Quando ti svegli la notte e senti un grido, sai che qualcosa non torna. Ma poi sembra tutto normale, come se ciò che hai visto e sentito non fosse mai esistito. E allora inizi a dubitare di te stesso, a chiederti se quello che hai vissuto sia stato reale. C’è un nuovissimo thriller pubblicato il 10 ottobre su Netflix che ti prende così: prima ti manda in confusione, poi ti trascina in un vortice in cui ogni certezza vacilla.
Attesissimo ritorno sullo schermo per l’attrice protagonista, la stella di Hollywood Keira Knightley, nota tra gli altri per “The Imitation Game” e “Love Actually”, che ha dichiarato di aver accettato il ruolo per esplorare la vulnerabilità mentale di una donna che non riesce più a distinguere la realtà dalla paura.
Diretto da Simon Stone, è tratto dall’omonimo romanzo del 2016 di Ruth Ware (pubblicato nel 2016, ha venduto oltre due milioni di copie ed è stato tradotto in più di 40 lingue. Netflix ne ha acquisito i diritti nel 2022 dopo una lunga trattativa con CBS Films).
Questo prodotto originale Netflix si intitola “La donna della cabina numero 10” (“The Woman in Cabin 10”) e si propone come thriller psicologico che gioca sul confine tra realtà e illusione, consegnandoci una protagonista in bilico sul limite del credibile.
La protagonista è Laura “Lo” Blacklock, una giornalista che ha alle spalle un trauma professionale. Offerta l’occasione di coprire la crociera inaugurale di lusso organizzata da un miliardario malato, accetta con riserve. Ma durante la navigazione, Lo è convinta di assistere a un’aggressione: una donna gettata in mare.
Quando segnala l’accaduto, però, scopre con sconcerto che la cabina in questione era vuota e che nessuno – né passeggeri né equipaggio – conferma alcuna discrepanza. Da quel momento, Lo si trova isolata, ostacolata, costretta a documentare un crimine che sembra essere stato cancellato.
Il film gioca con ambienti contigui e claustrofobici: corridoi lucidi, stanze patinate, scale strette, dove ogni ombra può nascondere una menzogna. Il superyacht Savannah – scenografia reale per molte riprese – diventa simbolo estetico e cassa di risonanza delle tensioni psicologiche.
Stone, pur senza grandi slanci registici, rifinisce scenari e dettagli con eleganza “patinata” che tende a mettere in risalto la forma. Il design della produzione e l’illuminazione puntano a un’eleganza fredda, che si staglia sul contrasto tra l’opulenza visiva e la fragilità mentale della protagonista.
Le recensioni non sono unanimi: se da un lato alcuni osservatori apprezzano la tensione che ne scaturisce, dall’altro si lamenta che la suspense si consumi troppo presto, lasciando gli ultimi minuti in un finale prevedibile. The Financial Times, ad esempio, critica il ritmo e l’aridità del meccanismo giallo, definendo l’opera “disperatamente in ricerca di intrigo” che perde forza già a metà strada.
A livello di gradimento sul Web, il sito aggregatore Rotten Tomatoes gli assegna un 29 % di recensioni critiche positive, su Google la percentuale è di 46%, infine su IMDb 5,9/10.
Ma cosa funziona davvero invece? La performance di Knightley, che con piccoli tic, sguardi nervosi e una presenza insicura tiene il film saldamente centrato. Il cast di supporto — Guy Pearce, Gugu Mbatha-Raw, Kaya Scodelario, Art Malik — aggiunge versanti, seppur molti personaggi restino bidimensionali e vincolati al ruolo di sospetti.
Il film non cerca di reinventare la ruota, ma di dare una veste contemporanea al giallo da salotto ambientato in crociera. Nel complesso, “La donna della cabina numero 10” è un thriller che ha ambizioni di eleganza psicologica, ma inciampa nei suoi stessi artifici.
Se cerchi un noir elegante in streaming e vuoi restare in bilico tra dubbio e inganno, potrai trovare qualcosa di stimolante. Ma se ti aspetti colpi di scena costanti o un mistero che non si sveli presto, potresti restare deluso. Non resta che dare uno sguardo e dire la tua!
