Una presenza invisibile nella tua vita che non ti dà tregua: è solo la tua immaginazione oppure in fondo c’è qualcosa di reale? È quello che accade alla protagonista di un thriller dalle evidenti tinte horror disponibile su Netflix.
Una reinterpretazione moderna del celebre personaggio nato dal romanzo di H. G. Wells e reboot dell’omonimo film del 1933, prodotto dalla Blumhouse Productions e diretto da un maestro del genere, il ben noto Leigh Whannell coautore delle saghe “Saw” e “Insidious”.
Parliamo de “L’uomo invisibile”, in versione originale “The Invisible Man”, uscito nel 2020, con Elisabeth Moss protagonista, accanto alla quale spiccano Oliver Jackson-Cohen, Aldis Hodge e Storm Reid. Il film abbandona il semplice immaginario fantascientifico per costruire un racconto inquietante sul controllo psicologico e sulla violenza invisibile.
L’utilizzo dell’elemento fantascientifico in quest’opera su Netflix diviene metafora del trauma, l’invisibilità è un espediente narrativo ma rappresenta soprattutto il controllo silenzioso e costante esercitato dall’ex compagno sulla protagonista.
Cecilia Kass è una donna che vive nella paura di non essere creduta, infatti chi la circonda interpreta le sue reazioni come segni di instabilità mentale. È proprio questa dinamica a rendere il racconto particolarmente efficace. La protagonista è da tempo sotto il controllo ossessivo del compagno Adrian Griffin, scienziato e imprenditore di successo, ma anche uomo manipolatore e violento.
Dopo anni trascorsi nel timore, decide finalmente di fuggire. Una notte organizza tutto nei minimi dettagli: prepara le valigie in silenzio, neutralizza il sistema di sicurezza della villa e riesce a scappare dopo aver sedato Adrian con del Diazepam. La fuga però è tutt’altro che semplice. Adrian si accorge della sua assenza e tenta di raggiungerla, ma Cecilia riesce a salvarsi.
Per nascondersi trova rifugio nella casa di James, amico d’infanzia e detective della polizia. Quando, poche settimane più tardi, Adrian viene dichiarato morto dopo un presunto suicidio, Cecilia pensa di poter finalmente ricominciare. L’uomo le lascia anche una fortuna di cinque milioni di dollari, ma la tranquillità dura poco.
Nella nuova casa iniziano infatti a verificarsi episodi inquietanti e inspiegabili. Oggetti che si spostano, rumori improvvisi, una presenza che sembra osservarla costantemente anche nel sonno. Un semplice incidente domestico si trasforma in un incendio improvviso, mentre durante un importante colloquio di lavoro Cecilia scopre che tutti i suoi progetti sono misteriosamente scomparsi.
Poco dopo perde conoscenza e viene ricoverata in ospedale, dove i medici trovano nel suo sangue tracce elevate dello stesso farmaco usato per sedare Adrian la notte della fuga. La situazione precipita ulteriormente quando Cecilia ritrova il flacone di Diazepam che credeva di aver perso per strada.
A quel punto inizia a convincersi che Adrian non sia davvero morto e che qualcuno, invisibile e impossibile da vedere, stia continuando a perseguitarla. Tra paranoia, paura e isolamento, la donna si ritrova costretta a lottare per dimostrare che l’incubo da cui pensava di essere scappata non è mai finito davvero. La tensione nasce proprio dall’incertezza: ciò che vede Cecilia è reale oppure no?
Lei si ritroverà a combattere non solo contro una presenza invisibile, ma anche contro un sistema di sfiducia che tende a delegittimare la sua esperienza. Il thriller riflette così sul trauma e sul peso della paura vissuta in relazioni tossiche, trasformando la paura in qualcosa di emotivamente reale.
Scopri altri film horror da vedere su Netflix.
