Scopri la recensione e guarda il trailer di una miniserie su Netflix di genere giallo, un thriller psicologico ricco di suspense.
È stata pubblicata su Netflix il 25 agosto 2021 e ha subito battuto serie di grande successo come “La casa di carta” o “Lucifer” in termini di download. Una miniserie thriller in 8 episodi che ha ottenuto grandi riscontri di streaming, forse anche grazie alla tematica centrale molto attuale. Tutto ruota infatti attorno all’indagine psicologica e sociale del ruolo dei social media.
Si intitola “Clickbait”, diretta da Brad Anderson, Emma Freeman, Ben Young e Laura Besley, con il volto noto di Adrian Grenier (“Il diavolo veste Prada”), e Zoe Kazan, Betty Gabriel, Phoenix Raei. Questa produzione per la tv intende analizzare i lati più pericolosi e oscuri della Rete, tra profili fasulli e crisi di identità, apparenze e fragilità nascoste, provocando un dibattito sociale nel quale ognuno può dire la propria.
Per molti aspetti, questa miniserie è un grande classico: ci sono un crimine, un’indagine, un investigatore che si trova in una posizione al limite per quanto riguarda il rispetto delle regole e diversi salti ed espedienti utili a interrompere la linearità della narrazione. A tutti questi elementi, si aggiunge il senso di contemporaneità della storia e dell’ambientazione che rendono la serie molto vicina allo spettatore di oggi.
Il Web è descritto come parte integrante del vivere quotidiano e non come qualcosa di lontano. Social network, app di incontri, furti di dati e tante altre situazioni similari si intrecciano nella narrazione in maniera naturale, senza forzature. Costruiti in maniera positiva i profili dei personaggi che animano “Clickbait” su Netflix, che riescono a fornire il giusto spessore per reggere in modo appropriato tutte e otto le puntate di una serie complessa con al centro un giallo da risolvere.
Sono tanti i punti di vista, uno per episodio, che funzionano perfettamente per mostrare tutti i lati e le sfaccettature di una storia in cui familiari e forze dell’ordine indagano sulla misteriosa scomparsa di un uomo. Da qui emergono diversi intricati segreti, intrecciati da colpi di scena che sovvertono le convinzioni emerse nella testa dello spettatore.
Per quanto riguarda il gradimento da parte del popolo del Web, su Google il punteggio relativo di questa serie è di 85%, mentre sul sito aggregatore di recensioni Rotten Tomatoes è di 59%, infine su IMDb è pari a 7,2 su 10. Attraverso la visione del trailer ufficiale, rintracciabile anche su Youtube, è possibile comprendere quanta verosimile verità aleggia dietro questa produzione.
Non a caso si scoprirà che, per una storia che nasce da Internet, c’è una conseguenza inevitabile: l’allestimento del famigerato circo mediatico. Giornalisti assetati di gossip, scoop e indizi che servano a risolvere il caso. Leoni da tastiera, mezzi di comunicazione che informano di ogni minima pista senza verificarla: c’è tanto di attuale.
La trama vede centrale l’improvvisa sparizione nel nulla di Nick Brewer. È un padre, un marito, un fratello. Lavora come fisioterapista presso una scuola. Un giorno appare in un video online, ferito e con cartelli inquietanti e raccapriccianti. In quei pochi secondi l’uomo appare spaventato mentre mostra all’obiettivo due frasi: “Io abuso delle donne” e “A 5 milioni di visualizzazioni muoio”.
La sorella Pia e la moglie Sophie si mettono sulle sue tracce, ma mentre indagano su dove possa trovarsi scoprono che il Nick che loro conoscono sembra non esistere. Intanto, oltre a loro e alla polizia, si attiva anche il popolo del Web. Questo è solo l’inizio di una lunga serie di segreti che riguardano Nick e le persone che gli stanno intorno.
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