuto 1 nomination ai premi Oscar, 1 nomination ai premi Golden Globe, 1 nomination ai premi BAFTA e 3 nomination ai premi European Film Awards.

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