Su Netflix c’è Yara, un film thriller di Marco Tullio Giordana con Alessio Boni basato su una straziante storia vera di cronaca nera italiana

Su Netflix c’è “Yara” il film del regista Marco Tullio Giordana, uscito nel 2021, ma che racconta un fatto di cronaca nera che risale a ben dieci anni prima. Era il 26 febbraio 2001 quando il corpo della giovanissima Yara Gambirasio venne ritrovato casualmente in un campo aperto situato a poca distanza dal paesino dove la tredicenne abitava, in provincia di Bergamo.

È un film sta catalizzando l’attenzione di un folto pubblico perché la sua storia è stata ampiamente trattata dalla stampa nazionale: un omicidio efferato e tanto mistero.

Nei panni del colonnello Vitale, Alessio Boni, volto noto della televisione “Rebecca la prima moglie”, “Tutti pazzi per amore”, “Walter Chiari, fino all’ultima risata”, “La compagnia del cigno” e del cinema “La bestia nel cuore”, “Sanguepazzo”, “Calibro 9”. Il pubblico ministero Letizia Ruggeri è interpretato da Isabella Ragonesi, apprezzata con magistrali lavori teatrali, televisivi e cinematografici e candidata al David per “La nostra vita”, “Sole cuore amore” e “Mio fratello rincorre i dinosauri” e Premio Guglielo Biraghi per “Tutta la vita davanti”. Gli altri attori sono Chiara Bono (Yara), Thomas Trabacchi (maresciallo Gallo), Roberto Zibetti (Massimo Bossetti).

Tra le persone e le famiglie coinvolte: i genitori della ragazza hanno dichiarato tramite il loro avvocato di non aver avuto significativi contatti con il regista prima della realizzazione del film, mentre l’avvocato di Bossetti (condannato per l’omicidio) ha definito la pellicola ricca di errori e di incongruenze con la realtà dei fatti.

Yara

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Venerdì 26 novembre 2010 la tredicenne Yara, intorno alle ore 17:30, si reca presso il centro sportivo del suo paese, dove è solita allenarsi nelle attività di ginnastica ritmica. In base a una serie di testimonianze, vi rimane almeno fino alle ore 18:40 circa, dopodiché se ne perdono del tutto le tracce.

A quel punto sale la preoccupazione della madre che va a cercarla, mentre il padre andrà successivamente a denunciare la sua scomparsa ai carabinieri. Il pubblico ministero Letizia Ruggeri, il colonnello Vitale e il maresciallo Garro sono le personalità che seguono il caso, con impegno costante e desiderio di portare a galla una angosciante verità.

Chi ha ucciso la povera Yara e perché?

Dopo una serie di tentativi, i sospetti cadono sul muratore Massimo Bossetti, primo indagato e successivamente condannato all’ergastolo.

Un film che riporta alla luce un delitto crudele e ingiusto, con tutta la suspense del genere thriller che si fonda su una storia realmente accaduta.

E tutto lo sgomento dell’opinione pubblica che aveva seguito con angoscia la vicenda oltre dieci anni fa.

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