Se ti piacciono i film che mescolano alla perfezione la leggerezza e l’ironia della commedia, l’intensità visiva di un dramma e le incognite del giallo, ecco un titolo in streaming su Netflix che rappresenta la visione ideale per una serata di buon cinema che non stanca.

Merito della trama coinvolgente ma anche di un cast stellare che include tra gli altri nomi blasonati come Ralph Fiennes, emozionante in “The Reader – A voce alta“, Jude Law, indimenticabile in “Closer“, Adrien Brody profondo in “Il pianista“, e ancora Willem Dafoe, Owen Wilson, Bill Murray.

Parliamo qui di “Grand Budapest Hotel”, distribuito da 20th Century Fox, uno dei lavori più rappresentativi di Wes Anderson, autore noto per uno stile visivo inconfondibile e una narrazione fortemente stilizzata.

La pellicola, divertente e mai scontata, si ispira liberamente agli scritti di Stefan Zweig, in particolare al libro “Il mondo di ieri. Ricordi di un europeo”, da cui eredita il senso di nostalgia per un’epoca scomparsa.

Una vera e propria opera corale con grandissimi talenti del cinema internazionale uscita nel 2014 accolta con entusiasmo dalla critica e presentata in apertura al Festival internazionale del cinema di Berlino, dove ha ottenuto il Gran premio della giuria, e con ben nove candidature agli Premi Oscar 2015, vincendo quattro statuette.

La narrazione si sviluppa come un racconto nel racconto nell’immaginario Paese di Zubrowka tra le due guerre mondiali. Al centro della trama troviamo Monsieur Gustave H, eccentrico concierge di un celebre hotel di lusso, e Zero Moustafa (Tony Revolori), giovane fattorino destinato a diventare suo protetto.

Il primo, amato da numerose donne che soggiornavano nel lussuoso hotel di montagna anche solo per poterlo incontrare, viene a conoscenza dell’uccisione di una ricca donna con la quale intratteneva una relazione. Da lei eredita un quadro di inestimabile valore.

Con l’aiuto del fedele lobby boy intraprende un rocambolesco viaggio per recuperare il prezioso oggetto e, dopo una serie di sconvolgenti scoperte, per sfuggire alla famiglia stessa della vittima. La storia prende forma con tantissimi personaggi che si intersecano nel racconto attraverso una struttura stratificata, che attraversa epoche diverse e costruisce un senso di memoria condivisa.

Questo impianto narrativo non è solo un esercizio stilistico ma anche il modo in cui Anderson riflette sul tempo e sulla perdita. Centrale è il rapporto tra Gustave e Zero. Il primo è un uomo legato a un mondo fatto di regole, eleganza e rituali. Il secondo rappresenta uno sguardo nuovo, più ingenuo ma anche più aperto. La loro relazione è costruita con equilibrio. Alterna momenti comici a passaggi più malinconici, un contrasto che definisce il tono dell’intera opera.

Questa commedia su Netflix, con un 92% di gradimento su Rotten Tomatoes e un 8,1 su 10 su IMDb, è decisamente attraente dal punto di vista visivo e ogni inquadratura è studiata nei minimi dettagli. La simmetria, i colori pastello e le scenografie contribuiscono a creare un universo riconoscibile dove nulla è lasciato al caso.

Qui l’estetica diventa parte integrante della narrazione e non è un semplice abbellimento. È il linguaggio stesso del film e per questo potrai rimanerne affascinato. Il film si distingue anche per il suo tono. L’ironia è sempre presente, ma non è mai fine a sé stessa. Serve a bilanciare una componente più profonda.

Sotto la superficie leggera si nasconde una riflessione sulla fine di un’epoca. L’Europa evocata da Anderson è già in declino con i cambiamenti storici che incombono. E l’hotel stesso diventa simbolo di un mondo destinato a scomparire.

L’opera affronta infatti il concetto di memoria attraverso le voci dei protagonisti a distanza di tempo dall’accadimento degli eventi. Ciò che vediamo è già passato, è già trasformato in ricordo. Si può dire comunque che “Grand Budapest Hotel”, che puoi trovare tra i migliori internazionali su Netflix, rappresenti un’opera compiuta.

Un film che unisce forma e contenuto in modo coerente; un racconto elegante, ironico e malinconico. Una riflessione, in sostanza, sul tempo che passa e su ciò che resta che ti avvolgerà con il suo turbinio di accadimenti e che di certo non ti lascerà il tempo di annoiarti.

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