Immagina un manager convinto di avere sempre ragione, abituato a vivere tra riunioni, inglesismi e aperitivi di networking. Ora togligli il lavoro, la casa e le sue certezze, costringendolo a confrontarsi con una realtà che ha sempre guardato dall’alto. Cosa succede quando il “re dell’ufficio” perde tutto da un giorno all’altro?
Ecco quello che ispira una delle commedie italiane più irriverenti degli ultimi anni, approdata con successo ad agosto 2026 nel catalogo di Netflix dopo il successo al cinema. Il film riprende l’universo del celebre fenomeno web Il Milanese Imbruttito, trasformando la comicità dei video virali in una storia che alterna gag, critica sociale e riflessioni sul mondo del lavoro contemporaneo.
Il suo titolo è “Ricomincio da Taaac”, e a interpretare l’Imbruttito c’è Germano Lanzoni, volto diventato ormai inseparabile dal personaggio grazie ai milioni di visualizzazioni ottenute online e ai precedenti adattamenti cinematografici. Accanto a lui troviamo Brenda Lodigiani, l’Imbruttita, Paolo Calabresi, nei panni di Aldo Brusini, Valerio Airò Rochelmeyer, il Giargiana, Claudio Bisio e numerosi altri interpreti della comicità italiana, che contribuiscono a costruire un racconto corale ricco di situazioni paradossali.
Il protagonista è appunto l’Imbruttito, impiegato di successo in una grande azienda, sposato e padre di un bambino. Convinto di incarnare il perfetto professionista milanese, vive seguendo ritmi frenetici e valori improntati esclusivamente alla produttività, all’efficienza e alla carriera.
La sua vita cambia improvvisamente quando l’azienda viene acquisita da Blacksun, una multinazionale statunitense che introduce una nuova cultura aziendale fondata su inclusività, sostenibilità ambientale e responsabilità sociale. Determinato a ottenere la prestigiosa nomina a nuovo amministratore delegato, l’Imbruttito cerca di adattarsi ai nuovi principi promossi dai vertici della società e di conquistare la fiducia del miliardario Brusini e del figlio, soprannominato “il Nano”, ancora più competitivo e spregiudicato di lui.
Dietro questa improvvisa conversione ai nuovi valori, però, si nasconde molta opportunità e poca convinzione. La sua vera natura emerge quando, durante un momento di rabbia, prende di mira con battute offensive e razziste Martin, un rider in ritardo con una consegna. L’episodio ha conseguenze immediate: l’Imbruttito perde il lavoro e, poco dopo, anche la serenità familiare.
Dopo un acceso confronto con la moglie e il figlio decide infatti di lasciare casa, ritrovandosi senza punti di riferimento. La sua caduta continua quando è costretto a chiedere ospitalità prima al fedele Giargiana, storico bersaglio delle sue prese in giro, e successivamente proprio a Martin, che nel frattempo ha aiutato dopo averlo soccorso in seguito a un incidente. Tra i due nasce un accordo destinato a cambiare profondamente entrambi.
Per un mese l’Imbruttito svolgerà il lavoro di Martin e dei suoi coinquilini, vivendo una realtà completamente diversa dalla propria. In cambio riceverà il loro aiuto per tentare di riconquistare il posto perduto in azienda. Questa esperienza lo costringerà a confrontarsi con il precariato, le difficoltà economiche e i problemi quotidiani di chi ha sempre considerato invisibile, mettendo progressivamente in discussione il proprio modo di vedere il mondo.
Dopo il successo di “Mollo tutto e apro un chiringuito“, il film nasce dall’universo del progetto satirico ideato storicamente da Marco Spinelli, Tommazo Pozza e Federico Marisio e portato al cinema dal collettivo Il Terzo Segreto di Satira, Davide Bonacina, Andrea Fadenti, Francesco Lancia, Alberto Mazzarella e Pietro Belfiore. La produzione è affidata a QMI in collaborazione con Medusa Film, che ha curato anche la distribuzione cinematografica.
Lo stile mantiene il linguaggio rapido e ironico tipico dei video originali, ma lo amplia con una narrazione più articolata e una maggiore attenzione all’evoluzione dei personaggi. Questa produzione riesce a fare qualcosa di non scontato: utilizzare la comicità per raccontare i cambiamenti del mondo del lavoro e le contraddizioni della società contemporanea. Le battute e i tormentoni tipici del Milanese Imbruttito convivono con una storia che parla di inclusione, empatia e capacità di mettersi nei panni degli altri.
Pur mantenendo un tono leggero, il film invita a riflettere sui pregiudizi, sull’importanza del cambiamento personale e sul valore delle relazioni umane. Una commedia brillante e attuale che saprà divertire sia i fan storici del personaggio sia chi lo scopre per la prima volta grazie alla sua disponibilità su Netflix.
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