Una relazione che si trasforma lentamente in una gabbia, un uomo incapace di accettare di perdere il controllo e un appartamento che diventa il luogo principale della tensione. Netflix propone un thriller psicologico spagnolo che lavora più sul disagio e sulla manipolazione che sull’azione, costruendo la suspense intorno a una coppia già fragile prima che un incidente cambi definitivamente gli equilibri.
“El practicante”, uscito nel 2020, è un film spagnolo di circa 94 minuti diretto da Carles Torras che ne firma anche la storia mentre la sceneggiatura è di David Desola, Hèctor Hernández Vicens e Torras. La produzione coinvolge Netflix e Babieka
Ángel Hernández, interpretato da Mario Casas, lavora come soccorritore su un’ambulanza. È un uomo che vive il proprio lavoro e la relazione sentimentale in modo problematico. Con la compagna Vane, a cui dà il volto Déborah François, il rapporto è segnato da controllo, gelosia e possessività.
L’incidente arriva improvvisamente e cambia la situazione. Ángel rimane gravemente ferito e deve affrontare una nuova vita sulla sedia a rotelle. Il film non presenta però la disabilità come origine della sua aggressività.
Al contrario, già prima dell’incidente il personaggio mostra comportamenti manipolatori e una forte tendenza al controllo. Dopo il trauma, quelle caratteristiche diventano ancora più estreme. La difficoltà di accettare la nuova condizione si mescola alla paura di perdere Vane.
Quando la donna comincia a prendere le distanze e decide di interrompere la relazione, Ángel non accetta la separazione. La sua gelosia si trasforma in ossessione e il desiderio di mantenere il controllo sulla compagna diventa il motore della vicenda.
Da quel momento “El practicante” assume sempre più chiaramente i contorni di un thriller domestico, nel quale l’appartamento diventa uno spazio chiuso e minaccioso. Il protagonista cerca infatti di organizzare la propria nuova esistenza in modo da continuare a esercitare potere sulla donna che lo ha lasciato.
Uno degli aspetti più interessanti del film riguarda proprio la costruzione del protagonista maschile. La sua condizione fisica potrebbe facilmente diventare il pretesto per una storia di riscatto personale, ma Torras sceglie deliberatamente un’altra strada. Il regista presenta un uomo che non riesce a fare i conti con la perdita del controllo sulla propria vita e, soprattutto, sulla persona che considera ancora sua.
L’incidente non crea quindi il comportamento abusivo: lo porta all’estremo. La storia diventa così anche una rappresentazione della violenza psicologica e del controllo all’interno della coppia. Il tema della gelosia non viene trattato come una manifestazione d’amore, ma come uno strumento attraverso il quale Ángel cerca di limitare la libertà di Vane.
A interpretare Ángel è Mario Casas, che costruisce una prova basata soprattutto sulla tensione fisica e sul progressivo isolamento del personaggio. Il suo protagonista non è pensato per conquistare la simpatia dello spettatore: la sua presenza deve generare disagio e rendere sempre più imprevedibili le sue azioni.
Déborah François è invece Vane, la donna che cerca di interrompere una relazione diventata soffocante. Il personaggio assume progressivamente un ruolo centrale nella dinamica del thriller, perché la sua volontà di riconquistare autonomia entra in collisione con quella di Ángel di mantenere il controllo. Nel cast figura anche Guillermo Pfening, che interpreta Ricardo, collega di Ángel nel servizio di ambulanza. Completano il cast María Rodríguez Soto, Celso Bugallo, Raúl Jiménez e Pol Monen.
La critica ha accolto questo thriller in maniera piuttosto contrastante. Su Rotten Tomatoes il film registra attualmente il 50% di Tomatometer su otto recensioni professionali, mentre il Popcornmeter si ferma al 31% sulla base di oltre cento valutazioni del pubblico. Su IMDb raggiunge invece 5,7/10, con circa 17 mila voti.
Questo su Netflix non è un film sulla disabilità nel senso tradizionale del termine. È piuttosto un thriller psicologico sulla perdita del controllo, sulla gelosia e sulla violenza che può nascondersi dietro una relazione apparentemente normale. Sulla piattaforma rappresenta quindi una scelta interessante per chi ama i thriller spagnoli brevi e ad alta tensione, soprattutto quelli ambientati in spazi quotidiani che progressivamente diventano luoghi di minaccia.
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